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Carlo Molinaro

~ poesie e altre cose

Carlo Molinaro

Archivi tag: amore

A nozze

16 lunedì Apr 2018

Posted by carlomolinaro in poesie

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Tag

amore, parole, scenari

Vieni con me, non avere paura.
Risaliremo fino a ritrovare
le nostre nozze, dove
saremo ciò che fummo:
una sola parola.

Farci una sola carne
sarà semplice: non ci serviranno
terrori di profeti né cassetti
segreti. Come vele
al nostro stesso vento schiuderemo
le anime incarnate, gli animati
corpi di vita aperta. Neanche un tono
di cielo resterà non combaciato.

Da una ferita un fiume
di luce svelerà che la catena
è inganno d’ombre, riprofonderemo
nell’odore degli occhi, creeremo
le stelle e gli alberi e nessun bisogno
di esserci, di dirci.

Ci parlerà la gioia, taceremo
senza ascoltare, presi
del nostro essere presi:
durerà, durerà un tempo, finché
una copula, una preposizione
vorrà legare o chiudere il periodo:
saremo nudi, dovremo coprirci
di frasi e di ricordi
come il primo mattino dopo un viaggio.


Scritta nel 2018.

I sogni

26 lunedì Feb 2018

Posted by carlomolinaro in poesie

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Tag

amore, scenari

T’inquietano i miei sogni, eppure tu
sogni i tuoi sogni: l’influsso del sole,
i teneri germogli, posizioni
del corpo che t’uniscono alla luna,
malinconie di pensieri lontani
su luci liquide d’onde vicine,
i tuoi bambini che giocano, il fiume
che scorre, una natura da redimere
staccandola dal peso del dolore.
Tutta roba imperfetta, deperibile
che soltanto nel sogno può brillare:
nel tuo come nel mio. I miei germogli
sono i capelli che ti muove il vento
come prati, il mio sole è nei tuoi occhi
e il tuo seno è la luna a cui vorrei
unirmi per mistero: la natura
è il clivo dal tuo collo alla tua vulva
che tu mostravi all’orbe in belle foto
anni fa: lo stormire delle fronde
è la tua voce quando ride e chiama.
Tutta roba imperfetta, deperibile
che soltanto nel sogno può brillare:
nel tuo come nel mio. Se solamente
potessimo talvolta abbandonarci
quieti e sereni a mescolare sogni:
non cambierebbe la vita, ma sì
di qualche tono il colore del mondo:
godremmo uno scenario rinnovato
di breve gioia fresca, entusiasmante.


Scritta nel 2018.

Falena

21 mercoledì Feb 2018

Posted by carlomolinaro in poesie

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amore, bellezza, scenari

L’amore, la bellezza, la medesima
vita sono una luce che m’abbaglia
e brucia, non ci posso rimanere
dentro a gustare, capire, sapere:

ci sbatto contro in brevissimi voli
per rimbalzare nella mia penombra
a ricordare qualche sensazione
che subito diventa solo sogno.


Scritta nel 2018.

L’unico modo

19 lunedì Feb 2018

Posted by carlomolinaro in poesie

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amore, relazioni

Nulla mai è acquisito per sempre:
ero arrivato con te alla serenità
di poter dire qualsiasi cosa
senza censura né timore, sapendo
d’essere preso così come sono:
l’unico modo per non essere in ansia
in una relazione. Forse non c’entra
con l’amore: mi sono innamorato
di donne ansiogene, donne con cui
temevo di sbagliare ad ogni passo.
Forse non c’entra con l’amore ma
è bello stare insieme senza angoscia,
non venire neanche in mente qualcosa
da nascondere. Direi che l’ho provato
solo con te. Ma poi cos’è successo?
Perché ho ripreso ad avere paura
di sbagliare, è tornata l’affannosa
cautela, mi sono di nuovo trovato
a dover pensare prima di parlare?

Forse è stata con te una mirabile
eccezione: pensare prima di parlare
è buona regola, dicono i sapienti:
e di regola, conseguentemente
non si dà mai relazione senz’ansia
e senza qualche falsità – il pensiero
è altra cosa che la verità.


Scritta nel 2018.

