• About

Carlo Molinaro

~ poesie e altre cose

Carlo Molinaro

Archivi tag: scenari

Notte a Vercelli

22 mercoledì Mag 2019

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

scenari, tempo

Da molto non dormivo nella casa natale.
Isolata, ha rumori che non identifico
e m’inquietano: sono abituato ai litigi
talvolta furibondi dei vicini, al camion
dei rifiuti che passa all’una di notte
puntuale, a motori nella strada e musiche
arabe o romene, commerciali,
dalle mansarde intorno, talvolta
sirene d’ambulanze, di pompieri
o della polizia, e i passi per le scale.
Qui invece c’è un vuoto ronzante
di scricchiolii, talvolta un rigurgito
in un tubo, e fragori lontani
di lavori, o di scontri, non lo so.
C’è sospensione come d’ospedale
o scuola, che un medico o un maestro
passa, non passa, lo attendi, lo temi:
non saprei dire. In giardino uccelli
cantano, ma tutto è un soprassalto:
sto vigile, non ho idea per che cosa.
Lo spreco del tempo, che avviene
forse dappertutto, è più protervo qui,
è più indiscusso, come un militare
arrogante sbadiglia un potere
molle, mortale. È partito il frigorifero,
credo, non sono sicuro. Si sta
come bambini non lavata la faccia,
in un travaso di sonno nel giorno
che preme doveri. Sì può avere paura
di rompere un bicchiere o non trovare
un interruttore e sentire, ci sia
o non ci sia, un ghigno compiaciuto
per l’errore o l’inadeguatezza.
In una finta silenziosa perfezione
indesiderabile, invasiva
ogni respiro è colpa e malattia
e della gioia non c’è da fidarsi:
qualcuno ha predisposto molte trappole
con polpette all’amore che fanno scattare
la tagliola. “Stiamo nei primi mali”
è il motto della gente di qua.
Incombono nell’ora rallentata
cose urgentissime, ansiose
che ci si guarderà bene dal fare.
Poi sì, c’è un vento lieve che muove
le foglie della pergola, una luce
bionda s’infila, agirò in qualche modo.
Forse va tutto bene, sono io
che, come sempre, non riesco a capire.


Scritta nel 2019.

Mestre, 15 maggio

17 venerdì Mag 2019

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

fuga, scenari

Stazione di Mestre, su una panchina
di pietra rimasta per sbaglio (il potere
dei consumi desidera vietare
che ci si sieda senza esborsare)
accanto a un nero ragazzo che beve
acqua da plastica, aspetto
il mio treno nel freddo del mattino.
Scende una lieve pioggia. Partono
treni in continuazione, per varie
destinazioni, diversi destini.
Poco fa sul bus 2 ero l’unico italiano;
ho preso un cappuccino in un bar
cinese, ho imbucato le mie cartoline
di carta e inchiostro e francobollo, sono
entrato in stazione con l’abituale anticipo
di un’ora circa: non amo rincorrere
treni con ansia. Ora il nero s’è alzato
e s’è seduto un bianco, che scrive
come me su un telefono. Siamo
qui, restiamo o andiamo ciascuno
per suoi motivi, siamo tutti indifesi
dai colpi del tempo, della sorte, chissà
che cosa sperano quattro ragazzi
che parlano forte, in cima alla scala
del sottopassaggio, o una signora placida
con la valigia a rotelle, o altri due
ragazzi con gli zaini e con gli sguardi
che a me paiono incerti e diffidenti
ma sono quasi certamente sguardi
normali di ragazzi di mattina.
È così assurda questa consuetudine
dei giorni, delle cose, tutti questi
cuori che pulsano sotto le costole
e che si fermeranno, ma ora
nutrono sogni, speranze, rancori
e amori e rabbie e fughe e inseguimenti:
una ragazza corre verso un treno
che già fa stridere i freni su un binario
due marciapiedi più in là: lo prenderà?


Scritta nel 2019.

