• About

Carlo Molinaro

~ poesie e altre cose

Carlo Molinaro

Archivi della categoria: poesie

Le lettere

06 sabato Gen 2018

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

cose di dentro, scenari

C’è quiete stasera. La monofaga
mangia in cucina, decide
se andare o no a ballare da sola. Ho letto
qualche pagina delle lettere a Bruna
di Ungà, disteso sul letto. La pioggia
è scesa, oggi, lieve. Ci sono
poche luci basse nella casa.

Penso alle lente lettere manoscritte
che in venti giorni traversavano
il mondo – nemmeno così lente, in fondo:
la monofaga si dispera in tempo reale
col ragazzo riottoso, non riesce
a mangiare nemmeno se la lascio,
come chiede, in cucina da sola.

Lettere a inchiostro su carta, voglio scriverne
una a Vanessa a Madrid, che ha
cambiato casa: inaugurare
il suo nuovo indirizzo. Ma ormai
si sa che è un gioco, che ci si accerterà
su Whatsapp: non è ancora arrivata?

Nel 1966, simultaneo a Ungà
scrivevo a Miho a Tokyo, ad Ángela a Madrid
con il mio inglese e spagnolo di bambino,
discúlpame Ángela porque lo estudio
solamente desde hace un mes:
era per sempre un mese, in realtà leggiucchiavo
pagine sparse d’una grammatica
senza nessun metodico progresso.

Per settimane o mesi aspettavo risposta,
di solito arrivava. L’innamorata in cucina
non riesce a deglutire, cerca tracce d’amore
sul cellulare. Alla velocità della luce
non arrivano. Ci sono poche luci
basse nella casa. Qualcosa è cambiato,
qualcosa resta uguale. La ragazza
non ce la fa, esce sotto la pioggia
digiuna. Qualcosa
da sempre e per sempre resta uguale.

Ho scritto su carta dalla Catalunya
una lettera a Torino: nell’ufficio postale di Reus
l’impiegata gentile mi ha dato un francobollo
molto bello. Ma è stalking. Qualcosa
da sempre e per sempre resta uguale,
mentre qualcosa cambia. Spero
non prenda troppo freddo la mia
ospite disperata: il cavaliere
riottoso è un deejay. Quanto a me,
ora lo so, non m’innamoro più.

Ci sono poche luci basse, dolci
nella casa. Prendo un foglio di carta
e una buona penna scorrevole:
voglio mandare una lettera a Madrid:
tutto il vuoto del nulla che ho da dire
sarà confortato dal lieve frusciare
e piegare e poter infilare
nella busta una piuma, un biglietto
del tram consumato, qualcosa
che sia da sé, non detto da me:
e soprattutto poi
la lunga attesa di tutto o di nulla
con lunghe pause quiete:
non lo spasmo a ogni bip di cellulare
ma solamente quando passa il postino.

Però niente, indietro non si torna:
qualcosa è cambiato anche se
la gola chiusa d’amore resta uguale.
Ecco, ora è tornata, la ragazza, la vorrei
confortare ma dice
che intender non lo può chi non lo prova
– e ha ragione, ha da sempre ragione.

La aiuto a mandare dei curriculum
in formato europeo a qualche bar
e centro commerciale, bisogna lavorare.


Scritta nel 2018.

Smettete, ragazzi, di rinunciare all’amore

01 lunedì Gen 2018

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

amore, impegno civile, scenari

Gli sballi, gli schemi, gli sbagli, i paletti,
divertirsi in modi fighi, accettati, il timore
del troppo, amfetamine per fare
da programma l’alba, poi senza navigatore
vi perdete fra Beinasco e Orbassano
in devastanti solitudini, un taglio
di capelli, un trucco, la musica
e le lacrime, quelle vere, nascoste:
mi finirete, lo so, nelle stesse
malinconiche dinamiche di coppia
dei padri e dei nonni, nessuna
rivoluzione: fa troppo paura
la liberazione – che gabbia di dèmoni
è il cuore, che inferno è il paradiso
di luce immensa fuori, che non s’apra
la porta, che nemmeno si socchiuda – ma
questo frastuono che ai sentimenti mescola
la propaganda dei venditori furbi
è una gabbia peggiore, è la stia
dove ingrassare polli redditizi:
non ci sarà nessuno a consolarvi
nel giorno del macello
dunque gridate più forte, cercatevi,
trovatevi, tenetevi per mano:
smettete, ragazzi, di rinunciare all’amore.


