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Carlo Molinaro

~ poesie e altre cose

Carlo Molinaro

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Lettera immaginaria di Lorca ad Adel

28 martedì Mag 2024

Posted by carlomolinaro in prosa

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Lettera immaginaria di Lorca ad Adel lettera immaginaria di Lorca ad ader una lettera immaginaria dettata a un qualcosa che lo scrive immaginarie perché anche nell’immaginario rimangono Legami che forse si dovrebbero allentare legami fra le parole fra le cose fra le parole fra le cose fra le parole fra le cose legami e freni una lettera immaginaria ma alloca e vivo in questo momento che scrive e dice questa lettera è Adel e viva in questo momento Quindi perché questa lettera è immaginaria questa lettera è immaginaria Perché nell’immaginario può esserci uno spazio che non c’è nel non immaginario l’immaginario può avere una funzione dislocatoria slegatoria non sono del tutto sicuro che questo sia vero e tuttavia io che scrivo questa lettera io l’orca che scrivo ad Adel e io scrivo perché perché perché ci sono delle cose da dire che nello stesso tempo probabilmente non sono cose da dire e dilemma e se le cose da dire siano cose da dire se le cose da fare siano cose da fare e ci sono dei paralleli su questo perché vedi Adel i tuoi vortici mi raggiungono con le loro ondulazioni periferiche non so se periferiche le ondulazioni che si propagano sull’acqua e che forse contengono Il vortice stesso e mi attirano mi attirerebbero verso questo vortice da condividere con te e non è un unico vortice perché tu sei presa in più vortici E non saprei come muovermi in questa acqua vorticosa o forse lo saprai benissimo come muovermi in questa acqua vorticosa lo saprei non lo saprai è difficile anche questa dettatura che comunque è un esperimento è un esperimento come tutto è un esperimento perché la confidenza la confidenza è una di quelle parole così che possono accadere e forse si possono anche cercare ma è come se ognuno pensasse che può essere troppo Oppure qualcuno non lo pensa e va giù di brutto E allora per l’altro Davvero è troppo e c’è questa invasione che comunque che comunque Alla fine non saprei c’è un parallelismo fra tra non so come chiamare l’anima la psiche e il corpo fra la la confidenza e l’orgia tra il mettere in comune le profondità dell’anima e il mettere in comune le profondità del corpo o comunque il corpo Qual è esso sia e l’anima quale essa sia è un parallelismo che poi in mente in questo momento e forse è banale ma anche questo non ci si dovrebbe più badare a questo discorso del banale perché spesso ciò che è banale è essenziale alla fine il nucleo delle cose potrebbe anche essere banale come potrebbe non esserlo e io mi confondo in tutte queste parole Intendo dire che quando ci si avvicina e si mettono in qualche modo a contatto le anime chiamiamole anime chiamiamola psiche chiamiamola in qualsiasi altro modo quella cosa che passa anche attraverso le parole ma non solo attraverso le parole e qui c’è anche un altro contaminazione con il corpo perché passa anche attraverso i movimenti del corpo quando si avvicini quando è possibile quando si è vicini quando è possibile e Se no passa solo attraverso le parole oppure passa attraverso le voci le voci se le voci vengono in qualche modo trasmesso e passa attraverso lo sguardo e quindi la parola si mescola già al corpo già in qualche modo è mescolata al corpo io volevo dire queste cose e allora faccio questa lettera immaginarie questo è una lettera per te Adel e può essere una lettera per chicchessia che sia è ma nello stesso tempo è per te Cioè io in questo momento sto scrivendo a te però il fatto di di non scrivere solo a te cioè di trasformarla in una cosa autistica in una come dicono oggi performance e come dire Non lo so No come una scrittura come una roba come una roba pubblica come quando uno fa una poesia quando uno scrive un racconto quando uno scrive un pezzo da pubblicare anche se in realtà io sto scrivendo a te Questa è una diluizione è una diluizione la diluizione solitamente è una cosa negativa quindi forse anche questo che sto facendo adesso è una cosa negativa è tuttavia se mi è necessaria per riuscire a passarci attraverso Ecco ammettiamo che si tratti come di una di un liquido che altamente urticante difficile da attraversare Allora diluendola forse lo posso attraversare e questo verso tutti e anche se in questo momento sto scrivendo a te Adel io lo Orta che sono vivo e quindi lo blocca non forza non ho detto oltre Insomma non riesci a scrivere l’orca l’orca l’orca come Garcia Lorca Però io non sono versi a loro che sono soltanto loro Orca Ma se io dico soltanto loro che tu scrivi qualsiasi cosa ma ma non quella giusta però si è capito comunque che io sto scrivendo scrivendo ad Adel e sono Lord e stavo dicendo che non è possibile Scurire qualsiasi cosa è tutto sbagliato quello che scrivi non sei una buona dattilografa non sei una buona da chilografa è pazienza bisogna adattarsi E chilografo che cosa cosa stai scrivendo scrivendo e comunque io cosa stavo dicendo io piuttosto stavo dicendo cosa stavo dicendo in un certo senso scrivendo io in questo momento e che questa confidenza Ecco appunto lo scrivere anche quando scrivono le poesie io lovesca scrivo poesie io non so perché tu non riesca a mia dattilografa a scrivere l’orca l’orca l’orca No non quel pazzo Quello che c* non pazzo patchosso” Adesso hai capito qualcosa anche che non si può scrivere ma io non l’avevo mica detto E tuttavia vabbè andiamo avanti Non perdiamoci in queste sciocchezze dicevo che questa confidenza del dell’anima chiamiamola così chiamiamola così e del corpo chiamiamolo così chiamiamolo così che poi è anche Uno dei temi di alto rischio uno dei temi di no non va bene i nomi propri è impossibile però è curioso perché io dicevo io io ho detto prova a ridirlo Antonella Chio terrorizzata ti sei fermata ti sei fermata Chissà se Adel può capire di chi sto parlando Antonino Antonino Antonino avataudì Antonino charleroidi nohaven taddy No no Evidentemente i nomi propri gli fanno impazzire lasciamo stare io tanto che tu sia riuscita a scrivere il nome della destinataria Adel Eh sì questo riesce a scriverlo E questa confidenza dei delle anime dei corpi e è una cosa che non sai mai se stai invadendo o se stai perdendo un’occasione perché stai Stai rimanendo troppo indietro ecco si può fare una Non lo so è c’è Una analogia fra una confidenza generale di di anima di discorsi e e logo già Loggia già ora già no ci sono delle parole che tu non riesci a scrivere una orgia una orgia però Finalmente sei riuscito e adesso avrei fatto due volte perché non è una parolaccia lo so che tu mi metti di essere rischi quando ed è assurdo perché tu sei la mia dattilografa se la mia identità che scrive per me in questo momento non non c’è un altro qui non ci siamo solo io e tu questa detti lograta inesistente che però eh Ogni tanto va bene non importa quello che stavo dicendo e quindi scrivendo è che uno magari cioè uno magari cioè io sento un’attuazione verso dei votici e sento delle percezioni così come tu Adel hai delle percezioni su di me su miei stati di tensione o anche di ipertensione o anche di essere contemporaneamente inerte ed effervescente come io in effetti sono e come Forse in qualche modo anche tu sei nei tuoi vortici E allora io vorrei avvicinarmi a questi voti anche per capire per capire per sapere più che per capire per condividere in qualche modo questo vorticare se ti se ti è buono o cattivo ma anche questo non ha senso insomma non lo so appunto non si può e occorrerebbe vorticare insieme per poter capire i monopiedici vortice è una parola che i vortice vortice è una parola che ho usato spesso anch’io fin down fin da giovane Insomma Perché diciamo che Il vortice e dà un’idea nel vortice affondi e solitamente anneghi se è un classico vortice un Gorgo nell’acqua Tuttavia io ho anche immaginato che ci possa essere uno sbocco o anche intitolato un libro così un mio libro si intitola allo sbocco del vortice un libro di un po’ di anni fa come sei arrivato in fondo a questo vortice questo Borgo che poi è una parola che è molto presente Gorgo non Borgo no e molto presente in letteratura con sensi positivi e negativi li avevo messo anche in esego in erba qualche mia eseguendo esedragon esegualò is Erg esego e niente non ce la possiamo fare no niente Tu scrivi esempi manca una R Eh no vabbè niente lasciamo stare e questo è anche un invito forse a non moderare in qualche modo a moderare i termini ma in questo in un senso un po’ improprio e come dire in proprio E come dire Ecco cosa stavo dicendo mi perdo anche un po’ in questa in questa in questa maniera è che ecco allora uno dice ma c’è uno suo e poi io perché sì anche questo dire uno così e un altro diluizione è un’altra E le vigliaccherie chiamiamola vigliaccheria più che diluizione e ed è paragonabile con con la confidenza da lanciare verso l’altra persona verso le altre persone mi venivano in mente un qualche esempio qualche esempio anche corporale perché questo credo che noi lo sappiamo e lo sappiamo Tu Aden lo sai Anch’io lo so io l’ho rotta è l’orca l’orca l’orca Lorca Locke come Garcia Lorca come Garcia Lorca niente l’unico modo perfetto da scrivere a metterci prima a Garcia ma io non sono avversi a loro che io sono soltanto loro Eh ma a quel punto loro va bene niente va bene così Non preoccuparti Non preoccuparti latino con la famiglia Eh dattilogra la famiglia tattilografa mia Vabbè non lo so eh Ci sono delle parole che