Crepa, poesia

21 domenica Apr 2019

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

cose di dentro, relazioni, scenari

Crepa, poesia. Dare ritmo e armonia
al mondo e a sé stessi è una mistificazione.
Felicità? Non bisogna mirare
alla felicità, viene a volte di sbieco
brevissima, un’allucinazione.
Nella seconda metà del duemiladiciotto
ho creduto sentire la più grande
di tutta la vita, e anche la più vera:
invece era la solita finzione
della mia alacre immaginazione:
ritmo d’armonia. Crepa, crepa, poesia.
Giorno di Pasqua. Sul tram un ragazzo
nero gioca con il campanello
della biciclettina del bambino che è con lui:
dlin, dlin, dlin, dlin, dlin. Prima stava chinato,
incappucciato, e m’è parso tristissimo.
Poi ha alzato la faccia e ha sorriso.
Non so nulla di lui né di nessuno.
Accanto a me un vecchio legge
un libro di chiesa, credo, di quelli
di carta sottile coi titolini rossi.
Molta gente è aggregata. Non tutti
ma molti lo sono – in che modo non so.
Non facciamo riassuntini. Crepa, poesia.
Ho aggregato solamente sillabe
e ho dato loro titolo di mondo: se quanto
piace al mondo è breve sogno
che nel nulla precipita, perché
svegliarsi? Eppure vivere la vita
ha un suo valore intrinseco, è
in quanto è. Esistere, quel poco.
Aiutare ad esistere qualcuno
che cerca la sua vita. Brancolare
nello spazio. Sciogliersi in una
parola dolce, o carezza, le rare
volte che c’è, senza cercare un senso
né un prima o un dopo né un ritmo:
cercare nient’altro che quello che c’è.
Liberamente piangere, indifendersi.
Non so se la pioggia
desìderi
irrigare la terra, dare vita, credo
che no, non lo sappia, ma scende
così, quando succede, perché sì:
e l’erba si fa verde e non lo sa
nemmeno lei perché cresce: cresce
senza un pensiero, senza una finzione.

Finzione è invece ogni ritmo che genera
la mia voglia, ogni mia intima armonia:
crepa, crepa, crepa poesia.

O forse no, non so.


Scritta nel 2019.

Vorrei qualche abbraccio

03 mercoledì Apr 2019

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

cose di dentro, scenari

Giusta la legge sul revenge porn
– benché, io credo, esistesse già:
fanno spesso questo gioco
di aggiungere nuove parole straniere –
ma a proposito di parole
perché revenge, vendetta? Se a me
sfuggisse divulgata un’immagine
intima non autorizzata (e sarei
condannabilissimo, è chiaro) sarebbe
per bellezza, non certo vendetta:
vendetta di che cosa? È che
non capisco le dinamiche, provo
solitudine. Ho pubblicato una foto
di bei colori su un argine, cascate
di vestiti, un divano sfondato,
sembrava lo spaccato di una casa
affascinante e commentano: che schifo
e che inciviltà, quei vandali trasformano
in discarica un argine in città.
D’accordo, è anche inciviltà
ma non è questo che volevo dire,
non è questo che ho visto e mostrato.
Non capisco le dinamiche, provo
solitudine. Sono un mostro, lo so.
La ragazzina che minorenne faceva
(non a me) pompini sui gradini
di una chiesa in via Nizza negli Ottanta
ritrovata sui social è una grassa
signora ottusa con marito ottuso
senza luce negli occhi, due figli
già obesi, nei selfie sorride
e magari è felice, più felice
di quando inghiottiva sedicenne sperma
di molti sui gradini, per disfida:
in me non desta più il minimo interesse
e questo dimostra
che sono un mostro – a parziale
attenuante invoco che, se è felice,
del mio interesse non ha bisogno alcuno
– e nemmeno se è infelice, d’altronde.

Di che cosa poteva discorrere Jones
con tutti quegli altri che nel vortice
vedevan siccità? Di nulla o di quisquiglie.
Sono vecchio, sento ortiche, dubbi
– avrei dovuto coltivare campi? –
e stanchezza, vorrei qualche abbraccio
così, senza motivo.


Scritta nel 2019.

2 aprile, Vercelli

03 mercoledì Apr 2019

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

scenari

In viale Garibaldi
mentre vado alla stazione
un vento molle muove
le foglioline nuove.

Ci passo da sessant’anni, credo
che non sia la prima volta
eppure mi sembra
che sia la prima volta.

Forse dimentico facilmente, oppure
ha ogni primavera
vertigini diverse
in cui precipitare.

Ora sul treno qualcuno parla
in modo fastidioso d’affari:
ha una voce metallica saccente
che mi forza a sentire.

Quanto tempo si perde!
Il vento è molle solo per un attimo
che già quasi non so
se sia stato davvero.


Scritta nel 2019.