Scritta nel 2017.

Le nude: il video

20 mercoledì Dic 2017

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

video

[da L’effimera commedia]

LE NUDE

Vedere ragazze seminude o nude
belle ragazze seminude o nude
che danzano nude o danzando si spogliano
o seminude giocano in luci e colori
in un locale con musica e gente
o nude giocano a pallavolo
su una spiaggia naturista
o nude posano per un fotografo
– è bello, non rompetemi le palle:
non rompetemi le palle
con i vostri discorsi volgari maschilisti
o sussiegosi femministi
che in questo caso – è curioso, no? –
vanno a parare allo stesso dispregio.

Non rompetemi le palle:
dire che queste cose fanno schifo perché
anche la tivù di Berlusconi le fa
è come dire che Dante fa schifo
perché anche Bondi le poesie le fa.

Belle ragazze seminude o nude
che danzano nude o danzando si spogliano
è un patrimonio dell’umanità
che l’Unesco dovrebbe tutelare:
affascinava ottomila anni fa,
finché c’è vita affascinerà.

E la ragazza che lo fa
– io la guardo con vasta gratitudine –
aggiunge al mondo un tocco di splendore
ruba un poco di luce
contro il buio vorace che noi tutti
attende con il suo sogghigno stronzo.

Vedere ragazze seminude o nude
nell’armonia del corpo in movimento
è bello, non rompetemi le palle
né rompetele a loro – guardatele piuttosto
e se siete fortunati baciatele
e anche fidanzàtevici
purché dopo fidanzate non diciate loro
di smettere di danzare seminude o nude:
se avete quell’idea piuttosto astenétevici.


Video creato il 19 dicembre 2017 con Simona Di Salvo.

Puro impuro

16 sabato Dic 2017

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

cose di dentro, scenari

l’odiosa purezza del mio essere impuro
mi rende inviso ai periti settori
delle scienze sepolte dentro i muri
delle accademie, delle beauty farm

coi pugni chiusi, coi gomiti tesi
salgo il corso delle vostre cantilene

non chiedo scusa
se spacco qualche naso

tenace come un rampicante salgo
sulla torre vulgata
dove sei prigioniera

non ti servono lunghi capelli
abbràcciati al mio stelo
e comincia a guardarti

i tuoi capezzoli sono stelle nuove
gonfie di luce, l’universo è un tumore
oscuro e infausto, tu escine linda
come un gatto da un bidone
corri verso di me

amo il profumo del tuo ventre, non m’importa
che cosa partorisce

ma t’ingravido se vuoi, facciamo figli
a iosa, a bizzeffe
spargiamo nostri figli dappertutto

è un quadretto la scena del mondo
folle di abeti che cercano il sole
folle diabetiche in cerca d’insulina
onde d’infranta fame sulle rive
spumeggiano

è un quadretto la scena del mondo
danza macabra d’alta qualità
in verticale 1080 pixel

o quanti gigabyte madama dorè
li voglio cancellare ma ecco
romba l’assalto dei teratosauri

ho bisogno di forza
ho bisogno di potere
devo fare cose che diano piacere
piacere è potere
piacerci è poterci

ho ingaggiato una modella per un cortometraggio
le ho precisato
nuda, e senza problemi di posizione delle gambe
voglio apertura

ha accettato, cinquanta euro all’ora, uguale
come la psicoterapeuta

sono rare le persone che accettano
l’odiosa purezza del mio essere impuro

è che
l’editto etico lo promulgarono
eunuchi revanscisti
penetrarono in tutte le parole
con la ferrea impotenza
della loro mancanza

tu dunque lascia che ti lecchi tutta
ascolta il mio odore, la mia bava, il mio dolore
ascolta il mio sudore, io
non ho niente da dirti


Scritta nel 2017.

Noi non siamo soltanto persone

15 venerdì Dic 2017

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

amore, paesaggi, relazioni

Non è una colpa passare in corso Belgio
a respirare l’aria che respiri,
o cercare una foto nella rete,
o mandarti un biglietto postale
ogni tre o quattro mesi:
anche se fra le nostre persone
non c’è quasi nessuna relazione.

