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Carlo Molinaro

~ poesie e altre cose

Carlo Molinaro

Archivi tag: amore vissuto

Sulla corriera per Chivasso

10 giovedì Ago 2023

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Tag

amore vissuto, cose di dentro, relazioni

«Ti bacio il cazzo e ti diventa duro»
– dice sulla corriera per Chivasso
una ragazza sedicenne forse
all’amico che esprime in confidenza
le sue ansie, i suoi blocchi – «funziona
vedrai, stai tranquillo». È amorevole
la dolce sorridente e per davvero
forse funzionerà, o quantomeno
migliorerà le cose. Avessi avuto
io così ragazze accanto, quando tutto
pareva arduo e fosco, sui vent’anni
“relazione” escludeva “erezione”:
funzionava soltanto in solitudine
il mio cazzo. L’avesse baciato
una ragazza così come quella
della corriera per Chivasso, parlandomi
di tranquillità, parlandone sul bus
ad alta voce, con naturalezza
senza badare agli altri passeggeri
in ascolto! Non ebbi per mano
la dolce sorridente, era opprimente
e buio il mondo, nonostante qualche
lampo di Sessantotto: con nessuno
né femmina né maschio né giovane né adulto
parlai mai dei problemi del mio cazzo.
E non c’è da scherzare, rischiai
la morte da alcolista, chiuso dentro
un’anima straziata e un cazzo molle:
due cose inconfessabili. Ci vollero
decenni, poi le cose migliorarono:
ma forse un bacio di una sedicenne
sul mio cazzo (funziona, stai tranquillo)
m’avrebbe regalato una diversa
giovinezza da giovane, chissà.
Chissà. Comunque lodo questi tempi
e non quelli, lodo che si parli aperto
e non vergognoso, lodo la ragazza
che sulla corriera per Chivasso
con fresca voce alta sorridendo
offre a un timido cazzo un bacio bello.


Scritta il 10 agosto 2023.

Come nemmeno immaginavo prima

29 giovedì Giu 2023

Posted by carlomolinaro in poesie

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Tag

amore vissuto

tu dicevi che non potevi amare
e che nessuno ti poteva amare

ti credevo, perché i bambini credono
e cercavo, perché gli adulti cercano
con te uscite, risposte, spiegazioni

ora in questa distanza che nemmeno
è una distanza, è qualcosa di più
infinito ed è nulla, mi domando

perché allora è con te che mi sono
sentito amato e sentito di amare
come nemmeno immaginavo prima?


Scritta il 29 giugno 2023.

Restituirti

25 domenica Giu 2023

Posted by carlomolinaro in poesie

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amore vissuto, cose di dentro

eppure ci sono state occasioni
in cui i laghi dei nostri cuori
sembravano poter superare l’istmo
le nostre acque mescolarsi
distendersi, abbracciarsi
come i nostri corpi si abbracciavano

l’onda arrivava sulla ghiaia alta
e qualcosa filtrava, un sentore
di sorpresa, a bocca aperta
si ritirava

eri talvolta sconcertata
dal mio non capire “scusami
sono stupido e lento” ti dicevo
“no Carlo tu sei intelligente
tu sei molto intelligente” m’inchiodavi

ci sono i bui che nessuna parola
può illuminare né toccare, ma
appena in qua da quel confine, rasentandolo
pericolosamente
mi dicevi tutto il dicibile di te
mi mostravi tutto il mostrabile di te
con impudente/imprudente sconsideratezza

“hai potuto vedere le mie ferite aperte”
“cose, a te, che a nessun altro mai”

la cura…
è comodo dire che era impossibile
potevo fuggire, non sono fuggito
restarti accanto è stato farmi carico
senza attenuanti

– forse tu poi l’hai giudicato impossibile
ti sei allontanata, allontanata all’estremo –

ripercorro momenti fissati
nella mente come nient’altro in vita mia
vorrei tornare e cambiare
una sillaba, un gesto, anche solo
un moto degli occhi o un inciampo
di respiro, che bastava questo
a farti dubitare, scivolare
indietro in quel ripidissimo sentiero
che tentavamo

facile no, certo facile no
un oceano non un fosso
ma è da idioti anche solo pensare
che potesse essere facile

ci sono stati momenti sovrumani
in proporzione, è giusto, il dolore e la colpa
umani

conservo come posso tutto quanto
esista o non esista una stazione
dove sceso dal treno ritrovarti
davanti, nel viale, restituirti


Scritta il 25 giugno 2023.