Il cielo

12 martedì Feb 2019

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

scenari

il cielo è bello in questi giorni
ha le sue pennellate di luce
di colori, di toni di grigio
con certi riverberi che nessuno scenografo
saprebbe inventare
si regala ai tetti, alle pareti
agli alberi cittadini, collabora
con il vento, fa spazi
e li modifica – noi sotto
non sappiamo che farcene, corriamo
dal farmacista, dal commercialista
da un bambino che piange

forse il cielo è deluso, è una madre
che per tanto che faccia per te
non ti vede felice

ma no, è fantasia, il cielo
nemmeno sa di noi, quando alzo
lo sguardo mi perdo
in grembi immaginari, le nuvole
non trattengono cadute, accompagnano
come le musiche in sottofondo
nei bar di periferia
dove ragazzi sbottano, digrignano
sguardi gli adulti, la rissa
inutile è nell’aria


Scritta nel 2019.

La bellezza trasversale

09 sabato Feb 2019

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

adolescenza, cose di dentro, scenari

LA BELLEZZA TRASVERSALE

a S. de S.

Non tornerà la bellezza trasversale
delle vetrate della biblioteca
di Lettere, polverose.
Dalla tradotta, scorrono le cose:
oggi qui ti trovi in faccia
una bellezza grossa, gonfia, frontale.

Si può fuggire, forse. Di mio, ti porterei
intanto a Genova in un albergo
a ore di via Prè (ne conosco due buoni).
Non sarebbe necessario scopare:
basterebbe, sfiorandoci, inspirare
un certo odore di porto, di mare.


Scritta nel 2019.

L’utile, il buono e il corretto

19 sabato Gen 2019

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

scenari

forse è vero che dialogo meglio
approfondisco psicologie
con le ragazze giovani
d’altronde un po’ di zucchero
sulla fatica

la natura si basa su questo
i colori dei petali
le penne sontuose dei pavoni
tutta fuffa
per lo stesso merdosissimo fine
ampliarsi, riprodursi

è un lavoro
che soltanto ingannando lo fai fare
dai un poco di nettare al moscone
e mentre succhia
gli attacchi al culo il polline
perché la vita sia

non so che conclusioni
trarre da questo
forse che l’utile, il buono e il corretto
mica si ha voglia

ma
ho un po’ di nausea delle conclusioni
non sono mai sicuro
fottetevi, magari


Scritta nel 2019.

Srotolare

17 giovedì Gen 2019

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

cose di dentro, eros, scenari

nella camera a ore
per acconciarsi in stile lingerie
srotola una calza autoreggente
su una gamba, lentamente

dopo sette minuti
srotola sul cazzo del cliente
un preservativo, la puttana
e s’accovaccia guidandolo a entrare

il trigesimoquinto del Paradiso
il centesimoprimo del poema
è scritto dentro una rima vulvare
frequentatissima, eppure

a l’alta fantasia manca la possa
– intuisco il perché, ma trattandosi
d’un perché non verbale
non lo posso srotolare


Scritta nel 2019.

Le sette del mattino del quattordici gennaio

14 lunedì Gen 2019

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

scenari

C’è stato vento stanotte, sbattevano
tettoie malferme, cigolavano
infissi, sventolavano e scorrevano
tende su guide metalliche: sentivo
questi suoni nel trasogno,
in minuti abbracciato con te, in altri
minuti no. Vorrei andare
a trovare Federica ed Erika,
anche Michela, a est a sud a ovest
farei l’amore con tutte ma non è
più strettamente necessario, anzi
non lo è mai stato, posso guardare
un porno di pissing e fist fucking
con ragazze giovani, sognare
slargati firmamenti, vie lattee
pervie, scombinabili come
i bambini le biglie o i coriandoli
nell’accennarsi d’un mattino terso
di cirri velocissimi, lontani,
irrelati con me – parlavamo
d’infanzie, ieri sera, dell’essersi
o no azzuffati, alla complicità
serve uno scopo e non l’ho mai avuto.

(Ho aperto la finestra sul cortile,
la primissima luce disegna i comignoli
del palazzo di fronte, ho respirato:
è stato caldo il vento di stanotte,
ha odori molli, quasi già di petali
primaverili, c’è ancora silenzio
ma è in agguato l’armata del giorno:
ecco parte il clangore dei problemi,
il battaglione delle cose che
fanno di norma le persone sane;
nel mio squilibrio stabile rimango
seminascosto a osservare, ascoltare.)


Scritta nel 2019.