Noi non siamo soltanto persone.

Certamente tu sei la tua persona
ma non sei solo questo:
sei nomi sei occhi sei alberi sei vie,
sei le mie poesie.

E la parte di te che sei tu
(vasta, meravigliosa)
ma non è la tua persona
io la posso assorbire, respirare:
come il vento, come il sole
non è né tua né mia né di nessuno:
non conosce appartenenza,
la sua sostanza è divina immanenza.

Tutti noi siamo tutto,
siamo un immenso tutto:
ridurci a persone è un difetto
di questo tempo nervoso ipercorretto:
merita la persona (sia chiaro)
un totale assoluto rispetto
ma non è tutto.

Che misero sarebbe il paesaggio
in cui nasciamo viviamo moriamo
se fossimo nient’altro che persone!
Sarebbe (ed è per chi lo crede) la
più totale straziata dannazione.

Per fortuna, io lo so, noi siamo interminati
immensi spazi di luci e colori
e indomabili odori.

Poi certo sì, la persona è importante:
sarebbe bello se la tua persona
accogliesse la mia personalmente:
la mia gioia sarebbe sfolgorante:
con il tuo personale permesso
del tuo mondo sarei cittadino:
così invece sono solo un clandestino:
ma è sempre meglio che tornare in Africa:
anche perché io non ho nessuna Africa:
io provengo dal nulla: a generarmi
è l’amore che provo per te.

Dunque vago nei margini, cercando
di non dare fastidio, sperando
in una sanatoria, un condono, magari
un foglio di soggiorno provvisorio.

Noi non siamo soltanto persone.

Se tu aprissi te stessa al mio entrare
non saresti tu a farlo ma il cosmo
pur essendo tu certo a deciderlo.

L’amore non si fa fra due persone:
le persone soltanto lo consentono
con libera scelta più o meno consapevole.

L’amore è fra mondi, è un fenomeno ampio:
tutto congiunge in magia irriducibile:
non lascia fuori nemmeno
un granello di polvere.

Noi non siamo soltanto persone.

Anche per questo mi piacciono le
troie, puttane, vacche cosiddette:
quelle che ammettono più navigazioni
fra galassie, fra costellazioni.

Noi non siamo soltanto persone.

Perciò vorrei parlarti, amore mio:
vorrei ci raccontassimo noi stessi
abbracciati in un letto o seduti in un caffè.

In mancanza, cammino in corso Belgio
a respirare l’aria che respiri: è
la comunione che posso, con te.

Noi non siamo soltanto persone.

Noi non siamo soltanto persone.

 

Paralipomeni o corollari

La persona è il pennello che dipinge la tela, la dipinge come vuole e come può. Io m’innamoro del quadro, non del pennello.

La persona è il sasso che fa cerchi nell’acqua. Mi affascinano i cerchi, non il sasso. Talvolta, mi affascinano cerchi che s’incrociano, prodotti da sassi diversi.

Perciò sono in grado di amare da una certa distanza: una distanza da cui io possa sbirciare uno scorcio del quadro, una distanza da cui io possa sentire il muoversi dell’acqua.

L’impulso è, naturalmente, avvicinarmi al massimo: unire pennelli, congiungere sassi.

Ma, in mancanza, camminare in corso Belgio è qualcosa.


Scritta nel 2017.

Le donne mi cancellano

14 giovedì Dic 2017

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

amicizia, amore, relazioni

dopo lunghi amori di anni
o brevi fuochi d’amore
talvolta persino dopo
lunghe semplici amicizie
o brevi intense amicizie
mi cancellano

altre mi cancellano
prima di possibili amori
o prima di possibili amicizie
già nell’approccio
mi cancellano

qualcuna poi ci ripensa
ma è raro
quasi sempre
la cancellazione è per sempre

devo essere un individuo spaventoso
e prima o dopo se ne accorgono
mi cancellano

(sì, prendo lo spunto da Facebook
ma il discorso è molto più ampio)

un saggio mi direbbe serio
“fatti delle domande”

me ne faccio talvolta ma finora
nessuna vera risposta convincente
e intanto
mi cancellano


Scritta nel 2017.

