• About

Carlo Molinaro

~ poesie e altre cose

Carlo Molinaro

Archivi tag: cose di dentro

Si potrebbe essere

30 venerdì Nov 2018

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ 1 Commento

Tag

amore, cose di dentro

Si potrebbe essere in amore
non le due mezze mele che combaciano
o qualche altra sciocchezza
– non esiste l’interezza –
ma i due lembi, i due labbri, i due bordi
d’una ferita da rimarginare:
labbri che congiungendosi
rifanno pelle dove c’era taglio:
pelle tenera e nuova
col segno fiero della cicatrice:
pelle vera, che protegge ma sente:
difende ma percepisce e risponde:
pelle, non ottusa fasciatura, pelle
sana – guarigione
dove c’era infezione, emorragia.

È spaventosa ed è meravigliosa
questa ipotesi su ciò
che si potrebbe essere in amore.

Non ci badare, non ti spaventare
– è solo un frutto della fantasia.


Scritta nel 2018.

(…)

22 giovedì Nov 2018

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

amore, cose di dentro

Anima che rispondi
Ti dedico la pioggia
Che scende sui binari
Ti dedico i colori
Tenui di questa sera

Ti dedico i pensieri
Che mi soffiano in testa
Come fra panni stesi
Le onde di batticuori
Che mi salgono in gola

Finite le parole
Ti dedico le cose
Il corpo il viaggio il senso
Del mio muto guardare
Di non saper parlare


Scritta nel 2018.

L’amore e tutto

06 sabato Ott 2018

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

amore, cose di dentro

L’amore e tutto
vorrei fare con te
sono in un eterno apprendistato
non ho mai imparato un mestiere.

Voglio sgozzare le scarmigliate che gridano
uccidete il Barbarossa
a te invece ricucire le ferite.

Non è vero che
l’amore è tutto
ci vuole
l’amore e tutto.

Ho avuto la sensazione che entrambe le cameriere
al ristorante cinese
non riuscissero a staccare le dita dai piatti
la realtà ha densità variabile.

L’altro giorno mi sono tolto dal naso
una caccola elegante
fatta come un veliero
avrei voluto offrirtela
come una farfalla posata sul polpastrello.

Mi rovesci il cuore ho extradiastoli
bivaccano quattro ragazze
sotto una pioggia che esita.

Dormi troppo e mangi poco
vieni a stare con me.


Scritta nel 2018.

Sei stupide terzine

03 mercoledì Ott 2018

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

amore, cose di dentro, riflessioni

Sei bella di variabile bellezza
come il cielo se soffia un vento forte
scompigliando le nuvole sul blu.

Sei bella, anche, come un letamaio
che nell’inverno affida al vento un caldo
fumo di paglia macerata e sterco.

Sei bella come lo spazio che abbiamo
e che ci fa paura, questa vita
che non sappiamo vivere e perdiamo.

Cerchiamo fughe al di sopra del cielo,
fughe al di sotto dello sterco, e invece
tutta la meraviglia sta nel mezzo.

Ma è meraviglia breve e non ci riesce
d’accettare questa mortalità:
vogliamo eterni paradisi o inferni.

Così ci laceriamo nell’ascesi
o ci anneghiamo in abissi di merda
o scriviamo sei stupide terzine.


Scritta nel 2018.

Dialogo

08 sabato Set 2018

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

amore, cose di dentro

Una mia giovane appassionata lettrice
mentre tengo in braccio il suo bambino di un mese
mi dice: «Sai perché la gente non capisce
nelle tue poesie la tua visione dell’amore?
È perché tu in amore non vuoi l’esclusiva
ma al tempo stesso cerchi un vincolo eterno:
ed è questo che spiazza. Quasi tutti
associano il vincolo eterno all’esclusiva:
se non vuoi l’esclusiva, sei da una botta e via
senza dolore; se invece soffri la perdita
devi per forza volere l’esclusiva. Così
pensano quasi tutti: e tu li spiazzi perché
parli d’amore libero ma il tuo amore libero
non è senza lacci, anzi è con molti lacci
che sono tutti, quale più e quale meno,
dolorosi a slacciarsi, come mutilazioni.
Io ti capisco: assomiglio più a te
che a cento coppie fedeli che conosco
possessive, insicure, insoddisfatte:
ho un amore solo, ma è come i tuoi
felice d’esserci, non importa cosa accade».