non conosci delle parole neanche strane che inventi E beh ecco succede sia per due persone forse fra due persone più importanti ma poi succede anche in un gruppo per questo lo paragonava anche a loro già Ah ah ah odio in campo sessuale si chiama orgia e quindi Eh vabbè niente Sì forse adesso l’hai scritto nei mento in altri campi si chiama approfondire una profonda confidenza attraverso metodi vari che poi i metodi non esistono il metodo è stare vicini e constatare se accade Ma c’è talvolta come un timore per cui ciascuno teme che l’altro sia invaso d’altro come dicevo prima Questo è realistico pensarlo perché succede di invadere anche tu Adel mi hai detto una volta che qualcuno anche quel quella ragazzo che sei venuto a trovare che ti ha ospitata nella mia città e mi dicesti che era stato a un certo punto Chi era venuto un po’ come un cavo amato in una carro armato come in una confidenza eccessiva improvvisa Ecco questo può può accadere su tutti i piani di anima e di corpo e il dosaggio è praticamente impossibile Io mi ricordo una volta perché questo forse è una scemenza Ma c’entra un po’ con il tema che dicevo prima della possibile orgia Il ritorno una volta che in una casa di di montagna mi ricordo una volta che in una casa di montagna eravamo due ragazzi e due ragazze non propriamente Nel senso che io In verità avevo avevo 48 anni e quindi forse il ragazzo non tanto ma è rispetto ad adesso che io sono molto vecchio E comunque non importa Eravamo quattro persone due maschi e due femmine una cosa classica una doppia coppia e io ero diciamo momentaneamente in coppia con una delle ragazze e il mio amico era in coppia con una con l’altra delle delle due ragazze e che erano anche amiche fra di loro così come eravamo amici No in quel periodo questo mio amico era molto amico poi come a volte succede Si è disperso succede e la morte non è l’unica cosa anche se è anche sulla morte era cosa più irreversibile di tutti ma ci sono altre altre altre case allontanamenti che forse hanno senso forse non hanno senso forse è una questione di spazio perché non ci potrebbe io patisco molto l’allontanamento io patisco molto la perdita l’abbandono e questo lo so che lo patisco nello stesso tempo a volte mi dico che se nessuno mai mi avesse abbandonato e se non avessi mai perso niente Non come potrei vivere non ci sarebbe forse l’orlo lo spazio per tutte queste cose Se tutte fossero rimaste eternamente nel piccolo pure eterno della mia vita Ciò nonostante io desidero che le cose rimangano eternamente questo lo desidero e sei contraddittorio non ha nessuna importanza Comunque per fare questo piccolo esempio in questa casa di montagna e io non ho esperienze di sesso di gruppo Ho avuto una vita sessuale a un certo punto anche soddisfacente molteplice ma con una donna per volta ehm c’è anche contemporaneamente nel senso di simultaneamente Ma non insieme in un luogo mi capisci No cioè magari avevo rapporti con tre o quattro donne ma una volta con una con l’altra con l’altra in in orari diversi quantomeno se non in giorni diversi e quindi Questo era accaduto un po’ particolare perché ad un certo punto ci stiamo messi lì in questa camera io e la ragazza con me da una parte lui è una ragazza con lui dall’altra parte e l’abbiamo fatto ciascuno semplicemente quello che fa una copia Cioè abbiamo alla fine s* Dopo aver cominciato a limonare ovviamente tu mi metti lì asterischi dattilografa E quindi cosa doveva fare degli eufemismi È incredibile Questa cosa che tu mi metti degli asterischi delle parole comunissimo soprattutto è incredibile che tu lo faccia mentre non Stiamo comunicando con nessuno mentre stai semplicemente scrivendo ciò che io architetto e quindi io potrei anche licenziarti per questo perché non io architetto Io ti detto io ti ho detto No è diverso no è diverso e quindi se non posso dire s* che che fradato che fra l’altro è un verbo Che significa anche delle altre è un verbo Che significa anche delle altre cose se per esempio adesso casa mia è veramente molto sporca e mi vergogno un po’ della mia casa ma sono un po’ depresso un po’ inerte e in casa mia Avrei veramente bisogno di s* per pulire la casa ma tu non me lo scrive neanche in questo neanche in questo caso qui quindi dovrei usare degli eufemismi anche quando non ci sono gli eufemismi cioè io infatti io dovrei dire che io e quella ragazza in quella stanza insieme con il ragazzo con l’altro ragazza era intrattenevamo ciascuno ciascuno ciascuna delle due coppie intratteneva un rapporto sessuale normale e così si può dire non sono normale Nel senso che abbiamo cominciato a limonare si può dire aveva cominciato a limonare e poi e poi abbiamo avuto adesso aspetta per cui sicuramente p* e non me lo scrivi Infatti E poi abbiamo passato siamo passati a un rapporto orale e poi ha un rapporto genitale genitale si può scrivere Sì genitale si può scrivere quanto tempo fai perdere però così ma il nucleo di questa questione era che a un certo punto non era una orgia Cioè non era sesso di gruppo ma per ragioni anche pratiche perché avevamo quella stanzetta lì in cui starne farlo e così senza stare accanto erano due copie e avevamo due copie in una stanza due coppie con due p coppie non Copy due coppie in una stanza che ciascuna coppia faceva l’amore faceva l’amore diciamo così isolante madre comunque io ero abbastanza innamorato della ragazza con me una cosa un po’ forse leggera e volante ma Ma importante Ecco appunto perché poi anche l’importanza delle cose È sempre un discorso un po’ così Eh ma non era questo il punto Il punto era che poteva essere proprio per questa situazione che non è che fossimo a due coppie proprio di geloso fidanzati sposati e abbiamo due coppie anche un po’ estemporanee per quanto in quel momento vuole Non so come dire insomma dai e poi pensato che magari poteva si poteva fare quantomeno uno scambio di coppia poteva essere un’esperienza interessante e ho pensato anche Ecco ho pensato questo Questo è il punto Il punto interessante è questo e che ho pensato che di queste quattro operazioni che eravamo lì che eravamo tutte persone tendenzialmente di aperte e disinibite Come si come si dice no va tutto là la ragazza che era con me era amava molto una molteplicità una molteplicità di uomini Insomma Eh ehm lì in questo paese di montagna Lei abitava in un paese vicino veniva lì insomma E come come si dice delle chiacchiere era stato un po’ con tutti era stata un po’ con tutti Ovviamente questa è un’iperbole Ma le piaceva fare l’amore con molti uomini forse anche lei uno per volta o quantomeno di orari diversi però chi lo sa non è nemmeno detto la situazione poteva anche portare a uno scambio di coppia Io ho pensato quantomeno uno scambio di coppia se non proprio a una nuova luce e io ho pensato anche a me piaceva l’altra ragazza ma penso che anche tutti e quattro in qualche modo ci fosse questo un piacimento e ho pensato che forse ciascuna delle quattro persone magari ha provato questo desiderio di fare questa esperienza e ciascuna delle quattro persone ha pensato fra sé e sé ma gli altri tre le altre due persone sicuramente non saranno d’accordo e se io propongo una cosa del genere è una cosa terribile Magari è ciascuna di queste persone e questo ha rinunciato a proporre una cosa che magari anche le altre tre invece desideravano e anche le altre persone cioè Ciascuna persona lo desiderava e ha rinunciato a dopo poco Perché temeva che le altre persone che venissero portate non desiderandolo Assolutamente no a loro volta e questa è una cosa corporale ma comunque le cose corporali sono importanti perché poi in questo caso si mescolano no che c’è corporale fino a un certo punto corporale Ma c’è anche tutta la psiche il livello di confidenza e a volte c’è un’interazione fra queste due cose nel senso che ci può essere uno scatto corporale che fa fare uno scatto di psiche confidenza e viceversa non si capisce mai bene cosa cosa arriva cosa arriva prima no ecco sicuramente sono liberazioni anche Liberazione che di vario tipo non lo so mi vengono in mente varie esperienze però devono essere nascosta di questa lettera che direttamente ha dele e non è ehm non è il caso di raccontare tutta la mia vita che potrebbe anche essere un po’ noiosa benché poi lei esperienze siano quelle su cui poi ci si può basare anche meglio per esemplificare per fondare dei dei discorsi e così mi veniva in mente ancora una mia amica che era una ragazza molto timida chiusa e poi si è sposata Vergine si è sposata vergine non vero cinese vergine No non vedo il cinese Beh è diverso vergine da vero cinese ok sì Volevo dire vergine Questa in fondo sia una parola che forse un po’ una parolaccia sotto certi aspetti però questa non mi metti lì asterischi e e quindi Eh poi ha avuto una bambina e poi dopo un po’ verso verso i 30 anni in realtà forse neanche 30 perché aveva fatto tutte queste cose Da molto giovane e si sia lotta di queste situazioni insomma no sì no lotta stop le palle rotta Vabbè non lo so comunque si è stufata E ha cominciato ad avere degli amanti insomma ma anche con una certa razionalità cambierà una ragazza che poi in realtà è una ragazza anche pratico una volta vinta la sua timidezza e quindi ho cominciato ad avere degli amanti e ha cambiato in questo senso la la sua vita almeno in qualche misura della cambiata che una volta mi confidò di avere due importanti fantasie sessuali le fantasie sessuali sono importanti e a volte anche difficile confidando e già confidate le fantasie sessuali Infatti me le confidò dopo che avevamo già più volte è s* l’avevamo già più volte s* tanto