Te la fa solo annusare

24 mercoledì Gen 2018

Posted by carlomolinaro in poesie

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amore, cose erotiche, eros

non è bello quando dicono di una
«te la fa solo annusare»
io però in qualche caso rivaluterei
se hai un buon odore
buono intendo non per i profumieri
o i maniaci dell’igiene
dico buono sensuale
acuto e molle insieme
come solo gli odori di ragazze sanno essere
anche forte quasi sporco
tu ti metti lì
nuda
o anche solamente seminuda
e mi ti fai annusare

io ti giro intorno come un cane da trifola
ti inspiro
ti trattengo nelle narici come
trattengono in bocca il vino i sommelier
può bastare
se poi ci vengono idee più interattive
di tipo tattile eccetera
non le escludiamo
ma se non vengono va bene lo stesso
custodisco il tuo odore
nelle ampolle
della memoria olfattiva
bastano poche gocce per volare

e se invece non si può fare
neanche questo
pazienza però uffa
vedrò di sublimare la voglia
facendo belle foto a colombi e gabbiani
in riva al Po
così le posto su Instagram e Facebook
e mi mettono un sacco di like
tirano like gli uccelli
che fotografo

però preferirei una sniffata
di qualche tua buona piega sudata
collo, orecchio, ascella,
attaccatura inferiore della mammella,
plissetto del fianco, snodo
tra fica e coscia, incavo del ginocchio,
natica e via discorrendo
tranquilla che non t’accuserei mai
di farmela solo annusare
annusare è già tantissimo

niente dai lo so
che non si può
non funziona così il meccanismo
relazionale, ci vogliono
prerogative
come osserva benissimo il Gruccia
nel penultimo verso
d’una sua poesia


Scritta nel 2018.

Le facili difficili e le difficili facili

22 lunedì Gen 2018

Posted by carlomolinaro in prosa

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amore, eros

Pervenire all’illibata stretta fica della sedicenne Teresa fu piacevole e interessante, e mi parve naturale: ci frequentavamo da un anno, ci vedevamo ogni settimana in un grazioso caffè a parlare di vita, arte, nuvole. C’era attrazione, c’era fascino. Poi ci baciammo, e non era scontato che accadesse; e poi, a casa mia, scopammo, la sverginai, e nemmeno questo ovviamente era scontato che accadesse, ma non mi parve così strano né così imprevisto. Avevo esattamente trent’anni più di lei, quarantasei a sedici. Andò bene, la storia si mantenne leggera e lei, sbloccata, nei mesi successivi fece sesso con molti, e andammo avanti per le nostre vite, e restammo amici.

Maggiore stupore e maggiore emozione mi diede, poco tempo dopo, pervenire alla spianata fica della venticinquenne Marta, nella sobria camera di un piccolo albergo. Marta m’innamorò molto, ed era una riconosciuta “troia”: non nel senso che si prostituisse, ma perché la dava facilmente a “tutti”. Nella zona, quasi non c’era maschio che non fosse stato fra le sue cosce, e proverbiali erano i suoi pompini al volo, offerti per gioco persino a sconosciuti. Ecco, Marta apparteneva a una tipologia di ragazza che per me è sempre stata tanto desiderabile quanto impossibile. Le ragazze “facili” sono sempre state le mie preferite, ma si sono sempre rivelate, almeno per me, difficilissime. Molto più difficili di una vergine, anche se avevano scopato con mille.

Marta fu dunque una gioiosa sorpresa e divenne un grande amore, benché la storia con lei durasse solo mezz’anno (durante il qual mezz’anno ella non smise, per fortuna, di scopare con molti altri). Scrissi per lei un intero libro di poesie. Provai dolore forte e intenso per la fine del nostro amoreggiare, anche se siamo sempre amici. Considero Marta una luminosa eccezione alla regola per cui le “facili” mi seducono ma mi respingono.

Di quante “troie” mi sono innamorato nella vita – alcune anche con attività collaterali di pornografia e prostituzione – altre semplicemente molto scopanti, con gusto, con molti! E quasi tutte mi hanno mandato a quel paese; più fortuna ho avuto con ragazze più caste, di poche e moderate esperienze, state con un numero di uomini da contare sulle dita delle mani, e considerate a volte proprio “difficili”.

Sul perché di questa inversione, nel corso della mia vita, tra “facili” e “difficili”, sul perché mi sono state difficili le facili e più facili le difficili, ho riflettuto talvolta, ma solo in tarda età (adesso, insomma) sono arrivato a un’illuminazione. Ho capito che non c’è niente di strano. Sta dentro una regola generale. La regola generale per cui si è più respinti da quelle di cui più ci s’innamora. Niente di strano.