Mi commuove il suo cogliere bene
qualcosa che spesso nemmeno a me stesso
è chiaro davvero. Le confido che infatti
anche adesso in una fragile ragazza
(di sette anni più piccola di lei)
conosciuta da meno di tre mesi
ho già deposto parti del mio cuore
e già sarebbe, se s’allontanasse,
una mutilazione. La mia giovane lettrice
sorride, mi augura che non s’allontani
quella ragazza. Fuori piove, è una bella
sera, siamo contenti perché
è uno degli atti più dolci della vita
chiacchierare in confidenza e libertà.
«Ce l’hai un ombrello, papà?»
«No. Me ne presti uno?» le rispondo
passando alle sue braccia il nipotino.
Esco e mi porto un’allegrezza sul metrò.


Scritta nel 2018.

Poi tornano i ronzii

05 mercoledì Set 2018

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

amore, cose di dentro, eros

Mentre il tuo corpo delicato è nudo
accanto al mio
scruto con ansia le ombre e le luci
nell’arco dei tuoi occhi
e torno agli occhi anche mentre t’esploro
con la lingua le piccole tette
l’ombelico, la fica.

È necessario che il tuo sguardo s’illumini
per un salvacondotto all’esile bellezza
di tutta te – è necessario per me,
d’altri adesso non c’importa.

Non riesco a perdermi intero nell’odore
della tua pelle – tu mi chiedi se lo sento –
sei come un prato morbidissimo ma
da premere in cauta accortezza, benché
non esista distendersi sull’erba
senza schiacciare dei fiori nascosti.

Poi, mentre mi succhi il cazzo
delicatamente
ti metti obliqua
ti sposti in modo
che io possa vedere
– hai capito che mi piace guardare –
e addirittura
con una mano butti indietro i capelli
come fanno le attrici del porno
perché lo spettatore
possa seguire il muoversi del viso
in un ritmo armonioso
dalla punta alle palle
– è sublime il tuo gesto
d’attenzione, d’amore.

Ancora nudi restiamo abbracciati
sui cuscini, ti sfioro l’orecchio
con il naso, mi ascolti il cuore «è vero,
batte veloce» sussurri, ci assopiamo
in quieta ebbrezza fra sonno e pensiero
e per un lungo momento restiamo
insieme forse nel chiaro interstizio
dove tutto combacia, dove tutto
è ciò che è senza conflitto e abbiamo
valore noi per ogni spazio e tempo,
è ignota l’ansia e non c’è mai bisogno
di sensi, pentimenti, spiegazioni.

Poi tornano i ronzii – così è la vita.


Scritta nel 2018.

Dall’alto

28 martedì Ago 2018

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

cose di dentro, scenari

Guardo Torino dall’alto d’un colle.

Allo spigolo del nulla
rimpiangeremo anche i giorni peggiori.

Carpe diem, allora? Non è questo:
è inutile tentare il fermo immagine.

È altro ciò che fugge: è un’impronta
non nitida, è una traccia
vaga a cui non si seppe o non si volle
disegnare un contorno – è qualcosa
che definire è mutilare.

Ci accompagna a distanza
così lontano che non lo conosciamo
così vicino che lo perderemo.

Guardo Torino dall’alto d’un colle
poi scendo lentamente verso valle.


Scritta nel 2018.

