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l’odiosa purezza del mio essere impuro
mi rende inviso ai periti settori
delle scienze sepolte dentro i muri
delle accademie, delle beauty farm

coi pugni chiusi, coi gomiti tesi
salgo il corso delle vostre cantilene

non chiedo scusa
se spacco qualche naso

tenace come un rampicante salgo
sulla torre vulgata
dove sei prigioniera

non ti servono lunghi capelli
abbràcciati al mio stelo
e comincia a guardarti

i tuoi capezzoli sono stelle nuove
gonfie di luce, l’universo è un tumore
oscuro e infausto, tu escine linda
come un gatto da un bidone
corri verso di me

amo il profumo del tuo ventre, non m’importa
che cosa partorisce

ma t’ingravido se vuoi, facciamo figli
a iosa, a bizzeffe
spargiamo nostri figli dappertutto

è un quadretto la scena del mondo
folle di abeti che cercano il sole
folle diabetiche in cerca d’insulina
onde d’infranta fame sulle rive
spumeggiano

è un quadretto la scena del mondo
danza macabra d’alta qualità
in verticale 1080 pixel

o quanti gigabyte madama dorè
li voglio cancellare ma ecco
romba l’assalto dei teratosauri

ho bisogno di forza
ho bisogno di potere
devo fare cose che diano piacere
piacere è potere
piacerci è poterci

ho ingaggiato una modella per un cortometraggio
le ho precisato
nuda, e senza problemi di posizione delle gambe
voglio apertura

ha accettato, cinquanta euro all’ora, uguale
come la psicoterapeuta

sono rare le persone che accettano
l’odiosa purezza del mio essere impuro

è che
l’editto etico lo promulgarono
eunuchi revanscisti
penetrarono in tutte le parole
con la ferrea impotenza
della loro mancanza

tu dunque lascia che ti lecchi tutta
ascolta il mio odore, la mia bava, il mio dolore
ascolta il mio sudore, io
non ho niente da dirti


Scritta nel 2017.

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