Io m’innamoro (soprattutto) delle “troie” e le “troie” mi mandano a cagare perché, innamorato, mi slancio su di loro, le turbo, le invado, voglio tutto subito, così come ogni normale innamorato vuole da qualsiasi donna di cui s’innamora. Di altri tipi di ragazze m’innamoro (solitamente) di meno, e allora si va tranquilli, lascio che le cose scorrano con i loro tempi, non faccio mosse avventate, aspetto, chiacchiero, conosco con calma, e loro alla fine, a volte, ci stanno. Riesco a sedurle di più perché le amo di meno – brutto da dire, ma credo che questa sia una regola. Le “troie” le amo troppo e loro mi scacciano non perché “troie” ma perché troppo amate.

Niente di strano, dunque. Cioè, forse è strana la mia predilezione per le “troie”, non so, ce l’ho sempre avuta, non mi piacciono le caste e le pudibonde, mi piacciono quelle che apertamente scopano tanto e con tanti, per qualunque motivo lo facciano. Ma che esse mi mandino (quasi) sempre a cagare sta in una regola comune, niente di strano, ripeto: è la regola che più t’innamori più vieni respinto. Bisogna amare con misura, per graduali percorsi, ma io, quando son preso, non sono capace, non sono mai stato capace. E bon.


Scritto nel 2018.

Smettete, ragazzi, di rinunciare all’amore

01 lunedì Gen 2018

Posted by carlomolinaro in poesie

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Tag

amore, impegno civile, scenari

Gli sballi, gli schemi, gli sbagli, i paletti,
divertirsi in modi fighi, accettati, il timore
del troppo, amfetamine per fare
da programma l’alba, poi senza navigatore
vi perdete fra Beinasco e Orbassano
in devastanti solitudini, un taglio
di capelli, un trucco, la musica
e le lacrime, quelle vere, nascoste:
mi finirete, lo so, nelle stesse
malinconiche dinamiche di coppia
dei padri e dei nonni, nessuna
rivoluzione: fa troppo paura
la liberazione – che gabbia di dèmoni
è il cuore, che inferno è il paradiso
di luce immensa fuori, che non s’apra
la porta, che nemmeno si socchiuda – ma
questo frastuono che ai sentimenti mescola
la propaganda dei venditori furbi
è una gabbia peggiore, è la stia
dove ingrassare polli redditizi:
non ci sarà nessuno a consolarvi
nel giorno del macello
dunque gridate più forte, cercatevi,
trovatevi, tenetevi per mano:
smettete, ragazzi, di rinunciare all’amore.


Scritta nel 2017.

Noi non siamo soltanto persone

15 venerdì Dic 2017

Posted by carlomolinaro in poesie

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Tag

amore, paesaggi, relazioni

Non è una colpa passare in corso Belgio
a respirare l’aria che respiri,
o cercare una foto nella rete,
o mandarti un biglietto postale
ogni tre o quattro mesi:
anche se fra le nostre persone
non c’è quasi nessuna relazione.

Noi non siamo soltanto persone.

Certamente tu sei la tua persona
ma non sei solo questo:
sei nomi sei occhi sei alberi sei vie,
sei le mie poesie.

E la parte di te che sei tu
(vasta, meravigliosa)
ma non è la tua persona
io la posso assorbire, respirare:
come il vento, come il sole
non è né tua né mia né di nessuno:
non conosce appartenenza,
la sua sostanza è divina immanenza.

Tutti noi siamo tutto,
siamo un immenso tutto:
ridurci a persone è un difetto
di questo tempo nervoso ipercorretto:
merita la persona (sia chiaro)
un totale assoluto rispetto
ma non è tutto.

Che misero sarebbe il paesaggio
in cui nasciamo viviamo moriamo
se fossimo nient’altro che persone!
Sarebbe (ed è per chi lo crede) la
più totale straziata dannazione.

Per fortuna, io lo so, noi siamo interminati
immensi spazi di luci e colori
e indomabili odori.

Poi certo sì, la persona è importante:
sarebbe bello se la tua persona
accogliesse la mia personalmente:
la mia gioia sarebbe sfolgorante:
con il tuo personale permesso
del tuo mondo sarei cittadino:
così invece sono solo un clandestino:
ma è sempre meglio che tornare in Africa:
anche perché io non ho nessuna Africa:
io provengo dal nulla: a generarmi
è l’amore che provo per te.

