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Non m’intendo del cielo. Riconosco
costellazioni ogni tanto, per caso.
Una che so è la cintura d’Orione:
l’ho ritrovata subito in tre nei
che hai fra seno e seno.
Tre puntini
in fila verticale, che s’inclinano
– scendendo giù – dalla parte del cuore.

Se con la mano li sfioro, scommetto,
ti s’increspa la pelle. Queste stelle
le amo meglio che quelle del cielo:
perché le posso toccare col dito
– se tu permetti – e loro mi rispondono.


Da Una città, Edizioni Manifattura Torino Poesia, 2010.

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