Adesso vi si capisce anche se metti gli ex che rischiavamo s* eh avevano scoperto e dopo e dopo un certo numero di s* mi confidò queste sue aveva varie fantasie sessuali ma due principalmente che l’avevano accompagnata fin da da quand’era ragazzina e che probabilmente uno psicologo troverebbe dei sensi anche in contrapposizione al suo puoi essere timida e sposata vergine e così ecco insomma no e le due erano una di queste fantasie era avere una doppia penetrazione avere una doppia penetrazione e quindi rimane una doppia penetrazione l’hai scritto giusto l’altra parte la fantasia Eva di fare del sesso non Eva era l’altra fantasia era l’altra fantasia era di fave del sesso a pagamento cioè essere pagata per fare del sesso cioè E cioè essere fare la prostituta si può scrivere Sì l’altra parola è più semplice no Quindi dobbiamo ripiegare io avrei voluto dire p* avrei voluto dire p* che si capisce anche coi tuoi c* di asterischi si capisce lo stesso cosa credi e Ma la cosa bella di questo perché le fantasie sessuali le possono avere anche le persone più timide Anzi forse le persone timide le hanno dove sia raccontare io tutte le mie e magari dovrei raccontare io tutte le mie Magari proprio a te Adel e che sicuramente ne capiresti cioè capirei che non ci sia più niente da capire ma non saresti io optata da questo da questo non sei sicuro la patata urtata Ma che patata vuota non saresti vuotata non sapresti urtata non saresti ovattata ma santiddio non saresti World tata ma credo che si sia capito Insomma che io magari ho anche un aereo e un po’ arrotata una erbe una R una r r si può darsi che Cinzia anche il fatto che ora è un po’ difettosa e Cinzia non so chi sia e adesso stiamo un po’ degenerando e il fatto interessante è che questa ragazza come non era quasi immaginabile poi riuscì a realizzare queste due fantasie Un po’ di tempo dopo quando già non ci vedevamo più tanto ma mamma me lo raccontò e riuscì a realizzare la prima Un po’ grazie alla seconda Insomma perché nel paese in cui viveva non era così facile trovare due maschi pronti a fare una doppia penetrazione a una ragazza del paese Insomma era una cosa un po’ complicata e allora lei trovo Insomma attraverso un’amica Insomma varie cose vari passaggi trovò in un paese di stato una ventina di chilometri una una tipa che organizzava appuntamenti Insomma una potremmo dire ruffiana si può dire offiana sì eh che devo organizzare gli appuntamenti a pagamento c’erano anche delle difficoltà economiche e quindi realizzare la fantasia sessuale fu anche utile da un punto di vista pratico E questa ruffiana riuscirà a presentarla bene nel senso che c’è un certo tipo di clientela che gradisce che che la la la la puttanazza della parola più giusta e umana da dire visto cosa c* mi hai scritto cioè non mi scrive p* e poi mi scrivi puttanazza ma non lo so Ma sei scema da chilografa E vabbè se non scrivi neanche dattilografa No invece di sì Adesso l’hai scritto che poi vedi come vedi com’è il patriarcato Vedi com’è è il patriarcato Anch’io sono contaminato dal patriarcato D’altronde dalla nostra storia perché mi è venuto spontaneo dire dattilografa cioè tu in questo momento che in realtà sei un programma di computer ehm di scrittura vocale che ho chiamato dattilografa e non dattilografo e questo è frutto ovviamente di una società patriarcale in cui l’adattilografa era normalmente una femmina la classica gatti Logan faceva anche la stenografa la stenografa c’era E vabbè E quindi e quindi riusciva più l’entrata bene che c’era una soprattutto in quella regione adesso non andiamo a troppi dati va bene che questa è una lettera immaginaria però e quando prese un certo giro Diciamo con questa clientela che Gradiva La La La La La signora della porta accanto Insomma quella della signora del paese accanto Insomma viene presentata per quello che in effetti era cioè una una giovane moglie sposata trasgressiva No in realtà questo funzionava fino a un certo punto perché poi comunque era poi sempre sesso a pagamento e però insomma lei simpatica poi soprattutto probabilmente ebbe successo con questa ristretta qui intelletto Ma l’hai stretta politica più o meno rispetto ai tempi clientela perché comunque le piaceva a farle era appunto la realizzazione di una sua fantasia oltre che un guadagno e quindi era abbastanza buona come situazione e a un certo punto la la la la ruffiana riuscì a organizzarle con due tipi adatti con due tipi adatti una doppia penetrazione quindi due quindi ebbe una doppia penetrazione con i due penetranti paganti quindi il massimo Insomma proprio la fusione delle sue fantasie con i più un guadagno concreto perché i soldi non erano immaginabili quindi la fantasia Sì ma poi portava a casa dei soldi non sono mai capito se alla fine il marito lo sapesse probabilmente a un certo punto Sì ma questo ma questa non c’entra Ecco stavo parlando delle fantasie sessuali no e e quindi del della questione che che analoga e analoga a quella delle fantasie mentali Forse sto dicendo una banalità Ma ripeto Ve l’ho già detto mi ripeto anche La banalità e il fare dei passi avanti con con la confidenza e come Ruffa dei fare dei passi avanti con con le mani sul corpo non so in un certo senso e c’è un momento un momento in cui Bisognerebbe Bisogna bisogna Bisognerebbe bisogno Cioè se uno riesce Bisogna capire se è il momento di dire una cosa profondamente confidenziale magari anche una cosa che turba magari una cosa anche raccontare una cosa di Seo fare una domanda sull’altro che che che turba e che è fuori luogo oppure che invece è molto in luogo Cioè è proprio il momento Anzi è il momento che che approfondisce l’amicizia che fa diventare il rapporto migliore e quindi se non lo fai sbagli se ti trattieni sbagli e però non lo sai magari invece Sbagli se non ti trattieni bisogna vedere che livello si evita anche vedere quanto l’altra persona è in grado Nel caso tu sbagli di rimediare in qualche modo No cioè di riaggiustare la cosa Insomma è complicato questo espandersi di confidenza psichica sentimentale Mentale Ma è paragonabile a capire quand’è il momento proprio per dire una cosa quasi volgare che poi la parola volgare è una parola abbastanza terrificante in Cosa vuol dire volgare e ma per stabilire è venuta così per fare un paragone e Come capire quando è un momento in cui puoi mettere una mano semplicemente mettere semplicemente una mano a fare le cosce di una donna di una ragazza e io questo non l’ho battuto molto nella vita perché non l’ho mai capito bene e secondo me almeno un centinaio di volte si beh Forse esagero parecchie volte dall’adolescenza dal giovinezza anche un po’ dopo e non ho avuto il coraggio di metterla questa mano fra le cosce e così come non ho avuto il coraggio di dire delle cose che invece magari andavano dette e stabilivano un buon rapporto e Ce chi capisce molto meglio queste ciechi capisci molto meglio queste cose e non come dire non necessariamente si tratta di persone come dire più in gamba più più sensibilissime e più anche più buone buone posso usare questo aggettivo non mi metti di asterischi in realtà dovresti mettere l’asterisco più alla parola buono e cattivo che è la parola p* perché eh buono e cattivo sono due parolacce in fondo Sai non è così semplice Eppure a volte si usano così come si usavano parole come amore di libertà ho detto sì uvano si usano non si usano Ma che c* scrivi l’umano Vabbè credo che Adel credo che Adel capisca ugualmente e cosa stavo scrivendo cosa stavo dicendo Ah sì Io per esempio ho avuto una sera ma questo non molto tempo fa quindi già l’altra persona adulte persone adulte non è un ricordo di quando ero ragazzo stavo in un locale c’era un tipo che conosco un artista diciamo Ma insomma boh e che si è seduto su un divano accanto a una che fa l’avvocata l’avvocata nonché questa abbia importanza comunque e non si conoscevano poi anche chiesto perché qualche volta ho avuto anch’io chiedere ho chiesto poi a una tipa del Insomma secondo me erano amici riconoscono così no c’era una cosa c’è una lettura Insomma un incontro culturale di questi qui è stato anche abbastanza un po’ noioso diciamo come spesso questi incontri sono anche noiosi e c’era venuto anche questa avvocato una giovane donna bella è anche intelligente e direi che fa dei discorsi profondi profondi respirano seduti lì ci sono delle sedie per poltroncine di Olivetti e questo signore non con livelli vecchi divanetti divanetti vivatti ecco E questo Insomma sui 50 anni è abbastanza noto come Vediamo se come tombeur de Fam Maometto un tombeur de Fam un momento non so cosa c’entri Però più o meno sei capito più o meno si capito Quindi sì abbastanza con questa storia di essere capace appunto di fare questo di capire Forse queste cose Proprio non capire e a un certo punto questa ha cominciato siano conosciuti Lì c’erano seduti per la prima volta venne anche della stessa città avvocata E lui ha cominciato a toccarlo cioè proprio lì non potevo non vederlo e osservare la seduta davanti e questo mentre era tutti lì ha cominciato a toccarla ma toccarla ad abbracciarlo una mano sulla spalla e poi appunto la famosa mano fra le conoscenze che tra l’altro era un paio di persone nel locale anche un pochino imbarazzante devo dire però a vedere questo questo approccio un po’ spinto però Lui giustamente se ne fregava giustamente se ne fregava perché lei è Gradiva e lui deve avere capito che lei in qualche modo creativa anche se l’aveva Appena conosciuta infatti lei e poi se ne se ne andavano a casa a casa di lui che fra l’altro abitava lì vicino e si fecero sicuramente immediatamente