Dunque vago nei margini, cercando
di non dare fastidio, sperando
in una sanatoria, un condono, magari
un foglio di soggiorno provvisorio.

Noi non siamo soltanto persone.

Se tu aprissi te stessa al mio entrare
non saresti tu a farlo ma il cosmo
pur essendo tu certo a deciderlo.

L’amore non si fa fra due persone:
le persone soltanto lo consentono
con libera scelta più o meno consapevole.

L’amore è fra mondi, è un fenomeno ampio:
tutto congiunge in magia irriducibile:
non lascia fuori nemmeno
un granello di polvere.

Noi non siamo soltanto persone.

Anche per questo mi piacciono le
troie, puttane, vacche cosiddette:
quelle che ammettono più navigazioni
fra galassie, fra costellazioni.

Noi non siamo soltanto persone.

Perciò vorrei parlarti, amore mio:
vorrei ci raccontassimo noi stessi
abbracciati in un letto o seduti in un caffè.

In mancanza, cammino in corso Belgio
a respirare l’aria che respiri: è
la comunione che posso, con te.

Noi non siamo soltanto persone.

Noi non siamo soltanto persone.

 

Paralipomeni o corollari

La persona è il pennello che dipinge la tela, la dipinge come vuole e come può. Io m’innamoro del quadro, non del pennello.

La persona è il sasso che fa cerchi nell’acqua. Mi affascinano i cerchi, non il sasso. Talvolta, mi affascinano cerchi che s’incrociano, prodotti da sassi diversi.

Perciò sono in grado di amare da una certa distanza: una distanza da cui io possa sbirciare uno scorcio del quadro, una distanza da cui io possa sentire il muoversi dell’acqua.

L’impulso è, naturalmente, avvicinarmi al massimo: unire pennelli, congiungere sassi.

Ma, in mancanza, camminare in corso Belgio è qualcosa.


Scritta nel 2017.

Le donne mi cancellano

14 giovedì Dic 2017

Posted by carlomolinaro in poesie

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Tag

amicizia, amore, relazioni

dopo lunghi amori di anni
o brevi fuochi d’amore
talvolta persino dopo
lunghe semplici amicizie
o brevi intense amicizie
mi cancellano

altre mi cancellano
prima di possibili amori
o prima di possibili amicizie
già nell’approccio
mi cancellano

qualcuna poi ci ripensa
ma è raro
quasi sempre
la cancellazione è per sempre

devo essere un individuo spaventoso
e prima o dopo se ne accorgono
mi cancellano

(sì, prendo lo spunto da Facebook
ma il discorso è molto più ampio)

un saggio mi direbbe serio
“fatti delle domande”

me ne faccio talvolta ma finora
nessuna vera risposta convincente
e intanto
mi cancellano


Scritta nel 2017.

Disse il puttaniere

01 venerdì Dic 2017

Posted by carlomolinaro in poesie

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Tag

amore, scenari

Gentile e onesto – disse il puttaniere –
è il lavoro della puttana: quasi nessuna
mi tratta con violenza, l’abbandono
è programmato e non irreversibile,
il rifiuto raro e, nel caso, motivato,
ciò che io devo dare pattuito
da prima, con chiarezza. C’è spesso
buon intendersi, buona volontà
e pochi malintesi. A qualcuna confido intimità
che nemmeno a una moglie dopo un secolo,
qualcuna s’impunta con orgoglio di mestiere
a curare il mio sesso riottoso
senza disagio, senz’ombra di giudizio:
qualunque cosa faccia, la puttana terrà
illesa la sua e la mia libertà.

Chiede per questo – disse il puttaniere –
una giusta mercede, è il suo lavoro.
Avessi mai trovato in vita mia
chi m’offrisse anche solo la metà
per le ragioni che chiamano amore.


Scritta nel 2017.

Facciamo che è

19 giovedì Ott 2017

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ 2 commenti

Tag

amore, cose di dentro, linguaggio, scenari

Può essere un vantaggio
non avere più nulla da perdere:
capire che l’amore, ove mai esistesse
– il che non mi pare dimostrato –
non è né è mai stato
a mia portata.

