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NOVUM TESTAMENTUM

a Franco Trinchero

Fidarsi, non credere patogeni
– come germi – gli altri:
recuperare l’innata attitudine
alla comunanza fiduciosa:
poter dunque tollerare che qualcuno
ti sposti le cose, ti scompigli
senza farti del male.

Ma è presto spezzato il patto implicito
stipulato nascendo, il patto che
permette di affidarsi senza angoscia
al capezzolo esterno, a tutto il mondo esterno.

Spezzato il patto, si traversa il mondo
più o meno recitando: ma di vero
c’è solamente un’incontaminata
nubile intimità – quadro dipinto
in un’era uterina, quadro innato
intoccabile, inetto a chi è nato.

Sì, ma coraggio: produciamo fili
noi stessi, come ragni, li annodiamo
con trepida cautela e se si staccano
ci riproviamo, incrociamo disegni:
in un modo diverso, originale
tesseremo le nostre relazioni
sia pure con lentezza, con fatica:
stipuleremo il nostro nuovo patto,
avremo occhi al buono della vita.


Scritta nel 2019.

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