• About

Carlo Molinaro

~ poesie e altre cose

Carlo Molinaro

Archivi tag: amore e morte

1990-2021

03 lunedì Gen 2022

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

amore e morte, morte

È finito l’anno che resterà scritto
accanto al troppo vicino novanta
sulla lapide, sui ricordini con foto.
Resterà scritto per un poco, poi
tutto si sbriciola, materia e linguaggio.

Sei viva in me (in me, non “nel ricordo”)
ma cosa conta? Non so nemmeno se
ti fa piacere. E la vita dei giorni
che restano, la devo vivere senza te
facendo le cose che vivendo si fanno
grosso modo. Sono vecchio, non rimane
più molto da aspettare, vorrei credere
di trovarti, nel posto che non c’è.

Ho negli occhi il tuo viso, nelle orecchie
la tua voce, sulla pelle i tuoi gesti
e più dentro ho il commosso comprendersi
delle anime, che in certi giorni parve:
ho dappertutto la tua bellezza in dono

ma tutto questo è in me, non è niente di te,
non è niente di niente, non è niente.


Scritta nel 2022.

Tre anni fa

23 giovedì Dic 2021

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

amore e morte

Nei giorni intorno all’Immacolata del ’18
facevamo l’amore, dormivamo abbracciati.
Accordavamo i peccati originari
in un disegno umano. Il tuo respiro
tranquillo accanto a me, restavo sveglio
per ascoltarlo. O cara speranza!
Era la vita, il nulla, era ciò che potevamo.
Brevi tregue: la terra era minata
da ordigni di una guerra interminabile
e tutto era ferito. Avrei voluto
portarti in salvo, medicarti, ma
non avevo né la mappa delle mine
né le garze pulite senza fango. Tu
sorridevi indulgente alla mia inettitudine:
così bella che penso che la morte
abbia dovuto distogliere gli occhi
dal tuo volto, per fare il suo mestiere.


Scritta nel 2021.

L’aderenza del mostro

18 giovedì Nov 2021

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ 2 commenti

Tag

amore e morte, cose di dentro

Nessun mostro è così aderente da non lasciare
qualche interstizio, qualche piccola bolla
mentre ti schiaccia: e lì abbiamo respirato
quel poco, in brevi giorni o minuti. E lì
ci siamo amati, io credo, anche se
di questo non può esserci certezza.

Ma eravamo formiche rifugiate
negli incavi sotto la suola pesante:
l’assassino preme, muove il piede
finché l’insetto non è sfracellato.

Speravo in un cunicolo di fuga
per labirinti sotterranei fino
a un’emersione per acqua migliore.
Ma sono idilli di poesia, dicevi
tu che meglio sapevi il tuo dolore.

Due giorni prima di andartene hai tolto
dai “social” tutto, lasciando soltanto
una foto d’un cielo d’oppressione
in nera tempesta su rossi papaveri
inermi, docili, non innocenti.

Era invincibile il mostro? Domanda
ormai inutile. Per salvarti l’anima
hai valutato che l’unica strada
era toglierti la vita e l’hai fatto
lucidamente, imponendo rispetto.

E io? Mah, scrivo queste cazzate.
Tocco le cose e mi pare non esistano:
né le cose né il corpo che le tocca.
Come avessi preso qualche stupefacente
scivolo in varie illusorie dimensioni:
mi sveglio, mi perdo, non so, poi verrà
ciò che tu anticipando ti sei scelta:
la morte, la realtà. Ma dove sei?


Scritta nel 2021.

Le tue costole delicate

17 mercoledì Nov 2021

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

amore e morte

mi sono steso un attimo, ti ho sentita
abbracciata, la tua schiena arcuata
solida sotto il mio braccio, il respiro
regolare, le tue costole delicate
contro il mio petto, il tuo viso
fra la mia spalla e il collo, ti ho sentita
sapendo che non è vero, non stavo
dormendo, sapevo tutto, ma eri
abbracciata, il mio petto e il collo
non erano informati sui fatti, sentivano
te tutta intera, forse addormentata
e ti muovevi, ti sistemavi meglio
accucciata, c’era felicità, poi subito
ho visualizzato il balcone, il cortile
la ringhiera scavalcata, un vajont
ha cancellato il paesaggio, carogne
di corpi morti nel nero dei flutti

ora mi alzo, vado a fare cose


Scritta nel 2021.

