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Se muore un uomo, una donna, un ragazzo
o anche un animale ben voluto
«fai buon viaggio, la terra ti sia lieve»
sento dire, ma non capisco bene.

Rimango al parco, per non rincasare.
Nel quasi buio giocano ragazzi
ancora, e fuma carne abbrustolita
da un braciere, fra voci ed una musica
registrata, melodica. C’è questo
che muore piano, mentre muore il giorno:
in una scia faticosa decolla
un’anatra dal fiume, ridiscende.

Gli alberi scuri lentamente oscillano
sull’agonia lucente del crepuscolo.
Se alzo gli occhi al cielo è così vuoto
e il pianto altro non riempie che i miei occhi.


Scritta nel 2022.