L’incarnarsi del sogno della carne

07 martedì Ago 2018

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

cose di dentro, eros, scenari

L’incarnarsi del sogno della carne
è lento, ansioso: ruotavano in sfere
celesti le fiche sfondate, apertissime
che m’eccitavano bambino, giovane:
vulve aperte come grotte di sibille
accoglievano il mio fantasticare
come le lune gli ippogrifi: in paradisi
ritmati e lucenti versavo il mio sperma:
ma toccavo soltanto me stesso
– e pure questo con lo sguardo altrove.

È lento, problematico il discendere
di qualche troia beatrice dal sommo
del mio poema, il pulsante svelarsi
del mio problema, dell’ingovernabile
calda complessità dell’imperfetto
groviglio d’anime in corpi esitanti
o perentori di donne, lo scompiglio
di tutto ciò che ero: il disturbo
che la gran macchina relazionale
fa irrompere nell’alta fantasia
che perde possa, sospinta ad ignoti
inferni seducenti – inadeguata.

E forse cerco ancora la sublime
puttana che ha le cosce come portici
d’una piazza pisciosa, maestosa,
percorsa da viandanti trasognati:
la mia Musa bambina. Ma ho imparato
(almeno un poco) a smarrire la via
nelle stazioni dove adulte donne
camminano nervose e risolute
a binari che sanno, verso viaggi
terrestri, poco aromatici ma
concreti di stazioni, di giornate.

L’incarnarsi del sogno della carne
è perdita, è la vita, è qualchecosa
che non arriverò a sapere dire.

 

coport


Scritta nel 2018.

Non stai nemmeno negli endecasillabi

02 giovedì Ago 2018

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

bellezza, cose di dentro, scenari

Sarà anche vero, come dici, che
la forma irregolare del tuo viso
crea un’ombra intorno ai tuoi occhi, ma quando
li allarghi e guardi, come si rischiarano!

Sei fatta come un passero, il torace
carenato, i piedi lunghi che quasi
potresti appollaiarti sopra un ramo
sottile: sei leggera, forse voli.

I capelli non sai come girarli:
s’increstano in conflussi di ruscelli.
Non stai nemmeno negli endecasillabi:
sei tutta bella di bellezza tua.


Scritta nel 2018.

Sono queste

27 mercoledì Giu 2018

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

cose di dentro, riflessioni

Sono i fantasmi dell’incerta infanzia,
gli improvvisi sgomenti, gli affetti rifiutati,
gli amori persi per vigliaccheria
o sbadataggine, i sordi rimorsi
per le gioie mancate, lo stridere cupo
dei giorni a capo chino, l’incomprendere
e l’essere incompresi, gli agguati
del nulla che instancabile c’insegue:
sono queste le cose che aprono squarci
d’inattesa paura, capogiri
su orli di abissi, sono queste
le cose a cui non puoi chiudere i porti.


Scritta nel 2018.

Fragile

22 venerdì Giu 2018

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

bellezza, cose di dentro

Perché fragile? Lasciamo da parte
l’aggettivo da psicoterapeuti
e brave signorine. Tu sei bella,
questo sì – tu dovresti ricordartene.

Hai curve di parole e sinuosi
pensieri lindi, che non stanno comodi
nel castone del mondo, si distaccano
e volano pericolosamente.

Teniamo il filo di questi aquiloni.
E se qualcosa sfugge, tornerà
in altre forme o nelle stesse. Tu
sei bella – tu dovresti ricordartene.


Scritta nel 2018.

Posso scrivere

16 sabato Giu 2018

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

cose di dentro, scenari

Certo, posso scrivere
del confine fra due colori diversi
dell’asfalto d’un marciapiede,
o fra i due colori diversi
dell’areola e della pelle
in vetta a un seno. Posso scrivere
di quest’odore di tigli tardivi
che in via Monte Rosa si mescola
a qualcosa di farina, di forno;
o delle scritte sui muri
qui per tutto il quartiere, variopinte.

Posso scrivere, posso descrivere:
non c’è un passo di via
che non contenga storie inebrianti,
geografie di brecce, resoconti
di capelli ventosi, di chiazze di piscio
divinamente odorose d’abisso.