una bella s* così tanto ormai Eccoli asterischi si capisce lo stesso e quindi perché ho fatto questo paragone perché perché c’è Chi c’è questo non è non è una cima diciamo noi cioè nel senso Voleva mancare di rispetto non un artista che fa delle cose non profondissime Ecco però evidentemente C’è un talento c’è un talento nel capire quando puoi mettere la mano fra le cosce quando invece no perché anche pericoloso perché se invece non lo capisci e lo fai quando non lo dovresti fare come minimo c’è un litigio una reazione violentata poi si può arrivare anche una denuncia per molestie e invece se è il momento tu l’hai capito Anche se questa persona lei conosciuta da 15 minuti e allora la barba molto bene e va molto bene e quindi e quindi questo probabilmente succede anche con Con tutti i tipi di confidenza Ecco diciamo così e quindi niente quindi e quindi perché lo scrivo a te Adel per perché con te sento una forza e attrazione confidenziale Ecco una forte forte attrazione confidenziale chiamiamolo così forse anche una forte attrazione in generale che però quasi non mi permetto di dire Appunto perché non so se è troppo anche se poi Siri non significa non significa che io vorrei in questo momento salutarti addosso ai tuoi guadagni in questo momento mettersi una mano a fare le conosce e non è questo il una mano fra le cosce Sì si può scrivere No a fare le riconosce però a volte tu dattilografa hai delle interpretazioni perché io ho detto una mano fra le cosce Giusto giusto E tu hai scritto una mano a fare le conoscenze in un certo senso non hai tutti i topi adesso hai scritto un’altra cosa ancora ma comunque tante poi è una cosa che serve per conoscervi neanche un po’ conoscere la prima e quindi c’è una situazione di condivisione di vortici in generale dove però la la la componente robotica è importante come sappiamo non robotica Dai questa è proprio brutta eh rotica erotica erotica Oh ce l’hai fatta No perché c’è il posto di erotica mi scrivi robotica e proprio brutto molto brutto davvero o chissà magari c’è una filosofia anche dietro questo dietro la detti local Fabio attuale E sì vabbè abbiamo tirato fuori anche un Fabio e non lo so questo proprio da dove salti fuori fuoco e quindi dopo determinate erotica che cerca praticamente sempre ehm forse c’è fra tutti gli individui anche al di là del genere perché c’è comunque una percezione corporale poi eh io quando sto bene con una persona in qualche modo sto bene anche con il suo corpo che non significa che che si facciano degli altri sessuali però c’è comunque questa componente fisica e quindi teorica A volte anche complicata e va detta e D’altronde sono percorsi complicati che che a volte cominciano e poi vanno avanti adagio adagio se hanno il privilegio di poter andare avanti Cioè se il privilegio consiste nel fatto che si stia vicini e quindi nel fatto che si voglia stare vicini ma in un certo senso anche che accadano tu quello che tu abbia del mi capisca che è una cosa che si che tu Aden tu Adel tu ami capisca e vabbè dati lografo ogni tanto ha proprio i numeri e mi capisca perché mi viene l’esempio l’esempio con con una ragazza che chiameremo di questa lettera immaginarie è triste lamm Tristan not listvan facciamo Tristan non era quello facciamo anche triste dai No triste tu Istant è troppo complicato Guarda chiamiamo la Nina che è la chiamiamo Nina Nina Cioè non ha molto senso ma direi con dei nomi complicati non ce la puoi fare cara la mia dattilografa e quindi con una ragazza le chiameremo Nina c’è stata tutta un percorso anche con delle pause ma pause non troppo lunghe che ha portato a un avvicinamento psichico mentale di vicinanza di anima e parallelamente anche fisico con molte esitazioni e D’altronde il lei il discorso di questa esitazioni il momento del della prima volta letto insieme in cui non abbiamo fatto sesso ma siamo stati per la prima volta a letto insieme aveva addirittura messo in una poesia tu lo sai che tu sai Adel che io lo Lorca io Lorca faccio faccio le poesie l’ho messo l’ho messo nel proprio descritto in una poesia che dà la poesia che dà il titolo al mio libro più recente Insomma facciamo queste cose abbiamo in comune meglio fare queste cose in qualche cioè facciamo dei libri tu Adel hai fatto dei libri Io l’ho fatto dei libri forse non è la cosa più importante che ci avvicina però è anche una corda perché probabilmente anche fare dei libri vuol dire eh vuol dire vuol dire avere l’esigenza di buttare fuori tirare fuori dando una una veste di parole poi sulle parole C’è tutto un altro discorso da fare è Comunque immaginavo una Una mia fantasia che più che una fantasia è una specie di come come Pensare come potrebbe accadere come sarebbero le elezioni cioè perché se noi ci vedessimo Ma io a un certo punto mi sono immaginato steso in steso su un tappeto da un po’ può essere i dettagli non sono importanti ma ho immaginato me stesso steso su un tappeto e ma in cui magari noi stavamo chiacchierando venivano fuori anche delle cose profonde e tu a un certo punto così anche senza dirmi niente mentre io sono steso sul tappeto così comodamente steso sul tappeto e stiamo chiacchierando tu che mettiamo Hai una gonna indossi una gonna e non le mutande e tu ti accovacci vieni vicino a me Ti accovacci su di me ti accovacci sul mio volto poniamo sul mio collo insomma vai sul mio volto che ti accovacci sul mio volto e mi piscio in faccia e mi piscioli per pisci mi pesci tu mi capisci tu mi dici in faccia tu mi manchi anche tu capisci tu mi dici filosofo queste dattilografo Perché in effetti dopo che dopo che mi pisci in faccia secondo me cambiano delle cose Adesso l’ha scritto giusto cambiano delle cose in qualche modo cambiano delle cose Ho immaginato come al solito essendo io terribilmente timido un qualcosa che potresti fare tu nel momento qualsiasi siamo vicini Siamo in un posto Io sono disteso e tu improvvisamente mi mi mi piscine in faccia e da quel momento in poi e secondo me cambiano delle cose e cambiano la mia fantasia cambiano il meglio nella mia fantasia cambiano in meglio Ovviamente in un’altra situazione potrebbe cambiare impegno cioè in lui di un’altra situazione potrebbe incazzarsi come una iena e io so che anche se non è non ho molta questa esperienza forse anche per questo o fantasticato immaginato qualcosa di cui non ho particolare esperienza perché con le donne con cui sono stato Bisogna dire che abbiamo fatto del sesso abbastanza normale per lo più una volta una volta una mi ha praticamente un paio di volte quasi annegato annegato nella sua f e annegato nella sua essersi rischi Ma si capisce accovacciandosi Appunto su di me così però non ha pisciato mi ha lavato la faccia mi ha lavato la faccia con i suoi umori che è stato molto bello eh con i suoi umori i sapori e odori era molto acquea molto acquosa che è bello che fosse così e passandomi la f* sul viso più volte mi ha praticamente lavato la faccia come le sue amo loro se sei carenzioni ecco amorose secrezioni vedi che ce la puoi fare Devo parlare lentamente amorose secrezioni mi ha mi ha lavato la faccia Però non mi ha proprio pisciato Un’altra invece una volta pisciato ma mi ha pisciato sul sul ventre il picchiato sul vetro in un modo quasi un po’ involontario Infatti poi si è scusata lo fa perché sei scusata non era il capo si sia scusata per il materasso più caldo effettivamente poi perché ha mollato una pisciata veramente oceanica Si vede che ad un certo punto lei è partita e poi vivere asciugare il materasso è stata una cosa abbastanza lunga ma io in realtà ero contentissimo poi a me piace che il materasso Io sono abbastanza non sono molto igienista lo ammetto e che il materasso ad essere macchie e tracce odori Un materasso che ho cambiato quando quando venne ad abitare con me Nina Nina ma non fu quello il motivo è che si era sono coincidenze interessanti in realtà poco prima che venisse ad abitarla quindi hanno fatto in tempo a stare su quel materasso prima di lei ancora altre due donne ma perché si era completamente sfasciato Insomma dopo 23 anni Sì perché lo presi quando avevo quando no vent’anni Perché diciamo il vento dopo vent’anni non ci sono più i materassi di una volta insomma puoi metterci una volta c’erano materassi che duravano un secolo Questo era un materasso a molle ormai le molle stavano uscendo e non piacevole non era piacevole ogni tanto magari ti ritrovavi una molla nel c* e questa non era piacevole quindi mi decisi a cambiare questo materasso e sul materasso precedente quello di materasso presidente aveva molte tracce di varie cose da dal piscio di questa ragazza di sperma chiaramente è un po’ di sangue questo vale un po’ di sangue messo di sangue mestruale ce l’hai fatta di sangue megmail.com lo so questo può anche essere anche questa è una con una confidenza nel senso che a me non ha mai fatto schifo fare sesso con donne e con mestruazioni in mezzo ad altri pare che faccia schifo e poi ci sono ci sono delle religioni che lo vietano dei giorni vietano tutto quindi delle regioni che abitano lì già vietano tutto quindi però mi è sempre incuriosito ‘sto fatto che è il sangue mestruale vengono associate delle delle cose anche terrificanti o e penso che su questo tu tu Adel mi capisca perché perché sì hai fatto anche hai fatto una volta anche un video con il tuo sangue mestruale e interessante poi noi siamo abbastanza siamo abbastanza matti che diciamo così matti per capirci tu e io che facciamo queste cose insomma anche le poesie sono una cosa matta e lo scrive e anche tutto il resto il fatto che tu abbia fatto un video con il tuo sangue mestruale mi