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Ha indosso soltanto tre cose:
calze, reggicalze e vestaglietta
(a parte i tacchi a spillo)
la giovane squillo:
«Non voglio farti fretta,
ma fra mezz’ora aspetto
un altro» – dice e lascia
cadere la vestaglietta.
Pago, mi spoglio,
andiamo sul letto
e me lo prende in bocca
per due minuti. «Voglio
guardarti bene» – dico
e lei si distende
a cosce aperte:
ha un bel viso e le tette
abbondanti compatte
con areola scura.
La fessura slargata
è depilata
di sotto, ma sopra
ha un folto pelo nero.
«Sei bella davvero».
Mi chino, le lecco
la fica che ovviamente
sa del lubrificante
di condom numerosi.
La giro a pecorina:
fra i glutei occhieggia
del culo il buchetto.
La rimetto supina
e fascio il mio cazzo
col preservativo
che mi porge: la scopo
in posizione classica.
Ma prima di venire
da lei mi sfilo
e mi sfilo
il guanto: mi sposto
più avanti e le innaffio
di sperma le poppe.
Mi distendo un minuto
a riposare. «Tutti qui
mi sborrate» – lamenta
la troia detergendosi
con una salvietta.
Rimette la vestaglietta,
io mi rivesto in fretta:
il prossimo arriva
fra qualche minuto.
Cordialmente la saluto,
mi saluta: «Tornerai?
T’è piaciuto?»
Sorrido e annuisco,
sorride e capisco
che in fondo è tutto amore.


Scritta nel 2018.

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