Incontro

10 giovedì Nov 2022

Posted by carlomolinaro in poesie

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Tag

amore vissuto, cose di dentro, relazioni

Venirti incontro quando esci dal lavoro
in un punto stabilito, per un giro
o una commissione prima di cena
amica, è una cosa ordinaria
non strabiliante, ma è bello, e guardando
il cielo che anche lui per abitudine
normalmente imbrunisce, in disegni
di bianco e azzurro e rosa, ho pensato:
tutto questo è prezioso, mancherà
quando più non sarà – e più tardi
da solo in un incrocio silenzioso
è passato un nero in bicicletta
con quel ronzio delle bici di oggi
di ruote grosse, così tanto diverse
dalle bici di una volta, è passato
con il suo zaino di schiavo di consegne
ed è filato via, ho attraversato
da marciapiede a marciapiede, su un lato
gli sterpi da un incolto, tutto questo
è ordinario, non è strabiliante
ma è prezioso, svanirà, mancherà.


Scritta nel 2022.

Nimis

17 domenica Apr 2022

Posted by carlomolinaro in poesie

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amore vissuto, cose di dentro

Fin dal primo giorno, non è un modo di dire
fin dal primo sguardo, dalle prime parole
dal primo giro su stradine di campagna
è stato chiaro che nulla era facile:
e verso sera in quel primo giorno insieme
ti ho accompagnata dal tuo psichiatra
che è una cosa abbastanza originale
per un primo giorno insieme.

È stato chiaro che nulla era facile
ed è stato chiaro che io m’innamoravo
fin dal primo giorno, ma non è una scusante:
mi potevo astenere, allontanarmi
o tu potevi allontanarti, invece
ci siamo avvicinati, così dopo qualche mese
tu mi hai concesso di viverti accanto
e io non ti ho preservata dal male.


Scritta nel 2022.

E con questo?

22 sabato Mag 2021

Posted by carlomolinaro in poesie

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amore, amore vissuto, morte

Mi hanno detto: il corpo intatto. Non sembrava
lo sfacelo d’un volo da quindici metri:
intatto il viso, e ancora respiravi:
ti sono servite delle ore per morire:
non si voleva arrendere il tuo cuore.

E con questo? Perché scrivo questo
mentre è passato un volo di rondoni
davanti alla finestra e il cielo è tumido
di nubi grigie? E perché dei rondoni
e delle nubi scrivo? Che esercizio è?

Forse è l’esercizio di un bambino
colpevole e ferito che ripete
mille volte la frase sul quaderno:
non, come crede il maestro, per estinguere
la punizione: no, per distrarsi.

Vedere qualcuno? Non ho niente da mettermi.
A pochi posso mostrarmi così.
Recitare non so. Mi distraggo
con i miei giochi, con le mie ossessioni
oppure resto fermo, imbambolato.

Il tuo corpo è sempre stato intatto.
«Quando un viso ha bellezza di cielo…»
La poesia che scrissi che comincia
con questo verso, i primi tempi con te:
è profezia la poesia, ma inutile.

Mi distraggo. Talvolta in un trasogno
t’incontro sorridente, mi tocchi
la spalla con la mano: stai tranquillo
dici – ma vola l’ombra del colpo, vacillo,
m’appoggio a uno schienale, a un mancorrente.

Dai, non è niente. Sono problemi miei.
Tu piuttosto, come stai? Dove sei?


Scritta nel 2021.

Nuda sulla pianta

20 mercoledì Gen 2021

Posted by carlomolinaro in poesie

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Tag

amore vissuto, eros, relazioni

nuda sulla pianta
dice una canzonetta del ’72
e tu davvero nuda sull’albero
mi sorridevi

io da sotto un po’ in ansia
(a cinque o sei metri di altezza
i tuoi piedi nudi sui rami)
ti scattavo qualche foto

altro che canzonette
eri davvero nuda
eri davvero sull’albero
soprattutto eri contenta

sorridevi davvero contenta
era la primavera del ’19
audacemente nuda
al parco della Mandria

nuda i piedi le mani
le gambe il seno la fica
nuda tutta adagiata
nei gomiti dell’albero

è quasi un anno adesso
che non ti vedo più
guardo le foto
dove nuda sorridi

magra consolazione
le foto ci uniscono
non esisterebbero
se non le avessi scattate io a te

la domanda è
perché tu non puoi vivere sugli alberi?
tu stai così bene nei boschi
così a tuo agio

è una domanda poetica
è una domanda trabocchetto
che può intralciare
tanto lo sappiamo che non puoi

e giù dagli alberi
i problemi – come stai?
ti sei incamminata
per una vivibile vita?

ardo dal desiderio
di rivederti eppure forse
hai fatto bene a troncare
io sono uno che ti può intralciare

io che una vita vivibile
la cerco con chi capita
parlo a vanvera
di tutto m’innamoro e disamoro


Scritta nel 2021.