La realtà genera il sogno e lo distrugge
nello stesso minuto: ha indosso
ogni donna una nuvola grigia
sugli occhi, sul corpo – e quando t’accorgi
ti dice: «La porto da sempre,
tu non la vedevi».

Posso scrivere, posso descrivere
e farlo con perizia, come un mastro
di restauro posso togliere con garbo
le incrostazioni, mostrare
percentuali dell’intima lucente
molata superficie delle cose.

(Certe volte vorrei morderti l’anima
come un hamburger, come fanno tutti
squarciando, divorando, lacerando
con goduria bestiale
il perfetto disegno di te
per bere il sangue, vivere, morire.)

Rallento con la Vespa in corso Belgio,
sfioro l’onda dell’erba che si sporge
sui binari del tram e su di me
con voglia di carezza.


Scritta nel 2018.

Lidl

03 domenica Giu 2018

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

cose di dentro, scenari

Alla Lidl giovani fragili, duri,
avevano tatuaggi e bambini
e ragazze che a una certa distanza
discutevano di cose, avevano
canottiere sgargianti, ridicole
con scritte inappropriate
e musi chiusi tra sfottò e disagio:
avevo la sensazione che potessero
spaccarmi il naso con un pugno
per futili motivi o cadere
per caso lì fra i banchi, come nulla
fosse: i bambini su passeggini
abarth con marmitte sfondate, c’era
una tensione infelice, su qualsiasi
argomento sembravano pronti
a inveire, scongiurare.

Ho pagato alla cassa, attaccato la borsa
al gancio della Vespa. A un semaforo
un giovane in un’auto affiancata
dal finestrino aperto mi ha chiesto:
«Sei italiano, vero?» «Sì» ho risposto
e lui: «Si vede dalla pelle
che non sei marocchino». Avrei
voluto approfondire il senso
di questa strana osservazione, ma
il rosso di corso Tortona non dura così tanto.

Non sono andato a casa ma a sedermi
su una panca del lungopò, non avevo
alcuna fretta che venisse sera.

Qui sulla panca con urgente calma
scrivo – e osservo un’anatra sul fiume
che si fa portare dalla corrente in retromarcia:
guarda il fiume che la insegue.

È gonfio e ondoso il fiume nel colore
giallo dell’ultimo sole sugli alberi.
«Poldo, guai a te se mangi le porcherie
sulla riva del Po, brutto maiale» grida
una vecchia sgraziata a un cane bianco e nero.

Alla Lidl ho comprato i cornetti all’albicocca,
sei pezzi a zero e novantanove e la spremuta
cento per cento arancia. Forse
ho male interpretato quei giovani
con tatuaggi e bambini, non c’era
infelice tensione, facevano la spesa
e poi a casa ai bambini, magari, una carezza.

È che sono vecchio. Lascio scendere la notte
poi riprendo la Vespa e filando
col mio fanale acceso per i viali
già quasi vuoti, vado a casa anch’io.


Scritta nel 2018.

Nell’acquata

01 venerdì Giu 2018

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

cose di dentro, scenari

La chioma densa degli alberi gonfia
il vento, ed è forte l’odore dei tigli
in piazzetta Vigliardi Paravia.
Piove. Fuggono vecchie affannose
sulle stampelle, va adagio nell’acquata
una ragazza vestita di rosso,
nude le gambe. S’impenna primavera
in questa larga dolcezza tumultuosa
così ovunque, così velocemente
che ciò che il cuore sente
si chiama, dal principio, nostalgia.


Scritta nel 2015.

Sulla panchina di pietra a Leinì

10 giovedì Mag 2018

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

cose di dentro, scenari

Sulla panchina di pietra a Leinì
credo pian piano di capire il senso
di non scriverti più. Non c’è mai stato
nessun destinatario di nessun
mio scritto – scrivere è stato per me
camminare da solo in un paesaggio
da me creato, con speranza folle
che persone di carne s’incarnassero
nelle mie ombre fulgide e potessi
amarle come fossero me stesso
(secondo l’evangelico dettame).