In bici

17 mercoledì Nov 2021

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

amore e morte

In bici, stasera.
Non fa ancora freddo.
Ma è tempo di tirare fuori
dall’armadio i guanti da ciclista
che tu mi regalasti
con amorevolezza
sentendo le mie mani intirizzite
dopo le pedalate.

Non ce la faccio
con questo fatto che sei morta
non ce la faccio, no
– ma ce la faccio, dato
che sono qui, mi muovo
stasera, nella strada.

Si dicono le cose.
Ma ciò che è veramente
non è stato né è
né sarà detto, mai.


Scritta nel 2021.

La festa dei morti

30 sabato Ott 2021

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

amore, amore e morte

Già s’avvicina la festa dei morti – i morti,
questa strana parola: se esistono ancora
non sono morti, se non esistono più
perché dar loro un nome? Due vecchie
al chiosco di corso Taranto discutono
di fiori: “la rosa dura troppo poco, meglio
il crisantemo o la margherita”. Valutano
la durata di un vaso di fiori
davanti al nulla o all’eterno o a chissà.

Forse cederò a ritornare al cimitero:
per fare qualcosa, aggrapparmi a un’usanza.
Ma tu, se sei, non sei lì certamente
e di ciò che sta nella bara zincata
ho orrore e terrore: la tomba murata
(follìa!) allunga la putrefazione:
meglio sarebbe la nuda terra, o il fuoco.
E i loculi… T’hanno messa al quarto piano:
dove li attacco i fiori, eventualmente?

Anche nel piccolo cimitero di montagna
(in sé quasi bello) han fatto i condominî.
S’avvicina la festa dei morti – e i nati
provvisoriamente ancora non morti
fanno cose, da mostrare a sé e agli altri.
È umano. Io però ti sono accanto
in ogni istante e mai, non credo nulla
e credo che nel nulla che non credo
ci troveremo, amore. Dove sei?


Scritta nel 2021.

Una sensazione sul bus

04 lunedì Ott 2021

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

amore e morte, scenari

Confusamente, annusando la pioggia
vivace e sul bus la gente viva, il ritmo
della strada, le strisce delle gocce
pensavo a come è tutto questo scorrere
e a ciò che c’è e a ciò che manca insieme
confusamente, che anche ciò che c’è
manca e anche ciò che manca c’è
in un gioco di vortici o di porte girevoli
ma sono inadeguate queste similitudini
meglio non provarci nemmeno, è solo
che ho sentito voglia di vivere e insieme
voglia di morire, quasi fosse lo stesso
ma non so spiegare, un baciarsi e inseguire
autobus nell’oltretomba, tenersi per mano
qui nella vita con la pace d’essere morti
un sorriderci oltrepassati i cimiteri
però di qui, osservando un vecchio al bar
che sfoglia un giornale, ma da un’altra parte
fantasmi uscire bambini vociando
da una scuola, sotto alberi mostruosi
che abbracciano universi accovacciarsi
fare pipì, guardarla tiepida fumare
– ma niente, no, non lo posso spiegare
è stato un attimo, una sensazione sul bus.


Scritta nel 2021.

Nella casa sul mare

08 mercoledì Set 2021

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ 1 Commento

Tag

amore e morte, cose di dentro, morte, scenari

Sono tornato nella casa sul mare
due anni dopo. Tu stavi rannicchiata
nella poltrona, ti guardavo, parlavamo:
altre volte volevi stare sola
e allora uscivo in giro per la costa
cercando di distrarmi con visioni.
Niente era facile, mai. Però c’eri
e c’era la speranza, ed eri bella
ed eravamo in qualche modo uniti:
commilitoni d’una strana guerra
per i deserti e i nemici improvvisi.

Abbiamo fatto tante cose insieme:
più di quel che sembrasse, ora che osservo
quel tempo terminato. Terminato.
Osservo il mondo ora privo di te:
io che ci faccio? Mah, niente, direi:
tranquillamente la morte è vicina
senza ch’io debba cercarla o provocarla.
Che esista o non esista, verrò presto
nel luogo dove sei, saremo accanto
sapendo o non sapendo, come prima.