fa intuire però le mie intuizioni non sono mai sicure e che io sono insicuro questo lo dichiaro e che tu abbia con il sangue mestruale è un un rapporto che in qualche modo io posso capire che non significa che non significa probabilmente che potrei in un modo tranquillamente s* mentre tu hai le mestruazioni perché Innanzitutto non probabilmente non possiamo tranquillamente s* in nessun pranzo ehm Vabbè comunque la mia fantasia era di una cosa che mi è successa poco perché forse volevo immaginare appunto qualcosa di nuovo cioè con che effetto mi farebbe se tu no una che uno chiunque non una qualsiasi Ma se tu Adel mentre siamo lì che chiacchieriamo Io sono magari sono disteso potrebbe essere anche sul divano Sono distese una posizione tale per cui tu ti accovacci su di me poi tu mi sembri abbastanza facile quindi riusciresti ad accovacciarti su di me forse in qualunque posizione io fossi e niente improvvisamente Mi piscio in faccia sbaglia sempre la persona da di loro perché pisciarmi faccia da solo non so come A parte che è abbastanza complicato Ci vuole un po’ di contro opzionismo Vabbè comunque si capisce lo stesso con contorsionismo contorsionismo Hai capito sì non controllalo opzionismo e quindi cosa c’entra tutto questo che intanto è un Probabilmente sto dicendo scrivendo questo anche proprio per una forma di sblocco erotico No per poter dire con te Adel babbo anche di queste cose erotiche ma non le cose erotiche parlo non babbo parlo di queste cose vecchie ma non le cose erotiche dei video delle poesie Mah eh in questa lettera immaginaria tra te e me cioè fra Adel e l’orca e lo sapevo che non ce la faceva scrivere vediamo se c’è da fare una volta Adel e l’orca No credo che anche questo potrebbe essere psicologicamente interessante È l’uomo l’uomo come Orco è un tema molto interessante e che molto dibattemmo con Nina Perché era difficile non essere l’orco però qui e adesso mi piacerebbe che riuscissi a scrivere una volta i due nomi vicini Adel Lorca Oh incredibilmente ce l’ha fatta non adesso non non prova una seconda volta prendiamo per buono che è riuscita una volta a scrivere i due nomi vicini e quindi il succo di tutto questo è che poi ehm ehm Questo potrebbe dare delle sensazioni Io credo piacevole che poi anche lì Mi sta piovendo Che cosa c’è di piacevole se lo analizzi non so senza analizzare nel fatto che uno ti piscio in faccia non però adesso tutte le cose aromatiche il piacere erotico si nel corpo le zone le zone comunque Insomma si fa un po’ di tutto l’olio oppure anche di niente e comunque immediatamente questa cosa che noi siamo distesi e tu mi fai questo questo atto che psicologia può essere interpretata in mille modi di dominazione potrebbe fare fare schifo potrebbe però io in realtà non è una cosa che cioè non è una cosa che ho mai veramente desiderato anche perché sennò con alcune con qualche donna con cui ero entrato in una maggiore confidenza erotica Avrei anche potuto chiederglielo anche se io sono abbastanza bloccato e anche nel sesso anche quando faccio sesso quando ho fatto perché adesso al presente non sta succedendo da un bel po’ di tempo ho sempre avuto molta difficoltà a chiederlo sempre lasciato che le cose scorresse e forse forse anche bene così ma non è mai tutto bene tutto male magari in certe circostanze Non sarebbe neanche sbagliato chiese Senti per favore mi capisci in faccia bello a questo capisci al posto di pesci comunque va beh insomma sai come se fossi deciso poi tutto questo ma spero che si decida di abbastanza bene e la sinistra sono state però siamo abbastanza lontani e io non vuole la minima idea del Ecco cosa è proprio questo la valenza dell’esempio io non ho la minima idea se a te potrebbe farti piacere e pisciarmi in faccia Cioè Eccomi venuto in mente quella cosa che hai raccontato in una cosa scritta pubblica un conto ma che poi ha raccontato mi era raccontato anche più privatamente quindi deve essere una cosa vera di una di una volta che hai che hai cagato in mare e poi qualcuno ti ha ehm Chiara ha leccato il c* diciamo ehm pulendola anche facendoti un bidet insomma Beh sì Non lo so francamente con la me m* Eh boh non lo so vedi come tu dai tutto abbastanza complicato no no sono convinto che a livello di piscio non Cioè a me piacerebbe tutto sommato credo che mi piacerebbe se tu mi pisciarsi in faccia mentre probabilmente avrei più difficoltà a farlo io a te Cioè Potrei farlo io a te e lui forse davvero dovresti davvero proprio chiederlo esplicitamente perché altrimenti credo che non avrei il Cioè non sentirei mai la sicurezza che fosse una buona cosa per te Ecco Insomma è una cosa piuttosto comune complicata qui tutta questa complicazione che c’è nel sesso e che di cui parlandone adesso mi sono anche un po’ sfogato di componente aerobica e però parlamente sì aerobica erotica e parallelamente la mente e cioè in tutta in tutta l’altra parte della variazione della parte psichica io non riesco Non riesco a liberarvene neanche quando ti scrivo le lettere e ed è una cosa che comunque non ha una soluzione se non con dei passi con delle intuizioni con delle varie intuizioni Il percorso ripeto con Nina è stato veramente molto particolare D’altronde quella con lei È stata un’esperienza che a me sembra eccezionale cioè sicuramente è stata eccezionale per me e credo anche per lei perché c’è stato questo avvicinamento o quasi miracoloso con le dosi giuste almeno per circa un anno no con gli scontri con tutto ma con un progressivo entrare l’uno dell’altro in tutti i sensi e poi però nulla mai Basta Nel senso che poi sia rotto tutto si è rotto tutto in ogni caso c’è stata l’allontanamento hanno prevalso altre cose che a volte per semplicità chiamo i demoni in lei i demoni in lei e mai è molto semplificante Questo demone in lei adesso sto leggendo mille piani di Let’s gottari e scrivere il nome di questi due autori vediamo delle Muse delle Muse No delle Muse uattari in guattari Sì però col titolo mille piani e sottotitolo capitalismo e schizofrenia eh capisce si capisce di che libro si tratta e c’è quindi che cosa c’entra E beh c’entra che questi che si possono chiamare molto semplicisticamente demoni sono dentro ma vengono molto da fuori sono Insomma sono il potere Insomma il capitalismo sono e sono la famiglia sono possono essere qualcuno in particolare ma è tutto ciò che ci circonda e ci schiaccia e a cui spesso diamo una mano noi stessi Cioè ci schiacciamo anche da soli e la modalità della morte di Mina che tutti possono dire che è lei che è lei che si è uccisa e questo sì si può dire un dato ma la mano che l’ha uccisa e si la sua mano che che ha fatto scavalcare la ringhiera del suo corpo ma e la mano di tutto questo che la mando di tutto questo che ci schiaccia e ci circonda e lo rende difficile ogni anche ogni comunicazione Ecco io ho voluto scriverti questa lettera in cui volevo dire un sacco di altre cose ma credo che sia venuta già anche abbastanza lunga poi in fondo potremmo poi tanto se voglio te ne scrivo un’altra no eh Anche se pure lì ho dei freni ma li supera abbastanza cioè dei freni nel senso che se io ti scrivessi 10 pagine al giorno probabilmente saremo un r* non sarebbe r non lo scrive Se ti scrivessi dieci pagine al giorno sarei un importuno in opportune ok e la parola di prima era composta dal verbo rompere E dai testicoli si capisce No escono delle parole che permette di asterischi delle parole che mette gli asterischi nelle parole questa questa tipa E va bene quindi ho fatto anche questo esperimento di una lettera che io l’ho pensata anche come una cosa da pubblicare per diluire però adesso che sto arrivando alla fine non sono più tanto convinto Non lo so sono forse c’è un estraneo che la legge però una lettera per te sia chiaro ma diluita con il pensarla un discorso anche pubblico forse un po’ come fai tu anche come fai tu in quegli scritti che metti su quel blog diciamo a dire e non stiamo lì e quando dicono non stiamo a dire e come se il mio cervello pensasse Allora da questo poi viene letto da altri e quindi non bisogna mettere riferimenti personali Se invece io avessi deciso che lo leggi solo tu si possono mettere tutti i riferimenti personali che si vuole E vabbè E non lo so però cosa fare intanto sicuramente loro non mando a te è una lettera per te Adel è una lettera scritta da Lorca ad Padel Adel Adel Sì c’hai messo adesso il padre Cos’è uno sforzo Vabbè Questa è lattilografa fa Cos’è uno sforzo No vabbè bella Sì vabbè insomma E forse adesso li ha dati logo e la fai stanca Può darsi che la dattilografa sia stanca Sicuramente parlo anche troppo velocemente dovrei parlare più lentamente e vero in fondo anche se virtuale Sei una dattilografa e io sono un sono cattivo se parlo troppo velocemente anche perché non sei una stenografa ma una dattilografa adesso stavo parlando con questa mia collaboratrice che scrive le cose ma chiudiamo qui questa questa lettera E beh intanto la mando a te visto che le lettere di campo Ogni tanto le perdono ma poi te ne manderò anche ai cara Adel le lettere di carta perché mi piacciono e sono un po’ più carbali o forse hanno anche il vantaggio della diluizione temporale ci vuole scrivo le chiudo le imbuco e poi arrivano dopo un bel po’ di tempo ma purtroppo a volte il tempo diventa infinito cioè un po’ di tempo va bene ma certe volte invece vedo che non arriva non mai e questo non è non è poi non è bene non è bene e questo invece adesso andrà per le vie delle vie elettroniche e quindi andrà Ciao Adel Un bacio da lotta e lotta ha scritto lotta Ciao Adel Un bacio da Lorca Ah adesso ha chiuso bene Ciao


