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Carlo Molinaro

~ poesie e altre cose

Carlo Molinaro

Archivi Mensili: agosto 2023

Ciocovel

25 venerdì Ago 2023

Posted by carlomolinaro in prosa

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Tag

bigotteria, impegno civile, politicamente corretto, società

Stavo pensando adesso – attività pericolosissima – una cosa. Dunque. A me il velo islamico, nei suoi vari livelli, mette tristezza, così come anche quello delle suore e simili: mi dà la sensazione di una negazione della donna, di un rinchiuderla, di un metterla in un sacco come cosa vergognosa. Poi mi dà anche un disgusto estetico, mi sembra un affronto alla bellezza della creatura umana, alla fiaccola che (secondo me) non deve mai essere messa sotto il moggio, a una deturpazione del fascino arcano del corpo – così come certe coperture a tappeto di tatuaggi o certi macelli di piercing. Però magari qualcuna è contenta di velarsi, e molti sono contenti di farsi metri quadri di tatuaggi e trafiggersi con chili di metallo varie parti del corpo. Ogni persona è diversa e ha un diverso linguaggio – la comunicazione si basa sul cercare, con amore e tenacia, piccoli agganci, parole in comune da cui partire – eh, mica è facile, fin dall’antichità.

A “voi” (alla maggior parte di “voi”: è che non ho ancora letto o sentito voci di dissenso – chiedo scusa di questa generalizzazione, ma è per semplificare la sintassi) invece dà fastidio una ragazza parzialmente ricoperta di cioccolata messa in una composizione di arte certo non sublime ma comunque, nelle intenzioni, arte: creazione, idea. Io viceversa di questo non ho nessun fastidio, ci vedo solo il lavoro di una modella al servizio di una “installazione” mediocre sì – ma è, se ho ben capito, un alberghetto di grossolano lusso, non il Guggenheim o la Biennale – e non si può censurare niente, mai, sulla base del “livello artistico” – se no è subito regime. Artisticamente potrei tutt’al più criticare che la ragazza fosse in bikini: è ovvio che in una situazione del genere, fluida e statuaria, doveva essere completamente nuda, come Venere o un marmo greco o una sirena – ma d’altronde a quest’ultima i disneyani mettono il reggiseno e vabbè.

Spero che la modella sia stata contattata correttamente, abbia espresso un suo parere sull’opera e sia stata adeguatamente compensata. Stranamente di questo, che per me è l’unica cosa “moralmente” rilevante, non trovo (magari non sono bravo a cercare) traccia nei vari articoli. Tutti si fermano allo scandalo di un’immagine. E vanno giù pesanti, come se quell’immagine fosse il massimo della turpitudine, peggio persino del sorrisetto ebete estasiato con cui un attore/attrice proietta, in una pubblicità di dieci secondi, un detersivo o un’automobile nel mondo delle emozioni profonde, cioè defeca sull’anima – ma di questo nessuno si accorge, si vede che va bene così.

Nell’accanimento contro una statua vivente di cioccolato (questo è, alla fin fine: niente di che) vedo turbinare cattive coscienze, bacchettoneria, invidia, conformismo vile, maschere ipocrite, misoginia; vedo “il corso della vita deviato su false piste”, ossia ciò che i bambini di Sereni non perdoneranno. Questo vedo io, poi si tratta solamente di me, del mio cuore un po’ esagerato e dei miei occhi, niente di rilevante.

Però: io non mi metto in guerra contro il velo islamico o monacale, e nemmeno contro i tatuaggi-tendaggi o contro il piercing-ferramenta. Mi limito a dire che sono cose che non mi piacciono: il che non mi dà nessun diritto di censura o discriminazione o condanna. Non scaglio nessuna pietra contro nessuno.

“Voi” invece scagliate eccome, o così mi pare, forse sbaglio, ma nel caso la domanda che vi faccio è: perché?

Non so se mi sono spiegato bene, fa caldo e sono un po’ stanco.


Scritto il 24 agosto 2023.

Però l’amore sì

14 lunedì Ago 2023

Posted by carlomolinaro in poesie

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Tag

amore e morte, scenari

Tu avvicini il paesaggio, metti
desiderio in ogni più lontano dettaglio:
non dai la pace dell’immaginetta
che riduce a impressione l’orizzonte.