Scritta nel 2021.

Una traccia

05 giovedì Ago 2021

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

amore e morte, scenari

mentre nube odorosa ti componi
e ricomponi in mirabili forme
che è blasfemo ricondurre a nomi
e doni e togli alle cose l’essenza

penso che forse hai avuto ragione
non è qui la salvezza – ma continuo
a camminare, sento che leggera
sopravanzi, lasciandomi una traccia


Scritta nel 2021.

Di cose concrete

17 giovedì Giu 2021

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

amore, amore e morte, morte

Non posso farci niente, succede: barcollo,
vacillo, in un momento qualsiasi,
non importa come stia andando il giorno,
anche dopo un pomeriggio con la figlia
a conversare bene e mangiare sul pane
marmellata fatta in casa e più tardi
una cena con la buona amica in un posto
fresco fra gli alberi, piacevole,
in un momento qualsiasi vacillo,
barcollo: ho le mie contromisure,
appoggiarmi a un muro, a un albero
o meglio, per la mia indipendenza,
basta un passo di fianco, ingannare,
assecondandolo, il lato del cadere:
spostare il peso, aspettare, lasciare
che tutto intorno s’attenui, sbiadisca
confuso come dentro certi sogni,
muggisce al semaforo un autosnodato,
camminano accanto piedi imprecisati:
forse è mio desiderio, magari
tutto fosse qui intorno un lungo sogno
e svegliarmi, incontrarti: “Ma sai
che incubo assurdo stanotte, passavo
in bicicletta in corso Belgio, mi sono
fermato davanti a casa tua e sulla porta
c’era un foglio con scritto che sei morta!”
– tu mi tocchi una spalla: “Tranquillo,
è stato solo un brutto sogno”, respiro
e ci parliamo di cose concrete.


Scritta nel 2021.

Dove sei?

11 martedì Mag 2021

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

amore e morte, scenari

in via Cravero nel giro di venti metri
cinque persone, due uomini e tre donne
a lavare il marciapiede

io col mio cappuccino a mezzogiorno
da finto viveur nel dehors del bar Jolly
anch’esso sottoposto a lavatura

vedo il tragico della vita, lavare
i marciapiedi, dopo che è piovuto

eppure tutto è necessario, così pare
e tutto è irritabile

un filo di pensieri mi riporta l’urto
della tua assenza, sono colpi al fasciame
e al timone, non governo la nave
su queste secche – dov’è finito il mare?

la carena non ha dove pescare
meglio sarebbe una tempesta
che questo inaridire
che m’impenna e mi può rovesciare
su una fiancata, a imputridire
senza neanche la gloria di affondare

(ricado in queste metafore di navigazione
d’antica tradizione, abbiamo da millenni
quattro dozzine di figure insufficienti)

dove sei? – non sei, sussurrano sirene
dai gorghi mortiferi della ragione:
ma questi cinque che hanno ora finito
di lavare e ripongono i secchi
credo sappiano altro, credo sappiano
più di Voltaire e più di Rousseau

dovrei fare un po’ di spesa, nel supermercato
non mi sento di entrare, quei muri di merci
e quelle code di teratomorfi
chini alle casse, mi fanno vacillare

c’è ancora un banchetto sotto gli alberi
in corso Taranto, non è conveniente
compro soltanto un pacchetto di crescenza
cazzo, tre euro e ottanta
fa niente
basta così, tanto qui nell’Occidente
si mangia sempre troppo

una signora già vecchia chiede al padre
accasciato su un deambulatore
se gli piace il vitello tonnato, lo compra

vedo il tragico della vita, mangiare
il vitello tonnato, così, nel morire
ho tante fisime – dove sei?

c’è una luce che annurbia
m’è tornato in mente questo verbo inventato
all’osteria con l’amico di sbronze
annurbiare è un abbagliare moscio
un accecare latteo, senza ferita

inventare parole, o mondi, è un suicidio
a chi e come confesserai di esistere?

hai lasciato presepi dentro me
con le tue nascite, incompiuti, rimane
solo qualche pastore ad aggirarsi
presso le culle vuote, dice che
erano tutte storie

io quel poco che so
senza poter sapere
non lo posso spiegare – dove sei?

che stupidaggine comprare la crescenza
tre euro e ottanta, il vecchio accasciato
avrà mangiato
il vitello tonnato? piove forte adesso
ho spalancato la finestra, odora
di fresco e di vigore
tutta la primavera – dove sei?


