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Il cielo grigio al terrazzo è una scusa:

siamo a fine novembre, quale cielo
pretenderesti? La malinconia
non è questo sfilarsi di stagioni
dalla matassa della vita: è
perderle nella svoglia d’un lavoro,
sentire muta l’anima che ieri
cantava, non sapere se domani
potrà cantare ancora e soprattutto
perché non canta oggi: dubitare
della canzone stessa.
È impallidito
l’intonaco dei giorni. Non è stato
il tempo a consumarlo, ma l’assenza:
è tinta delicata, è arricciatura
da mantenere e ritoccare spesso
con spatola e pennello. Ciò che dura
non è perché sia forte o resistente:
è perché c’è una mano che amorosa
ripara, aggiusta, ricolora, inventa:
disegna ghirigori sulle crepe
per farne un gioco, una scoperta nuova:
un arabesco da sgranarci gli occhi.

Il cielo grigio al terrazzo è una scusa.


Da Una città, Edizioni Manifattura Torino Poesia, 2010.

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