28 maggio 2024

La bambina che guarda l’oltremare

24 mercoledì Apr 2024

Posted by carlomolinaro in poesie

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libri

La bambina che guarda l’oltremare
scrive un libro poetico politico.

Non è il santino di una sventurata
ma una goccia di sangue sull’ago che intesse
piccoli punti sparsi di colore
sulla sbiadita tela universale.

I bambini di Gaza sul fondo del Sand Creek
confessare di esistere è una condanna a morte
I bambini in miniera con gli occhi di cobalto
confessare di esistere è una condanna a morte
La mano alzata davanti al manganello
confessare di esistere è una condanna a morte
L’operaio che ferma, ferma ancora la macchina
confessare di esistere è una condanna a morte
Le bambine spose, le bambine in tivù
confessare di esistere è una condanna a morte
I pastori schiacciati ai confini degli imperi
confessare di esistere è una condanna a morte
L’allucinato che infine, sulla porta, grida
confessare di esistere è una condanna a morte
Moltitudini, moltitudini, moltitudini invisibili
confessare di esistere è una condanna a morte

Le donne chine dietro i veli o le cortine
se hai un’anima a ciel sereno, ti divoreranno
Le donne chine nei centri commerciali
se hai un’anima a ciel sereno, ti divoreranno
Le donne chine nei laboratori
se hai un’anima a ciel sereno, ti divoreranno
I bambini che nascondono il viso nel braccio
se hai un’anima a ciel sereno, ti divoreranno
Gli impauriti che piano, piano sopravvivono
se hai un’anima a ciel sereno, ti divoreranno
I pazzi nei cerchi delle solitudini
se hai un’anima a ciel sereno, ti divoreranno

La bambina che guarda l’oltremare
è stanca. Si avvicina alla risacca
schiumosa – la vorrebbe attraversare –
se hai un’anima a ciel sereno, ti divoreranno.
È quello che mi succede.
È quello che mi succede.
È quello che mi succede.

Anime seppellite, anime nascoste
che tirano avanti fra un conto e un tradimento
fra un rancore sedato e un accomodamento
fra un discorso sul calcio e uno sciottino
dopo il lavoro, fra lo schermo azzurrino
del televisore e lo stretto paralume
sul comodino ikea, ori sotterrati
non crescono

E invece l’anima deve poter essere.

La bambina che guarda l’oltremare
si è tuffata nel mare del dolore
da cui non si riemerge in questo mondo.

I bambini di Gaza sul fondo del Sand Creek
Il Sand Creek che lo stupra un nome inglese
Le bambine stuprate fra chiese e moschee
e sinagoghe e fiocchetti in tiktok
e tavoli da pranzo e trincee e botteghe
I bambini ipnotizzati dal cobalto
e dalle buone o cattive maniere
Le maniere, le miniere, sappiate:
confessare di esistere è una condanna a morte

La bambina che guarda l’oltremare
ha scontato la pena anche per noi.
Noi vittime e assassini, intercambiabili in
uno sguardo stupito
sbarrato dentro

Guardo attonita e inerme la mia essenza
che scorre tra le fughe del pavimento e si secca.
Guardatela anche voi (tutti i corsivi sono versi suoi)
– ma esercitate bene, prima, gli occhi:
non ci sono aiutini, non è da faciloni.

La bambina che guarda l’oltremare
scrive un libro poetico politico.


Sulla porta

23 martedì Apr 2024

Posted by carlomolinaro in poesie

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scenari

(Questa cosa inutile, irrilevante, devo
concedermi di scriverla, forse – non c’era
chi potesse avvisarmi, non è strano.)

Quaranta passi. C’è qualcosa sulla porta.
Forse un avviso, magari dell’acquedotto:
sospensione dell’acqua per lavori.

Trenta passi. Sembra un annuncio funebre.
Ma potrebbe anche essere pubblicità
strampalata, di qualsiasi cosa.

Venti passi. È un annuncio funebre.
Sono cinque piani, tre alloggi per piano.
Qualche vecchio condomino, fra tanti…

(Il bambino nascosto fra le viscere
ha già capito, invece, e si copre
gli occhi col braccio, ancora un istante.)

Dieci passi. Non è la foto di un vecchio.
C’è del biondo, e del rosa di un vestito.
Forse non vedo bene, non c’è luce.

Cinque passi, tre passi, un passo. Lettere
grandi, in corsivo, mi pare, non so.
L’occhio le sparge, non le tiene insieme.

Unitamente ai parenti tutti annunciano
la nascita al cielo di – di anni trenta
anticipatamente quanti si uniranno…

Il nome grande, in corsivo, poi
devo averlo letto, però non ricordo,
sono finite tutte le parole.

(Questa cosa inutile, irrilevante, devo
concedermi di scriverla, forse – non c’era
chi potesse avvisarmi, non è strano.)