Ogni cosa che vedo, che mi vede
mi prende e si fa prendere. La perdita
non è ammansita come nel ricordo
che si muta in oblio senza dolore
in una resa docile, confusa.

Sei netta, annulli lo spazio: il distacco
è nella carne viva, nelle ossa. In te
mi sono innamorato dell’esistere
e della confessione: condivido
nella tua morte la morte: condanna
a non distogliere, a non rifugiare.

È pena buona: hai slegato le chiuse
di laghi immensi, chiarori di cieli
rispondono ai chiarori degli abissi
nelle acque che sorgono e ricadono
senza posa. Non ho intelletto
che possa reggere un tale infinito.

Però l’amore sì. Ti trovo in fiochi
riquadri di finestre, negli odori
densi del fiume a sera, nel metallico
battere di una porta, nel corteo
delle luci di un treno, nel veloce
sorriso misterioso di un bambino
o in un grido lontano: dappertutto.

Tu m’hai legato stretto a un’ampia vita
e a un’ampia morte, a qualcosa di cui
non sono capace, mi rannicchio spesso
come un feto che sente la minaccia
del nascere, e non sa – o mi distendo
come una foglia, sovrastato da gorghi
mirabili in cui sogno di trovarti.


Scritta fra il 12 e il 13 agosto 2023.

Sulla corriera per Chivasso

10 giovedì Ago 2023

Posted by carlomolinaro in poesie

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Tag

amore vissuto, cose di dentro, relazioni

«Ti bacio il cazzo e ti diventa duro»
– dice sulla corriera per Chivasso
una ragazza sedicenne forse
all’amico che esprime in confidenza
le sue ansie, i suoi blocchi – «funziona
vedrai, stai tranquillo». È amorevole
la dolce sorridente e per davvero
forse funzionerà, o quantomeno
migliorerà le cose. Avessi avuto
io così ragazze accanto, quando tutto
pareva arduo e fosco, sui vent’anni
“relazione” escludeva “erezione”:
funzionava soltanto in solitudine
il mio cazzo. L’avesse baciato
una ragazza così come quella
della corriera per Chivasso, parlandomi
di tranquillità, parlandone sul bus
ad alta voce, con naturalezza
senza badare agli altri passeggeri
in ascolto! Non ebbi per mano
la dolce sorridente, era opprimente
e buio il mondo, nonostante qualche
lampo di Sessantotto: con nessuno
né femmina né maschio né giovane né adulto
parlai mai dei problemi del mio cazzo.
E non c’è da scherzare, rischiai
la morte da alcolista, chiuso dentro
un’anima straziata e un cazzo molle:
due cose inconfessabili. Ci vollero
decenni, poi le cose migliorarono:
ma forse un bacio di una sedicenne
sul mio cazzo (funziona, stai tranquillo)
m’avrebbe regalato una diversa
giovinezza da giovane, chissà.
Chissà. Comunque lodo questi tempi
e non quelli, lodo che si parli aperto
e non vergognoso, lodo la ragazza
che sulla corriera per Chivasso
con fresca voce alta sorridendo
offre a un timido cazzo un bacio bello.


Scritta il 10 agosto 2023.

Carnevale

08 martedì Ago 2023

Posted by carlomolinaro in poesie

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Tag

scenari

Cosa mi prende, cosa ho, non so.

Sono vile ma non abbastanza
per sgusciare serpente fra le chiose:
gli asterischi, la bontà. Sono imbelle
ma non mi basta per trovare pace
chino in questo maligno grigiore.

Io la testa la chino
davanti ai fiori, ai sussulti della tosse.
Tutto è troppo ed è troppo poco.

Non è adespoto il valore
su cui sputa la morte: l’abbiamo
creato noi – non ve la caverete
con sorrisetti e sopraccigli a difendere
la cartapesta delle cause piccole
montate sui pianali, mentre sotto
le ruote della carovana schiacciano
anime, erbacce.

Io la testa la chino
a cercare sul fondo, nella merda,
ripercussioni del dio necessario:
cedo lo sfarsi delle mie pupille
a un rifratto di vuoto
che tenga lo smagliarsi dei blasoni
del vostro carnevale.

Cosa mi prende, cosa ho, non so.
Tutto è troppo ed è troppo poco.

Nella disfatta antiveduta, ineso-
rabile devo salvare qualcosa
di cui non so: perdurare in battaglia
ebete, stupefatto, sparso in fosse.


Scritta l’8 agosto 2023.

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