Scritta nel 2021.

Di sera

08 sabato Mag 2021

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

amore e morte, cose di dentro

Di sera
l’assalto è forte. Incredulo
della tua assenza irrevocabile
mangio in fretta, con il fastidio
di chi sa che sta perdendo un tempo
in cui dovrebbe fare qualcosa
di urgente, importante. Invece
nulla. Resto immobile. Il tempo
passa ancora, non so come possa:
qual è il suo movente?

Ieri un lapsus, parlando
di te con l’amico, dicevo
che benché la mia carne non sia spenta
può essere il migliore compimento
del mio tramonto
che tu rimanga volevo dire: l’ultima
ed è uscito dalla bocca: l’unica.

In me sei dilagata, adesso il vuoto
io non ho le parole per dirlo
né il corpo per toccarlo, ci scivolo
dentro, fuori, non distinguo spazio
né te né me.

Dove sei? Dove siamo?
Sale un blando rumore
dalla strada. Vorrei che si facesse più baccano
vorrei che si urlasse più forte di me.
O invece in un silenzio – ma è impossibile –
riudire la tua voce.

La tua voce. Perché quando scrivo
di te vorrei che fosse un’altra lingua
con altri suoni, per sentirci solo
musica, un ritmo, senza capire?


Scritta nel 2021.

Cose di poco prima

03 lunedì Mag 2021

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

amore e morte, morte

affiorano cose, molte, è naturale
di gennaio, di febbraio, un disegno
lasciato su una sedia, un foglio scritto
o un oggetto, una riga richiamata
in rete, affiorano cose di giorni
in cui tu respiravi e il dolce lume
entrava nei tuoi occhi, giorni che
erano gli ultimi e non lo sapevo
ed è ridicolo, a questo affiorare
ho l’impulso di muovermi di scatto
come a bloccare una biro che rotola
verso lo spigolo del tavolo, o correre
in cucina a spegnere il fuoco
sotto il caffè che trabocca: fare
qualcosa, impedire la caduta
come se ancora non fosse compiuta
è una frazione d’attimo, è ridicolo
ricado dentro il mio corpo impotente
per l’ennesima volta ripasso
la lezione irrevocabile, non c’è
più nessun compito, preme
nel petto, inutile, un’onda di pianto


Scritta nel 2021.

Nei suoi versi

27 martedì Apr 2021

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

amore e morte, cose di dentro, scenari

Mi piace ritrovarti nei suoi versi:
riconoscerti in un disegno nitido
senza l’ansia di mie sbavature

(mi hai detto quell’ultima volta al telefono:
“Carlo, spesso ricordi a modo tuo”)

I suoi versi sono bellissimi
limpidi anche nei punti crudeli
dove io invece mi confondo e intorbido.

Ce ne sono tre che ho imparato a memoria
chiudono una poesia di salire le scale
scale che anch’io ho salito con te

«Come un passero senza nessuna madre,
sei stata in quel nido a cibarti di solitudine,
fino a quando hai deciso di prendere il volo.»

È bravo, quel «nessuna» è magistrale,
parola chiave fra parole semplici
come elementi chimici periodici
che fanno tutto ciò che il mondo è.

La stessa Musa in due, credo che sia
poco frequente – però ti piaceva
essere nelle poesie d’entrambi:
t’è successo persino di confondere
l’uno con l’altro e io, il meno amato
sono lieto che tu ci confondessi.

Infine entrambi hai condannato a scrivere
poesie di dopo il volo, non avremmo
voluto mai, voluto mai. Non so
vivere adesso, adesso dopo te.

Mi piace ritrovarti nei suoi versi:
t’abbiamo amata come s’è potuto:
niente è mai stato facile, lo sai.


Scritta nel 2021.