Lenzuola

06 domenica Set 2020

Posted by carlomolinaro in poesie

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Tag

amore vissuto

So piegare benissimo da solo le lenzuola
eppure stamattina facendolo
mi sei venuta in mente. Lo sai, pure io
vacillo in ogni gesto, mi assedia
l’immotivatezza: devo sempre inventare
sostegni da afferrare. Ritiro
nell’armadio che era riservato a te
le lenzuola piegate, chissà se
piegate giuste, al tuo giudizio severo.

Continuo a pensare che noi ci assomigliamo,
continuo a sapere che questo non basta.


Scritta nel 2020.

1-II

07 domenica Giu 2020

Posted by carlomolinaro in poesie

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amore respinto, amore vissuto

quella notte verso il primo febbraio
stetti male molto, gola chiusa
nel profondo, muco, fatica
a respirare, mi parve
mai così tanto prima, pensai
di chiamare la guardia medica, poi
non lo feci, resistetti, chissà
forse fu la còvide, se ne parlava
già vagamente, chi diceva
così e chi cosà, oggi ho visto
sul tavolo l’actifed comprato
dopo, il mattino, per provare
ad aprire le vie, ho pensato
che ancora non sapevo che il tuo blocco
di quella notte, «chiudo i canali»
e su whatsapp la tua foto trasformata
in sagoma grigia, sarebbe
stato ovunque e per sempre
(o almeno: è giugno, e duro dura)
e non c’è actifed per provare
a riaprire – e poche ore prima
ci parlavamo tranquilli in una stanza
della tua nuova casa, è stato
di colpo, senza ragione
ed è forse per questo che
il virus l’ho guardato con distacco
appena infastidito, tu
sei stata e sei il mio lockdown, tu
il mio distanziamento, cosa vuoi
che m’importi del resto


Scritta nel 2020.

Una legge fisica

17 venerdì Apr 2020

Posted by carlomolinaro in poesie

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Tag

amore, amore vissuto

Un anno e mezzo, t’ho lasciata entrare
dove nessuna era arrivata mai:
quasi nulla di me restava fuori
dal nostro amore, avevi permeato
dell’anima le viscere e anche tu
parevi aperta, dicevi segreti
che nella vita tua a nessuno prima:
diventavamo lo stesso cortile,
la stessa scena d’infanzia, ogni cosa:
e i baci e i corpi intrecciati nel sesso
e l’infinito dialogo, seduta
sul mio grembo non ti staccavi mai,
cadevamo nel sonno sfiniti.

Ora, è una legge fisica. Chi resta
in superficie se va via si porta
un po’ di pelle, che presto guarisce.
Chi entra dove sei entrata tu
nell’abbandono lascia un guscio vuoto,
lo spazio frantumato: in un dolore
fuori controllo, indicibile, ho creduto
d’impazzire, provo adesso a riunire
dei pezzi, andare oltre, ma perché
tu non ritorni? Si era così belli!


Scritta nel 2020.

Non ci sarà riparo

04 martedì Feb 2020

Posted by carlomolinaro in poesie

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Tag

amore respinto, amore vissuto

Non ci sarà riparo
al dolore d’amore.
Pensare, ragionare
a che serve? Meglio
disarmati soffrire. Disamati
nemmeno cercare
di capire. Soffrire
senza rabbia: un fuoco
si spegne fra le pietre
dopo feste di falò,
un limpido respiro
si torce in un odore,
una piena di bene
si strozza in una melma
dentro una chiusa gora:
non ci sarà riparo
al dolore d’amore.


Scritta nel 2020.

D.

08 mercoledì Mag 2019

Posted by carlomolinaro in poesie

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amore vissuto, cose erotiche

Vedendo che scendevo lungo il corpo
per leccarle la fica, mi ammonì:
«Guarda che io non mi lavo mai».
Affermazione enfatica, però
era effettivamente odorosissima.
Molto mi piacque e io piacqui a lei:
anch’io non mi lavavo quasi mai.

Tempi lontani: avevo quarant’anni,
lei venticinque, i profumi di pelle
erano buoni e buone le follie
giocate insieme, vero o no che fosse
l’essere insieme: non ci pensavamo.