Scritta il 23 aprile 2024.

Driade 2019

08 lunedì Apr 2024

Posted by carlomolinaro in poesie

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amore, bellezza, cose di dentro, relazioni

Benché il pretesto fosse fare foto
non eri una modella quel giorno nel bosco:
eri una driade, così come nei campi
eri un bambino inventato a matita
e nei baci sull’uscio eri la sposa
lieve per il non essere esistita.

Eri una driade, come un’Euridice
sopravvissuta a morsi di serpenti
ma con veleno rimasto nel sangue
– e dubitosa di canti d’Orfei
sposati in brevi nozze, inadeguati.

Ti ho vista felice soltanto nel tempo
che non ha calendari, soltanto nello spazio
che non ha mappe né punti cardinali.

Qui tutto questo è vietato: il registro
non contempla driade né bambino inventato
né sposa inesistita, e il calendario
è rigoroso ed è bene orientato.

Ho sperato che potessimo resistere
più tempo, come certe ruote storte
che pur carpiandosi reggono carri
in viaggi inutili, solo per un monito
a cocchieri, o nei raggi piegati
per un alito a lucide pozze segrete.

Non valeva la pena, vero? Un Pan
feroce e ottuso insegue le driadi
che per salvarsi si mutano in anime
– ogni altra figura è posseduta.

Che Pan si secchi nell’irto dei boschi
pietrificati, lo soffochi il puzzo
delle carni timbrate dai macelli.

Tu con le ninfe non viste sei volata
dove non so e non sapere è salvezza.


Scritta l’8 aprile 2024.

Alla faccia del non essere

29 venerdì Mar 2024

Posted by carlomolinaro in poesie

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amore e morte, cose di dentro, relazioni

Avevo intuito che sei capace
di troncare una relazione
per mesi, per un anno, e tornare
a riallacciare come fosse passato
un giorno o due, così quando l’hai fatto
con me anche a me è sembrato
d’averti sentita ieri – il dolore
che pure avevo provato feroce
per il tuo abbandono, s’è dissolto
in un attimo al sentire la tua voce
riparlarmi. Poi però sei andata
più lontano, so che adesso è diverso:
hai traversato il mare-che-non-c’è
che fa non essere chi ci s’immerge
cioè tutti, alla fine. Però
(alla faccia del non essere) credo
che in qualche modo tu richiamerai:
ci vorrà tempo o forse ci vorrà
lo svanire del tempo, ma tu
ne sei capace, tu richiamerai.


Scritta il 26 marzo 2024.

Mattino freddo

03 domenica Mar 2024

Posted by carlomolinaro in poesie

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amore e morte, cose di dentro, impegno civile

Il vento strappa il fumo dai camini sui tetti.
Affrontare il disagio, dottore, affrontarlo
come una malattia psichiatrica? Non dico
che non serva, in qualche caso, in emergenza
qualche farmaco e, di più, ascoltare, farsi carico
dell’anima intera anche a costo di perdere
la propria (perderla, trasformarla) ma dottore
questo non lo può fare nessun professionista
né clinica pubblica né privata né istituto:
non ci si gioca l’anima per una parcella
o per uno stipendio, ci vuole un’amicizia
di quelle che accadono una vita su tre
o innamorarsi in quel modo con l’amore
che accade forse una vita su cinque e dunque
con il massimo rispetto, dottore, è un palliativo
tutto quello che si fa, la psichiatria, i servizi
e ben vengano, sia chiaro, è qualcosa
d’altronde ogni cura, a ben vedere, è un palliativo
perché la morte non la ferma nessuno
però adesso mi sono disperso, ciò che volevo dire
– la pausa della pioggia fa scoprire un po’ di fiume
fra gli alberi nudi inchinati dal vento –
sul disagio, ecco, è che il pazzo, il vero pazzo
è chi si trova a suo agio in questo mondo feroce
e il vero delirio è raccontarsi che va bene
questo massacro, questa sopraffazione
che quando vedi e senti non puoi mica sopportare
e allora gli occhi li socchiudi o li punti
verso un angolo calmo, un riquadro di terra
concesso al tronco di un albero in un viale
ma chi ha bisogno di boschi, boschi interi
si stanca, è sfinito per dolore, non riesce
più a vivere, non riesce, non riesce e non c’è
una soluzione, ci si dibatte o si rimane immobili
nella fiumana di melma e acqua e sangue
che nutre, a riva, i fiori del rimpianto.


Scritta il 3 marzo 2024.

(la voce a te dovuta)

25 domenica Feb 2024

Posted by carlomolinaro in poesie

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amore

(la voce a te dovuta)

{[Il pensiero che a te sia dovuta
la voce, mi ha portato a rileggere
Salinas e ho scoperto che il titolo
di Salinas è un verso di Garcilaso:
allora ho preso in prestito
le Egloghe alla biblioteca civica:
«mas con la lengua muerta y fría en la boca
pienso mover la voz a ti debida»
anche da morto, con la lingua fredda
vuol muovere la voce a lei dovuta
(«tra le ossa fini / dilaniate non potevo
respirare senza ridere» rispondi):
che noia questi Rinascimentali:
non amano donne, non amano persone:
amano l’amore proiettato:
un’immagine priva di sostanza
composta e ricomposta in una sorta
d’anatomia ideale, pornografica
senza corpo né anima: su questo
fanno versi eleganti, sofferenti
per finzione gloriosa, non contaminati
dalla volgare vita vera, roba
di servi e di bordelli.]

[Ah! Esagero, forse, sì, ma è che
a me non frega niente dell’amore:
sempre ho scritto di te, per te, con te:
molto incerto del mio sapere amare,
del mio sapere cosa fosse amore:
se c’è, sei tu che me l’hai fatto essere
vivendo e nominando: quando hai detto
«Carlo, il tuo amore per me
m’insegna ad amare me stessa», quando
hai detto «Carlo, ti sei innamorato
di me» – ecco allora
è esistito amarti, innamorarmi.
Non in concetti astratti, tantomeno
nei voli vani della fantasia
è, se esiste, l’amore: è, se è, là dove
lo fa essere, dicendo, la tua voce:
parlare amore è parlare di te.]}

La voce a te dovuta
non posso restituirla
con i miei versi, con le mie parole
d’inciampo e d’impotenza:
perché è la voce rubata con sgarbo:
perché è la tua, la voce a te dovuta.


Scritta il 25 febbraio 2024.

Sera, 8 febbraio, piazza Sofia

15 giovedì Feb 2024

Posted by carlomolinaro in poesie

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cose di dentro, scenari

Comincia una pioggia lieve, quasi
solo un vapore, si attacca ai capelli
e al vetro degli occhiali, sulla pelle
sembra tiepida, in certi punti fa
una spuma, come l’acqua ossigenata
nelle ferite aperte. Un ondulare
di presenze inavvertibili abbraccia
con prudenza il mio corpo, propone
di rannicchiarmi, se voglio, un momento.


Scritta nel febbraio 2024.

Spritz

28 domenica Gen 2024

Posted by carlomolinaro in poesie

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amore, impegno civile

Cade un albero, ne cadono due
poveri alberi, sì però si sa
che un albero che cade fa più rumore
di una foresta che cresce
cade qualche albero, pazienza
ma c’è tutta la foresta che cresce
sicuramente c’è da qualche parte
quindi stiamo tranquilli, beviamoci uno spritz.

Cade una ragazza da un balcone
ne cadono due, forse tre, ma non fanno
rumore, si buttano lato cortile
per non disturbare i passanti
poverine sono casi patologici
disperati, è penoso, sì ma
guarda qui quante ragazze e ragazzi
sereni, allegri, guardano le vetrine
e si danno il cinque e ridono forte
una massa di lieti ragazzi ai tavolini dei bar
quindi stiamo tranquilli, beviamoci uno spritz.

Cadono i sogni, sì ne sono caduti
di sogni, anche tante illusioni
sono cadute e cadono, ogni giorno
ne vanno giù, come gli alberi, come le ragazze
ma morto un sogno te ne inventano altri
alla tivù, nei centri commerciali
o sui telefoni, sogni solidi robusti
progettati per la nostra sicurezza
e innocui, senza ansie né dolore
quindi stiamo tranquilli, beviamoci uno spritz.

Cade l’arte, cade la bellezza, cade anche l’amore
e l’entusiasmo, cade quell’impazzire
per lei, per lui, o per una canzone
di quelle profonde, o un quadro, cade
il sentimento di tutte le cose, ma va detto
che l’amore, la bellezza, il sentimento
e l’arte, in fondo sono grattacapi
è roba che ti agita, forse è meglio se cade
e per un artista che cade ci sono tanti
divertimenti con tutte le luci
anche culturali, eh, Van Gogh Experience
e l’emozione di un viaggio in un villaggio
turistico, dove non succede niente
di pericoloso, te la godi
quindi stiamo tranquilli, beviamoci uno spritz.