Non so

09 sabato Dic 2017

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

scenari

Maledetto disordine, ho lasciato sul frigo
la carta della tavoletta di cioccolata,
così m’ha illuso, invece è vuota, vuota.
Sì, era quella da 49 centesimi all’etto
ma adesso non facciamo come la volpe e l’uva.
Fra l’altro anche l’uva è finita, l’avevo
presa ieri all’Ekom di corso Belgio
ed è finita. C’è qualche mandarino.
È una sera così, non è che va male,
sono in cucina e tutto intorno c’è il mondo
con gli amori reietti, il football, la fame,
nei bar ci sono uomini che in piedi al bancone
muovono il collo in un certo loro modo
come dei onnipotenti, altri seduti ai tavoli
intimoriti scansano gli sguardi – io non so
chi si dovrebbe amare, chi ammirare
e chi invece spregiare, non capisco
il meccanismo, c’è un continuo scarto
da norme che comunque non conosco.
Mi metto su la giacca e vado al supermercato
aperto di notte a comprare cioccolato?
Ma forse nel tragitto mi passa la voglia.
Ho uno yogurt alla prugna e dei biscotti.
Fuori c’è tutta quella gente che cammina
e dice cose, non so. Sono stanco
o forse no, forse uscirò, non so.


Scritta nel 2017.

Nude freedom

02 sabato Dic 2017

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

donne nude, impegno civile

no tassels on the nipples
no pasties
free tits in striptease
free tits on the beach
free tits in the network
free tits anywhere

no thong on the snatch
no g-string
free cunt in striptease
free cunt on the beach
free cunt in the network
free cunt anywhere


Scritta nel 2017.

Disse il puttaniere

01 venerdì Dic 2017

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

amore, scenari

Gentile e onesto – disse il puttaniere –
è il lavoro della puttana: quasi nessuna
mi tratta con violenza, l’abbandono
è programmato e non irreversibile,
il rifiuto raro e, nel caso, motivato,
ciò che io devo dare pattuito
da prima, con chiarezza. C’è spesso
buon intendersi, buona volontà
e pochi malintesi. A qualcuna confido intimità
che nemmeno a una moglie dopo un secolo,
qualcuna s’impunta con orgoglio di mestiere
a curare il mio sesso riottoso
senza disagio, senz’ombra di giudizio:
qualunque cosa faccia, la puttana terrà
illesa la sua e la mia libertà.

Chiede per questo – disse il puttaniere –
una giusta mercede, è il suo lavoro.
Avessi mai trovato in vita mia
chi m’offrisse anche solo la metà
per le ragioni che chiamano amore.


Scritta nel 2017.

Esergo per un breviario

29 mercoledì Nov 2017

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

riflessioni

E se non mancasse nulla?
Se fosse un’idea stupida l’assenza
che ci sperde? Variazione
è ogni cosa che esiste: una foresta
è tronchi e non; un codice a barre
ha bisogno del bianco. Se fosse
l’intero quella che a noi sembra parte?

La breccia colma di luce le pietre;
è un vuoto di qualcosa che alza il vento.

Forse soltanto le parole mancano
– e noi, che di parole siamo fatti.


Scritta nel 2017.

Tutta la notte

13 lunedì Nov 2017

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

incontri, viaggio

“Starei con te tutta la notte”
è un buon saluto, all’abbraccio finale
sulla Rambla, anche se poi chissà
cosa vuol dire, vibravano le schiene
ma io non so mai bene interpretare,
non ho empatia, sono insicuro, temo
sempre di sopra- o sottovalutare:
sono contento, però, che abbia detto
“starei con te tutta la notte”
dopo le ore di parole fitte
al tavolo, con la candela e il succo
di pesca: è qualcosa di buono che porto
nel mio mondo, come porta uno scoiattolo
nella tana una noce: lei non so
cosa porti al suo mondo, alla dimora
di complesse preziose relazioni:
spero anche lei un retrogusto buono.

Tutta la notte avrei probabilmente
finito con l’annoiarla: meglio andare
per vicoli, per angoli, mischiare
miei pensieri con voci che m’incrociano,
delirare tranquillo, gesticolando un po’
d’amore verso tutti, come insegna
la saggezza dei matti. A Barcelona
servono succhi più abbondanti che da noi:
a che prezzo non so, perché ha pagato lei.


Scritta nel 2017.