Accanto a un albero

24 sabato Apr 2021

Posted by carlomolinaro in poesie

≈ Lascia un commento

Tag

amore e morte

Era meglio seppellirti accanto a un albero
tu che li amavi e ti ci arrampicavi
così in alto da farmi paura, guardavo
– animale pesante – da sotto
te che agile salivi. Era meglio seppellirti
fra le radici, che l’albero potesse
in rami e foglie trasformarti, primavera.

Abbiamo strane usanze deplorevoli:
casse di morto legno duro e zinco
a prolungare decomposizioni
non fertili, inutili, in muri di loculi.

Ma tu – io credo – in luoghi che nessuno
può sapere né dire, fiorisci.


Scritta nel 2021.

← Vecchi Post
Articoli più recenti →

Iscriviti

  • Articoli (RSS)
  • Commenti (RSS)

Archivi

  • gennaio 2026
  • novembre 2025
  • agosto 2025
  • Maggio 2025
  • aprile 2025
  • febbraio 2025
  • gennaio 2025
  • novembre 2024
  • ottobre 2024
  • settembre 2024
  • agosto 2024
  • Maggio 2024
  • aprile 2024
  • marzo 2024
  • febbraio 2024
  • gennaio 2024
  • novembre 2023
  • ottobre 2023
  • settembre 2023
  • agosto 2023
  • luglio 2023
  • giugno 2023
  • Maggio 2023
  • febbraio 2023
  • gennaio 2023
  • dicembre 2022
  • novembre 2022
  • agosto 2022
  • luglio 2022
  • Maggio 2022
  • aprile 2022
  • marzo 2022
  • febbraio 2022
  • gennaio 2022
  • dicembre 2021
  • novembre 2021
  • ottobre 2021
  • settembre 2021
  • agosto 2021
  • luglio 2021
  • giugno 2021
  • Maggio 2021
  • aprile 2021
  • marzo 2021
  • febbraio 2021
  • gennaio 2021
  • dicembre 2020
  • novembre 2020
  • ottobre 2020
  • settembre 2020
  • agosto 2020
  • luglio 2020
  • giugno 2020
  • Maggio 2020
  • aprile 2020
  • marzo 2020
  • febbraio 2020
  • gennaio 2020
  • dicembre 2019
  • ottobre 2019
  • settembre 2019
  • agosto 2019
  • luglio 2019
  • giugno 2019
  • Maggio 2019
  • aprile 2019
  • marzo 2019
  • febbraio 2019
  • gennaio 2019
  • dicembre 2018
  • novembre 2018
  • ottobre 2018
  • settembre 2018
  • agosto 2018
  • luglio 2018
  • giugno 2018
  • Maggio 2018
  • aprile 2018
  • marzo 2018
  • febbraio 2018
  • gennaio 2018
  • dicembre 2017
  • novembre 2017
  • ottobre 2017
  • settembre 2017
  • agosto 2017
  • luglio 2017
  • giugno 2017
  • Maggio 2017
  • aprile 2017
  • marzo 2017
  • febbraio 2017
  • gennaio 2017
  • dicembre 2016
  • novembre 2016
  • ottobre 2016
  • settembre 2016
  • luglio 2016
  • giugno 2016
  • Maggio 2016
  • aprile 2016
  • marzo 2016
  • febbraio 2016
  • gennaio 2016
  • dicembre 2015
  • novembre 2015

Categorie

  • altre cose
  • poesie
  • prosa
  • racconti
  • Senza categoria

Meta

  • Crea account
  • Accedi

Crea un sito o un blog gratuito su WordPress.com.

Privacy e cookie: questo sito usa cookie. Continuando a usare questo sito, si accetta l’uso dei cookie.
Per scoprire di più anche sul controllo dei cookie, leggi qui: Informativa sui cookie
  • Abbonati Abbonato
    • Carlo Molinaro
    • Unisciti ad altri 66 abbonati
    • Hai già un account WordPress.com? Accedi ora.
    • Carlo Molinaro
    • Abbonati Abbonato
    • Registrati
    • Accedi
    • Segnala questo contenuto
    • Visualizza sito nel Reader
    • Gestisci gli abbonamenti
    • Riduci la barra