Il bene di vivere

25 martedì Dic 2018

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

bellezza, cose di dentro, scenari

Spesso il bene di vivere ho incontrato.
È la ragazza che a un tratto m’abbraccia
premendo sul mio petto la sua faccia,
è la donna che dopo una tristezza
solleva il viso
schiarito in un sorriso, è la bellezza
d’un’ombra che percorre una scarpata,
è un ricordo che affiora
da una storia perduta, è un soleggiare
che tutto ricolora. Spesso il bene
di vivere ho incontrato
e spesso il male, certo, ma di questo
s’è già troppo parlato.

(Torino, stazione di Porta Nuova, mattino di Natale del 2018)


Scritta nel 2018.

Fotine serali

19 venerdì Ott 2018

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

amore, scenari, tempo

Qualche sera tu prima di dormire
mi mandi con Whatsapp alcune foto
di te nel letto o intorno al letto. Ieri
volevo ricambiare, mi sono scattato
una foto, poi un’altra, in luce spietata
e ho visto qualcosa di terribile, un vecchio
con le pieghe sul collo, il viso sfatto.

Allora ho spento la lampada più forte,
quella appesa al soffitto, e t’ho mandato
quasi soltanto un’ombra. Oh, mi vedo
ogni mattino in bagno a lavarmi la faccia
e farmi la barba, non è che non so
come sono. Ma il contrasto, mio Dio,
con te che sei così tanto più giovane
di me e per peggiorare le cose
sembri ancora più giovane, sembri
una bambina e sei bellissima e
m’innamori e parliamo ore e ore
e camminiamo ore e ore, stanno bene
le nostre anime insieme, i corpi
mica tanto, mica tanto, ma come
non volerti abbracciare, baciare
e tutto? Mi coglie un po’ di sorpresa
questo deteriorarsi dell’involucro
esterno in cui resta chiuso il ragazzo
che da ragazzo ti guarda ragazza.

Insomma, non esiste soluzione
per me, tu sei bellissima, è meglio
parlare di te, convincere te
di ciò che è vero: che tu sei bellissima,
hai mondi che ti brillano negli occhi
con città dove sì, fuori dal tempo
troviamo posti visitati insieme
prima che tutto fosse ciò che è:
condividiamo ricordi di viaggio
in pianure di demoni mansueti
e sorridi talvolta, prendi forza
per il bel viaggio che è ancora da fare.


Scritta nel 2018.

Dall’alto

28 martedì Ago 2018

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

cose di dentro, scenari

Guardo Torino dall’alto d’un colle.

Allo spigolo del nulla
rimpiangeremo anche i giorni peggiori.

Carpe diem, allora? Non è questo:
è inutile tentare il fermo immagine.

È altro ciò che fugge: è un’impronta
non nitida, è una traccia
vaga a cui non si seppe o non si volle
disegnare un contorno – è qualcosa
che definire è mutilare.

Ci accompagna a distanza
così lontano che non lo conosciamo
così vicino che lo perderemo.

Guardo Torino dall’alto d’un colle
poi scendo lentamente verso valle.


Scritta nel 2018.

L’incarnarsi del sogno della carne

07 martedì Ago 2018

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

cose di dentro, eros, scenari

L’incarnarsi del sogno della carne
è lento, ansioso: ruotavano in sfere
celesti le fiche sfondate, apertissime
che m’eccitavano bambino, giovane:
vulve aperte come grotte di sibille
accoglievano il mio fantasticare
come le lune gli ippogrifi: in paradisi
ritmati e lucenti versavo il mio sperma:
ma toccavo soltanto me stesso
– e pure questo con lo sguardo altrove.

È lento, problematico il discendere
di qualche troia beatrice dal sommo
del mio poema, il pulsante svelarsi
del mio problema, dell’ingovernabile
calda complessità dell’imperfetto
groviglio d’anime in corpi esitanti
o perentori di donne, lo scompiglio
di tutto ciò che ero: il disturbo
che la gran macchina relazionale
fa irrompere nell’alta fantasia
che perde possa, sospinta ad ignoti
inferni seducenti – inadeguata.

E forse cerco ancora la sublime
puttana che ha le cosce come portici
d’una piazza pisciosa, maestosa,
percorsa da viandanti trasognati:
la mia Musa bambina. Ma ho imparato
(almeno un poco) a smarrire la via
nelle stazioni dove adulte donne
camminano nervose e risolute
a binari che sanno, verso viaggi
terrestri, poco aromatici ma
concreti di stazioni, di giornate.