Facciamo che è

19 giovedì Ott 2017

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ 2 commenti

Tag

amore, cose di dentro, linguaggio, scenari

Può essere un vantaggio
non avere più nulla da perdere:
capire che l’amore, ove mai esistesse
– il che non mi pare dimostrato –
non è né è mai stato
a mia portata.

Smettere di costruire, smettere
di scomporre, di studiare, d’indagare:
coltivare un caos garbato, curare
non fiori classificati
ma smilzi fili d’erba o strane
piante su orli di discariche
senza cercarne su lemmari il nome.

Tanto il nome sarebbe a me straniero:
la pianta che osservo, che annuso
seduto a terra sul margine
d’uno spazio di banlieue, fra rottami
d’ombrelli e passeggini e brandelli
di plastica bianca, non è
– anche affermasse una scienza che fosse –
la pianta battezzata da Linneo
o da altri dotti. Non lo è:
è la pianta a cui do nome io,
non è mai, mai spuntata né cresciuta
altrove che ora qui, ne sono certo.

Ci siamo ingannati. Non ho mai saputo
la vostra lingua, né voi la mia.
Abbiamo dato risposte
che non c’entrano: tutto
non è mai stato che un’ecolalia.

Ammesso questo, possiamo giocare
a guardare le barche sul fiume o a salvare
il mondo – che c’importa, alla fine
che non sia la medesima barca
ad alzare dall’acqua farfalle di luce,
che non uguale si disegni il mondo
negli occhi e nel pensiero?
Noi giochiamo. Facciamo che è.


Scritta nel 2017.

Quegli artisti ribelli

10 martedì Ott 2017

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ 1 Commento

Tag

cose di dentro, letteratura

Scherzano sul porno, ironizzano su Dio,
s’irrigidiscono se parli del porno
che fa un’amica o amata o se dici
che anche Allah, naturalmente, è porco.
Lodano il trasgredire, s’imbarazzano
se trasgredisci in modi non previsti.

Affermano che l’arte, la poesia
è qualcosa staccato, un prodotto elaborato
che con la vita vissuta non c’entra.
Hanno vite riposte, riparate
da tende fitte al di là delle quali
non c’è da scherzare, poetare, ironizzare.

Io qui sempre mi confondo. Per me
è la vita che secerne la poesia
come un enzima la ghiandola, senza
nessun geniale trucco. Viceversa
– scusate il paradosso – molto spesso
è la vita che non c’entra con la vita.


Scritta nel 2017.

Quarantunesimo anniversario

24 domenica Set 2017

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

adolescenza, cose di dentro, riflessioni, scenari

Mio padre non rispettava i limiti di velocità
né certe altre cose, sembrava
impacciato nelle sue sicurezze, forse
non si domandò mai cosa fosse la vita:
con gli oggetti era bambino, travolto
dall’esplosione economica, imbruttì
la vecchia casa con aggeggi di lusso
e lavorò, lavorò per fare soldi
moltissimo, morì con cinquantuno
anni forse d’infarto. Non ricordo da lui
insegnamenti profondi, parlava
del più e del meno, non ricordo
nemmeno esempi profondi di vita,
anzi alcune cose che direi deplorevoli.
Si penserà che sto mancando
di filiale rispetto, ma così non è:
penso con tenerezza a mio padre
che credo mai si concesse tenerezze
perché non erano cose da uomini.
Sono oggi quarantun anni che è morto.
Io non so se i miei genitori si amassero,
non lo sapevo da bambino
e non lo so ora: certe cose
si davano per scontate e nessuno
controllava che fossero vere.
Spesso gli adulti mi mostravano
altisonanti realtà, io guardavo
e vedevo noia, miseria, falsità:
ma tacevo e provavo a inventare
mondi miei dove meglio abitare.
Se esistesse un aldilà
potrei poi parlare con mio padre
di queste faccende, ma non credo.
Nella vita parlare non s’è fatto:
si era tutti fragilissimi e chiusi
in corazze apparenti. Ma patii
quando fece cambiare le porte
delle stanze, vecchie porte alla buona
con i vetri e mise porte più lussuose
di legno duro, senza vetri, mi mancò
percepire almeno nello sfocato
smeriglio dei riquadri qualcosa
che fosse un poco più ampio di me.