Tu mi sei parsa buona incarnazione
ma avevi, giustamente, altro da fare
che riempire i miei calchi col tuo oro.

Continuerò con l’unico mestiere
che ho in dote: raccontare dei miei viaggi
in terre di fantasmi sfolgoranti
e oscuri numi: riconoscerete
talvolta (con inquieta sensazione)
frammenti vostri e mi direte «bravo»
– tenendomi a distanza di rispetto.


Scritta nel 2018.

← Vecchi Post
Articoli più recenti →

Iscriviti

  • Articoli (RSS)
  • Commenti (RSS)

Archivi

  • gennaio 2026
  • novembre 2025
  • agosto 2025
  • Maggio 2025
  • aprile 2025
  • febbraio 2025
  • gennaio 2025
  • novembre 2024
  • ottobre 2024
  • settembre 2024
  • agosto 2024
  • Maggio 2024
  • aprile 2024
  • marzo 2024
  • febbraio 2024
  • gennaio 2024
  • novembre 2023
  • ottobre 2023
  • settembre 2023
  • agosto 2023
  • luglio 2023
  • giugno 2023
  • Maggio 2023
  • febbraio 2023
  • gennaio 2023
  • dicembre 2022
  • novembre 2022
  • agosto 2022
  • luglio 2022
  • Maggio 2022
  • aprile 2022
  • marzo 2022
  • febbraio 2022
  • gennaio 2022
  • dicembre 2021
  • novembre 2021
  • ottobre 2021
  • settembre 2021
  • agosto 2021
  • luglio 2021
  • giugno 2021
  • Maggio 2021
  • aprile 2021
  • marzo 2021
  • febbraio 2021
  • gennaio 2021
  • dicembre 2020
  • novembre 2020
  • ottobre 2020
  • settembre 2020
  • agosto 2020
  • luglio 2020
  • giugno 2020
  • Maggio 2020
  • aprile 2020
  • marzo 2020
  • febbraio 2020
  • gennaio 2020
  • dicembre 2019
  • ottobre 2019
  • settembre 2019
  • agosto 2019
  • luglio 2019
  • giugno 2019
  • Maggio 2019
  • aprile 2019
  • marzo 2019
  • febbraio 2019
  • gennaio 2019
  • dicembre 2018
  • novembre 2018
  • ottobre 2018
  • settembre 2018
  • agosto 2018
  • luglio 2018
  • giugno 2018
  • Maggio 2018
  • aprile 2018
  • marzo 2018
  • febbraio 2018
  • gennaio 2018
  • dicembre 2017
  • novembre 2017
  • ottobre 2017
  • settembre 2017
  • agosto 2017
  • luglio 2017
  • giugno 2017
  • Maggio 2017
  • aprile 2017
  • marzo 2017
  • febbraio 2017
  • gennaio 2017
  • dicembre 2016
  • novembre 2016
  • ottobre 2016
  • settembre 2016
  • luglio 2016
  • giugno 2016
  • Maggio 2016
  • aprile 2016
  • marzo 2016
  • febbraio 2016
  • gennaio 2016
  • dicembre 2015
  • novembre 2015

Categorie

  • altre cose
  • poesie
  • prosa
  • racconti
  • Senza categoria

Meta

  • Crea account
  • Accedi

Blog su WordPress.com.

Privacy e cookie: questo sito usa cookie. Continuando a usare questo sito, si accetta l’uso dei cookie.
Per scoprire di più anche sul controllo dei cookie, leggi qui: Informativa sui cookie
  • Abbonati Abbonato
    • Carlo Molinaro
    • Unisciti ad altri 66 abbonati
    • Hai già un account WordPress.com? Accedi ora.
    • Carlo Molinaro
    • Abbonati Abbonato
    • Registrati
    • Accedi
    • Segnala questo contenuto
    • Visualizza sito nel Reader
    • Gestisci gli abbonamenti
    • Riduci la barra
 

Caricamento commenti...