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mio padre a dodici anni per prendermi in giro
(souvent pour s’amuser les hommes)
(souvent pour s’amuser)
mi metteva davanti, da una rivista qualsiasi
due foto di ragazze
una bella e snella
l’altra goffa e cicciotta
e mi diceva: «se te ne intendi, qual è la più bella?»
io lo vedevo bene qual era
ma con il dito gli indicavo l’altra
per farmi dire
«tu non capisci niente»

mia madre in auto canticchiava una canzone del nonno
(c’est une chanson qui nous ressemble)
(qui vous ressemble)
una filastrocca che tradotta in italiano
diceva
quando piove è nuvolo
quando piove è nuvolo
quando piove è nuvolo
è nuvolo quando piove
io rannicchiato sul sedile posteriore
rimuginavo
e concludevo che sì, era vero
mentre non era vero il contrario
sempre quando piove è nuvolo
ma non sempre quando è nuvolo piove
e tratta questa esatta conclusione
cominciavo a cantare
quando è nuvolo piove
quando è nuvolo piove
quando è nuvolo piove
e mi interrompevano severi
«no, no, Carlo, non hai logica»
ma io lo facevo apposta

ahi quanto è dura e selvaggia e aspra e forte
la lotta per non essere voi
padre madre nonno
padri madri nonni
la vostra bellezza standard
(con il mio viso ben truccato con la maschera che ho)
la vostra logica aritmetica
(con tenerezza e con furore)
il vostro annuire
(fino a che sembri verità)
il vostro dileggiare
(perdonatemi se con nessuno di voi non ho niente in comune)

ancora oggi
ogni volta che parlo
ogni volta che sorrido
mi uscite da dentro come vermi

parlate cose che non parlo
sorridete cose che non sorrido
fate cose così orribili sul mio volto
che la ragazza che corteggio
ci dovrebbe sputare

ne deriva, signori, una qualche insicurezza
e un grandissimo dispendio di energia
nella lotta intestina
cosicché, perché ne avanzi da donare
è tripla la fatica
però non mollerò
io sono io non voi


Scritta nel 2015.

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