Scritta nel 2017.

Mattino immobile

12 martedì Set 2017

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

cose di dentro, scenari

Due uccelli che non identifico
hanno volteggiato intorno a un’antenna
e sono scesi oltre il tetto di fronte.
Un alzarsi di vento sulle cinque
m’ha svegliato, ho controllato gli ormeggi
d’alcuni oggetti sul terrazzo, poi
ho ridormito due ore. Adesso
c’è questo mattino di nuvole alte,
nessun segno di vita alle finestre
del cortile, c’è più silenzio che a mezzanotte
ed è forte il tic tac dell’orologio
che sta sul muro sopra lo scaffale.
Ondeggia piano una borsa di tela
appesa alla ringhiera del balcone.
Sembrerebbe un’attesa, ma di cosa?


Scritta nel 2017.

← Vecchi Post
Articoli più recenti →

Iscriviti

  • Articoli (RSS)
  • Commenti (RSS)

Archivi

  • gennaio 2026
  • novembre 2025
  • agosto 2025
  • Maggio 2025
  • aprile 2025
  • febbraio 2025
  • gennaio 2025
  • novembre 2024
  • ottobre 2024
  • settembre 2024
  • agosto 2024
  • Maggio 2024
  • aprile 2024
  • marzo 2024
  • febbraio 2024
  • gennaio 2024
  • novembre 2023
  • ottobre 2023
  • settembre 2023
  • agosto 2023
  • luglio 2023
  • giugno 2023
  • Maggio 2023
  • febbraio 2023
  • gennaio 2023
  • dicembre 2022
  • novembre 2022
  • agosto 2022
  • luglio 2022
  • Maggio 2022
  • aprile 2022
  • marzo 2022
  • febbraio 2022
  • gennaio 2022
  • dicembre 2021
  • novembre 2021
  • ottobre 2021
  • settembre 2021
  • agosto 2021
  • luglio 2021
  • giugno 2021
  • Maggio 2021
  • aprile 2021
  • marzo 2021
  • febbraio 2021
  • gennaio 2021
  • dicembre 2020
  • novembre 2020
  • ottobre 2020
  • settembre 2020
  • agosto 2020
  • luglio 2020
  • giugno 2020
  • Maggio 2020
  • aprile 2020
  • marzo 2020
  • febbraio 2020
  • gennaio 2020
  • dicembre 2019
  • ottobre 2019
  • settembre 2019
  • agosto 2019
  • luglio 2019
  • giugno 2019
  • Maggio 2019
  • aprile 2019
  • marzo 2019
  • febbraio 2019
  • gennaio 2019
  • dicembre 2018
  • novembre 2018
  • ottobre 2018
  • settembre 2018
  • agosto 2018
  • luglio 2018
  • giugno 2018
  • Maggio 2018
  • aprile 2018
  • marzo 2018
  • febbraio 2018
  • gennaio 2018
  • dicembre 2017
  • novembre 2017
  • ottobre 2017
  • settembre 2017
  • agosto 2017
  • luglio 2017
  • giugno 2017
  • Maggio 2017
  • aprile 2017
  • marzo 2017
  • febbraio 2017
  • gennaio 2017
  • dicembre 2016
  • novembre 2016
  • ottobre 2016
  • settembre 2016
  • luglio 2016
  • giugno 2016
  • Maggio 2016
  • aprile 2016
  • marzo 2016
  • febbraio 2016
  • gennaio 2016
  • dicembre 2015
  • novembre 2015

Categorie

  • altre cose
  • poesie
  • prosa
  • racconti
  • Senza categoria

Meta

  • Crea account
  • Accedi

Crea un sito o un blog gratuito su WordPress.com.

Privacy e cookie: questo sito usa cookie. Continuando a usare questo sito, si accetta l’uso dei cookie.
Per scoprire di più anche sul controllo dei cookie, leggi qui: Informativa sui cookie
  • Abbonati Abbonato
    • Carlo Molinaro
    • Unisciti ad altri 66 abbonati
    • Hai già un account WordPress.com? Accedi ora.
    • Carlo Molinaro
    • Abbonati Abbonato
    • Registrati
    • Accedi
    • Segnala questo contenuto
    • Visualizza sito nel Reader
    • Gestisci gli abbonamenti
    • Riduci la barra