Smettere di costruire, smettere
di scomporre, di studiare, d’indagare:
coltivare un caos garbato, curare
non fiori classificati
ma smilzi fili d’erba o strane
piante su orli di discariche
senza cercarne su lemmari il nome.

Tanto il nome sarebbe a me straniero:
la pianta che osservo, che annuso
seduto a terra sul margine
d’uno spazio di banlieue, fra rottami
d’ombrelli e passeggini e brandelli
di plastica bianca, non è
– anche affermasse una scienza che fosse –
la pianta battezzata da Linneo
o da altri dotti. Non lo è:
è la pianta a cui do nome io,
non è mai, mai spuntata né cresciuta
altrove che ora qui, ne sono certo.

Ci siamo ingannati. Non ho mai saputo
la vostra lingua, né voi la mia.
Abbiamo dato risposte
che non c’entrano: tutto
non è mai stato che un’ecolalia.

Ammesso questo, possiamo giocare
a guardare le barche sul fiume o a salvare
il mondo – che c’importa, alla fine
che non sia la medesima barca
ad alzare dall’acqua farfalle di luce,
che non uguale si disegni il mondo
negli occhi e nel pensiero?
Noi giochiamo. Facciamo che è.


Scritta nel 2017.

Le mie muse principali

16 lunedì Ott 2017

Posted by carlomolinaro in prosa

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Tag

amore, cose di dentro, impegno civile

Lo si desume benissimo da molte mie poesie, ma volendo analizzare la cosa in prosa razionale, ecco, in sostanza io sono particolarmente affascinato dalle donne che con serenità e naturalezza, senza angosce né conflitti, fanno l’amore con più uomini nello stesso arco di tempo, nello stesso giorno, nello stesso pomeriggio, nelle stesse ore.

I motivi per cui lo fanno non hanno importanza, se c’è serenità e naturalezza. Può essere che siano innamorate pazze di due uomini, o che gliene piacciano cinque, o che vogliano esplorarne tantissimi come si esplorano paesi, o che stiano bene nella varietà; può essere per forme svariate d’amore, può essere per gioco, piacere, gratificazione, può essere pure per vanità, o anche per denaro. Non importa il perché: ad affascinarmi è il fatto in sé, è una cosa che mi attrae e talvolta proprio m’innamora.

È una mia psicopatologia, collegata a traumi, mancanze, complessi, conflitti e blablabla? Ma probabilissimo, anzi direi sicuro, per carità. Ne ho a bizzeffe, nella vita, di cause da indagare, ogni tanto le indago. Certo che anche gli altri, tutti quelli con cui entro in confidenza e di cui quindi so qualcosa, e che hanno i comportamenti più svariati, scarsi proprio non sono, di traumi, mancanze, complessi, conflitti e blablabla. Quindi la patologia dove sta? Chissà.

Credo però che nel fascino che esercitano su di me le donne di libera multipla sessualità ci sia anche una componente ideologica, politica. Ebbene sì.

Provate a pensare un mondo dove la stragrande maggioranza delle donne, una maggioranza schiacciante, fa l’amore con più uomini insieme, negli stessi giorni, nelle stesse ore, nella stessa quotidianità: e non magari per un breve periodo giovanile scapigliato, ma sempre, come naturale condizione di vita.

È la rivoluzione più grande che si possa immaginare. Quasi non la si può nemmeno immaginare. Crolla il patriarcato che ha formato e dominato praticamente tutto il mondo da millenni. Crolla il possesso maschile, crolla la gelosia. Crollano le religioni monoteiste e non solo quelle, crollano sostanzialmente tutte le religioni. Crolla la famiglia tradizionale e di conseguenza muta tutta la società che su di essa si basa. Cambia lo Stato, cambiano le strutture, l’economia, la pedagogia, la scuola, cambiano le figure genitoriali, cambia la psicologia, cambia l’arcobaleno dei sentimenti. Cambia persino l’alimentazione, cambiano le strutture abitative, i nuclei di convivenza, cambia l’architettura, l’arte, i trasporti, tutto. Forse, forse, crolla persino il capitalismo, che è un osso duro.

È una rivoluzione che a me piacerebbe, è un mio utopico sogno. Ma a voi no, non piacerebbe, dai, siate sinceri che vi voglio bene lo stesso, a voi non piacerebbe, uomini e donne del mio tempo e del mio spazio, mie amati stranissimi compianetini. A voi non piacerebbe. Ed è per questo, in definitiva, che nel pensiero maschile ma anche femminile, nel sentire profondo radicato, la donna che fa l’amore con più uomini resta una brutta troiaccia.

