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Non è una colpa passare in corso Belgio
a respirare l’aria che respiri,
o cercare una foto nella rete,
o mandarti un biglietto postale
ogni tre o quattro mesi:
anche se fra le nostre persone
non c’è quasi nessuna relazione.

Noi non siamo soltanto persone.

Certamente tu sei la tua persona
ma non sei solo questo:
sei nomi sei occhi sei alberi sei vie,
sei le mie poesie.

E la parte di te che sei tu
(vasta, meravigliosa)
ma non è la tua persona
io la posso assorbire, respirare:
come il vento, come il sole
non è né tua né mia né di nessuno:
non conosce appartenenza,
la sua sostanza è divina immanenza.

Tutti noi siamo tutto,
siamo un immenso tutto:
ridurci a persone è un difetto
di questo tempo nervoso ipercorretto:
merita la persona (sia chiaro)
un totale assoluto rispetto
ma non è tutto.

Che misero sarebbe il paesaggio
in cui nasciamo viviamo moriamo
se fossimo nient’altro che persone!
Sarebbe (ed è per chi lo crede) la
più totale straziata dannazione.

Per fortuna, io lo so, noi siamo interminati
immensi spazi di luci e colori
e indomabili odori.

Poi certo sì, la persona è importante:
sarebbe bello se la tua persona
accogliesse la mia personalmente:
la mia gioia sarebbe sfolgorante:
con il tuo personale permesso
del tuo mondo sarei cittadino:
così invece sono solo un clandestino:
ma è sempre meglio che tornare in Africa:
anche perché io non ho nessuna Africa:
io provengo dal nulla: a generarmi
è l’amore che provo per te.

Dunque vago nei margini, cercando
di non dare fastidio, sperando
in una sanatoria, un condono, magari
un foglio di soggiorno provvisorio.

Noi non siamo soltanto persone.

Se tu aprissi te stessa al mio entrare
non saresti tu a farlo ma il cosmo
pur essendo tu certo a deciderlo.

L’amore non si fa fra due persone:
le persone soltanto lo consentono
con libera scelta più o meno consapevole.

L’amore è fra mondi, è un fenomeno ampio:
tutto congiunge in magia irriducibile:
non lascia fuori nemmeno
un granello di polvere.

Noi non siamo soltanto persone.

Anche per questo mi piacciono le
troie, puttane, vacche cosiddette:
quelle che ammettono più navigazioni
fra galassie, fra costellazioni.

Noi non siamo soltanto persone.

Perciò vorrei parlarti, amore mio:
vorrei ci raccontassimo noi stessi
abbracciati in un letto o seduti in un caffè.

In mancanza, cammino in corso Belgio
a respirare l’aria che respiri: è
la comunione che posso, con te.

Noi non siamo soltanto persone.

Noi non siamo soltanto persone.

 

Paralipomeni o corollari

La persona è il pennello che dipinge la tela, la dipinge come vuole e come può. Io m’innamoro del quadro, non del pennello.

La persona è il sasso che fa cerchi nell’acqua. Mi affascinano i cerchi, non il sasso. Talvolta, mi affascinano cerchi che s’incrociano, prodotti da sassi diversi.

Perciò sono in grado di amare da una certa distanza: una distanza da cui io possa sbirciare uno scorcio del quadro, una distanza da cui io possa sentire il muoversi dell’acqua.

L’impulso è, naturalmente, avvicinarmi al massimo: unire pennelli, congiungere sassi.

Ma, in mancanza, camminare in corso Belgio è qualcosa.


Scritta nel 2017.

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