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Poi mi è sembrato che fosse tutto inadeguato
e confuso, sgangherato
ciò che si diceva, soprattutto da me
prolisso sempre, ma anche dagli altri
nella sera, e dopo un attimo
di disagio ho pensato: è meglio
così, ci mancherebbe
che riuscissimo a dire cose
adeguate, precise, centrate:
tali da ridurti a un discorso dicibile.

No! Ma è bello, io credo (a me sembra bello)
portare a gente diversa, riunita
perché il deserto rallenti di crescere
il suon della tua voce
sottile ponte verso l’infinito
che da prima sapevi e ora sei.


Scritta il 28 febbraio 2025.