Oggi un’igiene mentale e anche fisica
è imprescindibile: non è gradevole
la puzza ai vecchi e anche le follie
si perdonano meno che ai ragazzi.
Non ci sto bene in questa età, ma è
un oggettivo dato, è la realtà.


Scritta nel 2019.

L’esistenza

07 giovedì Feb 2019

Posted by carlomolinaro in poesie

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amore, amore e morte, amore vissuto, cose di dentro

Ti ho detto ti amo per la seconda volta
in un mese. Nella vita quasi mai
l’ho detto ma con te viene spontaneo
come un grido o un sospiro.

Non che ora io sappia che cos’è l’amore.
Non l’ho saputo mai e non lo so.

Eppure, con te mi sento
come fossi sicuro
di cose che non so
pensare, immaginare. È strano.
Forse è così quelli che credono in dio
– mai ho capito, nemmeno lontanamente
come facciano. Eppure.

Per davvero non credo in nessun dio.
Ed è tragico, è brutto, il nulla della morte
ha fauci retroattive, mi divora
in certe notti e contro il nulla nulla
io posso fare.

Mi consolo sognando numerose
fiche accoglienti, larghe come valli
dove cammino da non forestiero
spruzzando sperma come le ninfe spruzzano
acqua benedicente dalle dita.

Non esistono le ninfe, non esistono
le fiche larghe come valli e infine
nemmeno esisto io, lo so, però
sognare è confortevole.

Nel mio non esistere
ti ho detto ti amo per la seconda volta
in un mese, e so quello che dico
pur non sapendo nulla, ed è un mistero
in cui mi allento, mi lascio
sciogliere come un nodo. Ciò che sento
è che allentare i tuoi nodi vorrei:
che un tuo sorriso
ha più senso che ogni paradiso,
un senso così forte
che esistere quasi non è necessario.

Poi, la Pro Vercelli è prima in classifica
nonostante abbia giocato meno partite
delle inseguitrici, tranne l’Entella che
ne ha giocate ancora meno, l’Entella
è la vera rivale, ormai quasi tradizionale;
poi ci governano i criminali
Putin Trump Salvini, poi c’è il cancro,
il sole, la cirrosi, i campanelli, l’Isee,
c’e il nipotino che dorme nel passeggino
e mi lascia scrivere, al suo primo lamento
smetto per prenderlo in braccio,
è un’ottima ragione, poi
io sfilaccio le poesie, non le chiudo col botto:
diffido delle belle frasi sbang,
diffido del concentrato di verità ed emozione:
se esistono, la verità e l’emozione
sono nei trucioli di lavorazione,
nelle tracce, nella diluizione,
nel filo di ragno fra quadro e cornice.


Scritta nel 2019.

L’idea di paradiso

23 mercoledì Gen 2019

Posted by carlomolinaro in poesie

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Tag

amore vissuto

Prima di stare con te
pensavo che le notti, le notti intere di baci
con i cuori che scavano nei cuori
delicati e sicuri
fossero roba di letteratura:
fanfole di poeti, me compreso.

Pensavo questo a sessanta suonati,
io gran pezzo d’idiota.

Ora noi non abbiamo
nessun rito di congedo:
per distaccarci
è necessario che si cada esausti.

Tu
sei il gol di Grosso al centodiciottesimo,
l’urlo che non sapevo
di avere nei polmoni.

E molto ancora più
sei tutto questo essendo tutta tu:
la mia callida incallita fantasia
nemmeno un capello
ti aggiunge o toglie via.

Tu
quando sorridi in faccia al mio sorriso
rendi bene l’idea di paradiso.


Scritta nel 2019.

Il contatto

18 lunedì Giu 2018

Posted by carlomolinaro in poesie

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amore vissuto, scenari

Quando scivolai la prima volta
con la lingua giù verso la sua fica
nel tardo autunno del novantaquattro
disse Diletta: «Attento che io
non mi lavo mai». «Mai» era iperbolico
però aveva davvero un sapore
alquanto forte, che tutto mi gustai.

Era il crepuscolo del tempo dei fiori
e del relato necessario fertile
letame: un tempo che m’ero perduto,
in giovinezza, per motivi miei.

Oggi persino presso i benzinai
self service sono disponibili guanti
di plastica usa e getta, come se
anche la benzina fosse infetta.

Non ci sommergeranno gli immigrati,
sappiàtelo, razza d’idioti,
ma l’assenza d’odore, i detergenti,
i detersivi, l’igiene e la plastica
che toglie al dito il tatto delle cose
sporche e vere, il contatto con la vita.


Scritta nel 2018.

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