Cadono bombe. Bombe? Ma là, non qui.
No, ascolta, qui. Senti i colpi, vedi il fumo?
Qui dietro. Una sulla tangenziale
verso Caselle, una sulla stazione Porta Susa
e ne cadono altre, sugli stabilimenti
senti che rumore, senti, trema la terra,
viene giù tutto… Ma dove correte?
Perché correte, in disordine, tutti?
Siete impazziti di terrore, adesso
dove correte, sapete dove andare, cosa fare?
correte come animali spaventati, un momento
avete dimenticato sul tavolino lo spritz.


Scritta il 28 gennaio 2024.

Mitù

10 venerdì Nov 2023

Posted by carlomolinaro in poesie

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scenari

Ho trovato, infilato in un vecchio libro, questo strano componimento, scritto a penna su carta grezza. Non è di grande finezza, sembra il tentativo poetico di un artigiano alfabetizzato (penso al commesso farmacista gozzaniano) o di uno scolaro. C’è un riferimento manzoniano, con la differenza che qui agli azzeccagarbugli (alla “legge”) si è rivolta la ragazza stessa, non un promesso sposo. Ci sono alcune parole indecifrabili, forse di un gergo locale o di un idioletto familiare: che cosa sono gli smarti e gli engioi? Il mitù che si ripete potrebbe essere il nome o soprannome affettuoso dato alla fanciulla, oppure un semplice espediente ritmico. Complessivamente, il testo non è oscuro, e potrebbe datarsi intorno alla metà dell’Ottocento: a simboleggiare le caste alte c’è la classica tradizionale regina, ma compaiono già anche i potenti della rivoluzione borghese industriale. Il finale è tragico, con un suicidio. L’ambientazione è rustica, forse con una migrazione a breve raggio tipica di quell’epoca (i paesi non suoi) – migrazione che potrebbe essere simbolica, se vogliamo attribuire questa capacità all’ignoto anonimo autore, spinto probabilmente a scrivere, in modo occasionale, da una storia vera da lui vissuta.

MITÙ

Mitù, mitù, se tu
fossi stata regina!

canta la ragazzina
nei paesi non suoi
fra gli smarti e gli engioi
che da ogni vetrina
urlano meraviglie
di brutte paccottiglie.

Ha in una tasca i fogli
degli azzeccagarbugli
con un’archiviazione
del regio tribunale:
non s’abbia a sparger male
sulla reputazione
del signore potente
che a suo piacimento
per il suo gradimento
si prende chi gli pare.

Mitù, mitù, se tu
fossi in nobili arti
fossi in giri potenti
figlia di grandi padri!

allora guai ai ladri
e forca ai delinquenti
che hanno osato rubarti!

Ma sei contadinella
bella come una stella:
lo sanno il bosco e il fiume
la luna che fa lume
lo sanno il pino e il noce
l’erba che ti conosce.

Mitù, mitù, non più
cerco qui una salvezza:
mi vince la tristezza.

Tace la ragazzina
e adagio s’incammina
per i sentieri suoi
dove canta il torrente
dove l’acqua è lucente:
quasi sorride, poi
lascia i fogli sulla sponda
si abbandona nell’onda.


Rinvenuta nel 2023, scritta forse alla metà del sec. XIX.

Fine

11 mercoledì Ott 2023

Posted by carlomolinaro in poesie

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amore, cose di dentro, scenari

Inviluto sono li scolosmini
di quello tempo, ricordate
ch’erano sì gai e fini.

Giacomo da Lentini

Eri così fine, nel cappotto grigio ruvido
o nuda sul tuo letto, tu eri fine.

Per disegnare il tuo viso e i tuoi capelli
serve un pittore non di questo mondo.

Tu dimostri che il corpo è metafisico:
restituisci lingua ammutolendo.


Scritta il 9 ottobre 2023.

Tras

23 sabato Set 2023

Posted by carlomolinaro in poesie

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amore, cose di dentro, scenari

C’è quell’aria di prima di un trasloco.
Tu hai già portato di là delle cose.
Il giorno è uggioso ma non è nel meteo
l’uggia: piccole spighe non si fermano
dall’oscillare contro il marciapiede
ed è vita, te la vorrei mostrare.

Tu hai già portato di là delle cose
nostre e non ritorni. Ovunque guardo
mi confondo: le cose che hai levato
ne reggevano altre che ora cedono
rimescolando tutto, e quando parlo
mi manca nella voce la tua voce.

L’umanità ha nostalgia d’un sogno
che chiama età dell’oro, che sta prima
d’ogni memoria, e la vaghezza è balsamo.
Ma tu, tu d’oro, noi siamo vissuti:
da svegli e sobri nelle nostre età
l’abbiamo fuso insieme, il nostro oro.

«Dove sono i miei fiori?» tu scrivevi
sulle pareti dei tuoi disincanti.
«Dove sei tu?» io domando ogni giorno
e fuggo le risposte, mi rannicchio
per trattenere o dissipare mondi.
Si fa buio e né so né sono nulla.


Scritta il 21 settembre 2023.

Fiori per caso

22 venerdì Set 2023

Posted by carlomolinaro in poesie

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amore, natura

I fiori più belli sono fiori per caso
(già è stato detto ma è bene ribadirlo):
fiori nati sui cigli delle strade
o delle rogge, o in fessure di cemento
o in boscaglie di rovi
o in altri luoghi impossibili, strani.

La gente tira dritto e non li guarda
per non correre rischi. Se li guardi
ti puoi innamorare. Innamorarsi
è roba grande, però se t’innamori
di uno di questi, tu devi sapere
certe cose. Non lo potrai portare
via con te: lo faresti morire.
Potrai tornare a vederlo ogni giorno
anche per ore, se d’altro non sei schiavo:
ma non portarlo via.

Chiunque passi, invece, lo potrà
strappare e uccidere senza averne biasimo
ma anzi lode: “ho tolto un’erbaccia”.
Se tu pieno di furia e di dolore
lo abbatterai con un pugno, finirai
in galera o in reparto psichiatrico:
“un pazzo colpisce al volto un passante
nella via tale, confusi i moventi:
arrestato, delira di un fiore”.

Se non saranno passanti assassini
pure il Comune potrà provvedere
a una strage con motofalciatrice
per “pulire la strada”.

Se nessuna di queste disgrazie accadrà
lo vedrai appassire, da qui non c’è scampo
salvo che muoia tu prima d’autunno:
questo peraltro è anche coi fiori
dei giardini curati o delle serre.

Dai giardini curati talvolta succede
che un fiore fugga e si mescoli ai randagi:
se lo fa, perde tutti i privilegi
anzi rischia di più: “guarda, un ibisco
cresciuto in discarica, strappalo subito,
qui puoi, è di nessuno, lo portiamo
a casa, lo mettiamo in un bicchiere”.

Tu innamorati ugualmente: nessuno
è di nessuno, qui almeno siete liberi
di respirare l’acre del catrame
o l’umido del fosso verso sera:
e nelle case e nei giardini chiusi
c’è solo un gregge di imbecilli illusi.


Scritta il 22 settembre 2023.

19 settembre, san Gennaro

19 martedì Set 2023

Posted by carlomolinaro in poesie

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impegno civile

San Gennaro, nell’ampolla del Mediterraneo
se ne scioglie di sangue acqua marina
e quanta ferocia su tutte le sponde!

Chi viene a venerare il tuo boccetto
è assassino, come tutti. Quanto sangue
in prigione, in cantiere, nelle fabbriche
del lavoro venduto come roba
infima, quanto sangue sulle strade,
nelle case delle famiglie oscure,
nei cortili in cui gentilezze fragili
dai balconi si lanciano, estenuate.

Fallo scoppiare, una volta, il tuo boccetto
ai pii in faccia, che ognuno sia lordo
di sangue, come è: gridagli: basta!


Scritta il 19 settembre 2023.

Ti ricordi?

08 venerdì Set 2023

Posted by carlomolinaro in Senza categoria

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Ti ricordi montagne verdi?
L’improvvisa e (oggettivamente?)
imprevedibile eruzione/erezione
arborea o lavica, c’est la même chose
concede forma umana
(distorta? distorta da quale?)
prima di svanire/svenire/svenare
(svernare?) in un intertempo
che ancor meno degli altri
permette, promette o solo vellica
(impermanenza è una parola dotta)

ciò che.

Vite in vite si configgono (trafiggono
infliggono glissanti diagonie)
per umile bisogno il ποιητής
si fa dio, crea in alto celest᷅i‗᷆occhi
finge copule d’alberi am[mal]ati
con te, ovverosia con tutto.


Scritta il 7 settembre 2023 in associazione al dipinto.

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