L’incarnarsi del sogno della carne
è perdita, è la vita, è qualchecosa
che non arriverò a sapere dire.

 

coport


Scritta nel 2018.

Non stai nemmeno negli endecasillabi

02 giovedì Ago 2018

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

bellezza, cose di dentro, scenari

Sarà anche vero, come dici, che
la forma irregolare del tuo viso
crea un’ombra intorno ai tuoi occhi, ma quando
li allarghi e guardi, come si rischiarano!

Sei fatta come un passero, il torace
carenato, i piedi lunghi che quasi
potresti appollaiarti sopra un ramo
sottile: sei leggera, forse voli.

I capelli non sai come girarli:
s’increstano in conflussi di ruscelli.
Non stai nemmeno negli endecasillabi:
sei tutta bella di bellezza tua.


Scritta nel 2018.

← Vecchi Post
Articoli più recenti →

Iscriviti

  • Articoli (RSS)
  • Commenti (RSS)

Archivi

  • gennaio 2026
  • novembre 2025
  • agosto 2025
  • Maggio 2025
  • aprile 2025
  • febbraio 2025
  • gennaio 2025
  • novembre 2024
  • ottobre 2024
  • settembre 2024
  • agosto 2024
  • Maggio 2024
  • aprile 2024
  • marzo 2024
  • febbraio 2024
  • gennaio 2024
  • novembre 2023
  • ottobre 2023
  • settembre 2023
  • agosto 2023
  • luglio 2023
  • giugno 2023
  • Maggio 2023
  • febbraio 2023
  • gennaio 2023
  • dicembre 2022
  • novembre 2022
  • agosto 2022
  • luglio 2022
  • Maggio 2022
  • aprile 2022
  • marzo 2022
  • febbraio 2022
  • gennaio 2022
  • dicembre 2021
  • novembre 2021
  • ottobre 2021
  • settembre 2021
  • agosto 2021
  • luglio 2021
  • giugno 2021
  • Maggio 2021
  • aprile 2021
  • marzo 2021
  • febbraio 2021
  • gennaio 2021
  • dicembre 2020
  • novembre 2020
  • ottobre 2020
  • settembre 2020
  • agosto 2020
  • luglio 2020
  • giugno 2020
  • Maggio 2020
  • aprile 2020
  • marzo 2020
  • febbraio 2020
  • gennaio 2020
  • dicembre 2019
  • ottobre 2019
  • settembre 2019
  • agosto 2019
  • luglio 2019
  • giugno 2019
  • Maggio 2019
  • aprile 2019
  • marzo 2019
  • febbraio 2019
  • gennaio 2019
  • dicembre 2018
  • novembre 2018
  • ottobre 2018
  • settembre 2018
  • agosto 2018
  • luglio 2018
  • giugno 2018
  • Maggio 2018
  • aprile 2018
  • marzo 2018
  • febbraio 2018
  • gennaio 2018
  • dicembre 2017
  • novembre 2017
  • ottobre 2017
  • settembre 2017
  • agosto 2017
  • luglio 2017
  • giugno 2017
  • Maggio 2017
  • aprile 2017
  • marzo 2017
  • febbraio 2017
  • gennaio 2017
  • dicembre 2016
  • novembre 2016
  • ottobre 2016
  • settembre 2016
  • luglio 2016
  • giugno 2016
  • Maggio 2016
  • aprile 2016
  • marzo 2016
  • febbraio 2016
  • gennaio 2016
  • dicembre 2015
  • novembre 2015

Categorie

  • altre cose
  • poesie
  • prosa
  • racconti
  • Senza categoria

Meta

  • Crea account
  • Accedi

Crea un sito o un blog gratuito su WordPress.com.

Privacy e cookie: questo sito usa cookie. Continuando a usare questo sito, si accetta l’uso dei cookie.
Per scoprire di più anche sul controllo dei cookie, leggi qui: Informativa sui cookie
  • Abbonati Abbonato
    • Carlo Molinaro
    • Unisciti ad altri 66 abbonati
    • Hai già un account WordPress.com? Accedi ora.
    • Carlo Molinaro
    • Abbonati Abbonato
    • Registrati
    • Accedi
    • Segnala questo contenuto
    • Visualizza sito nel Reader
    • Gestisci gli abbonamenti
    • Riduci la barra
 

Caricamento commenti...