Ma io vi capisco. Siete dei conservatori (non è un insulto). Le rivoluzioni sono pericolose e faticose. Chi lascia la via vecchia per la nuova… Dai, se si è sempre fatto così, vuol dire che è il modo (mondo) migliore. È così pieno di pace, di entusiasmo, d’amore, di fraternità, di giustizia, di felicità che trabocca da ogni angolo. Va tutto così meravigliosamente, cosa vuoi rivoluzionare?

Non cambierà nulla. Io però di mio sono particolarmente affascinato dalle donne con tanti uomini, ci faccio le poesie, ogni tanto me ne innamoro, con qualcuna ho avuto la fortuna di farci l’amore anch’io, altre le ho disperatamente corteggiate invano, che non è che sei stata con mille allora sei facile, come pensano gli idioti. Loro sono le mie muse principali.

Spero che non si offendano le altre, quelle che trovano inconcepibile fare l’amore con due nello stesso giorno, quelle che per passare da un uomo a un altro hanno bisogno di lunghi complicati percorsi, di esclusiva confidenza anteriore. Apprezzo anche loro, con la massima stima, con simpatia e amore quando c’è, che simpatia e amore non c’entrano nulla con i modi di vita, con i comportamenti. C’è splendore in tantissime diversissime persone, con differenti sensibilità, differenti caratteri, differenti idee. Però quelle con tanti uomini sono le mie muse principali, ecco tutto.

Quanti

12 martedì Set 2017

Posted by carlomolinaro in poesie

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Tag

amore, cose erotiche

Fra quanti glutei, su quanti ani, per quanti scroti
verso quanti glandi è dolcemente scorsa
la tua agile lingua? Quanti peni hanno varcato
della tua vulva le morbide labbra?
Quanti col pugno chiuso hanno slargato
la capiente vagina? Quanti spruzzi di sperma
hanno fatto ricami sul tuo viso?
Ha orinato qualcuno sul tuo seno?
E donne, quante donne hai baciato
su tutto il corpo? Hai provato due membri
insieme, nei due fori che separa
il breve perineo? Con quanti donne e uomini
hai dormito abbracciata, con quanti
hai camminato mano nella mano?
Non c’è nulla di morboso né geloso
in queste mie domande: c’è un’attenta
curiosità d’amante, c’è una voglia premurosa
di partecipare alla tua vita. Ma lo so
che non lo si capisce mai, mai, mai – perciò
queste domande non te le farò.


Scritta nel 2017.

Testimoni

10 giovedì Ago 2017

Posted by carlomolinaro in poesie

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Tag

amore, amore vissuto, cose di dentro

Quando sbadiglio mi metti
l’alluce in bocca, poi sentiamo
il carillon che ti regalai, dici,
quando fingevo d’amarti.

Ma io non fingevo, t’amavo
e t’amo ancora. Domandalo
ai letti, alle case, alle panche, ai soffitti,
all’erba piegata dal vento, ai canali,
alle biciclette, ai jukebox, ai rondoni,
ai campanili, ai pullman, ai tubi,
alle tazze, alle strade sterrate,
ai vagoni, ai caffè, alle stazioni,
ai baci e agli abbracci: vedrai
che, unanimi, lo confermeranno.

Le cose vedono meglio di noi.


Scritta nel 2017.

Bell’amore

08 martedì Ago 2017

Posted by carlomolinaro in poesie

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Tag

amore

Una ragazza – non imparziale, lo ammetto, perché
mi vuole bene e gliene voglio – guardando
una tua foto ha detto:
«Bella Eva e bello il tuo amore per lei».

Ecco, ho pensato in un breve sospeso
commosso sogno o delirio: se tu
trovassi bello non me – che è impossibile – ma
il mio amore per te, che gioia sarebbe!

Se tu trovassi bello questo amarti
che ha preso in me misura di respiro
ti ci potresti specchiare, sorridere:
non ricambiare l’amore, sorridere.

Sorrideremmo, ed è tanto. Non credere
a chi dice che non avrebbe senso.
Nella muta vacuità dell’universo
l’unico senso lo creiamo noi.


Scritta nel 2017.

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